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Trento
25 aprile | 17:18

Riforma della medicina territoriale, Smi apre al confronto con la Pat. Paoli: "Pronti a discutere la materia della dipendenza della medicina generale ma con regole chiare”

Il segretario dello Smi in Trentino, Nicola Paoli, ha deciso di intervenire sulla discussione in corso che riguarda la riforma della sanità territoriale 

di Redazione

TRENTO. “Come Smi, sindacato di maggioranza assoluta della medicina di famiglia al tavolo trattante provinciale, siamo fin da subito disponibili al confronto con Tonina e la Provincia di Trento”. Ad affermarlo è Nicola Paoli, segretario dello Smi in Trentino, che ha deciso di intervenire sulla riforma che riguarda la sanità territoriale in merito alle dichiarazioni diffuse secondo le quali i medici di famiglia sarebbero contrari a discutere di dipendenza pubblica della categoria ed alzerebbero muri contro questa proposta.

“Forti di una legge provinciale 16/2010 – ha spiegato Paoli -  che già lo permette. Dell'Azienda che già in un recente passato lo ha messo in pratica. E degli ultimi due contratti della convenzionata, costruiti sul modello proposto da Smi e accettati sia dai sindacati minoritari che dalla parte pubblica”.

 

Per Paoli non ci sono oggi medici di medicina generale che hanno scelto di lavorare nelle Case di Comunità, neppure con remunerazioni distinte, ad esclusione di alcuni ex gruppi integrati già presenti ai Centri servizi precedenti, trasformati oggi in Case, o medici con altre tipologie di contratto.

 

“Vogliamo vedere – spiega Paoli riferendosi alla Pat e all'assessore alla Salute, Tonina -  una bozza di piattaforma sull'argomento della dipendenza dei medici di medicina generale, dato che la Provincia Autonoma Speciale di Trento può benissimo predisporre non solo quella ma anche un emendamento alla Legge 16 attuale”.

 

Smi si dice pronta, nella sede istituzionale provinciale, a discutere la materia della dipendenza della medicina generale, “ma con regole chiare che discutano delle criticità”.

 

A partire dalle Case di Comunità, spiega il segretario trentino dello Smi, nelle quali attualmente, non pare ci sia posto neppure per i referenti e i coordinatori del territorio, in contrasto con quanto indicato nel contratto provinciale di agosto 2025; per continuare con la gestione delle 38 ore settimanali, del possibile passaggio alla dirigenza con ferie retribuite, Tfr, malattia retribuita e tutte le facilitazioni in maternità, gravidanza, part time, infortuni, contributi, compresa la equiparazione della specializzazione in medicina generale che ora manca dalla nostra Facoltà di medicina di Trento. 

 

“Se dovesse, l'assessore Tonina, confermare un iter di questo genere sulla Legge 16/2010, senza compromettere la stabilità territoriale che rappresenta, per Smi nazionale, un prerequisito fondamentale per  l'implementazione di nuovi modelli organizzativi da espletarsi nelle Case di Comunità del Trentino, si potrebbero inserire, in via transitoria, già dall'accordo agosto 2025, i medici che volessero optare volontariamente. Allineandoli a nuove proposte su cui non ci negheremmo al tavolo contrattuale” ha concluso Nicola Paoli.

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