Sanità in Alto Adige, funziona il piano anti-code: calano i tempi d’attesa nonostante le richieste di appuntamento siano aumentate del 10%
Il salto più evidente riguarda le prestazioni urgenti, quelle da sbrigare entro dieci giorni: se nel 2024 l’indice di offerta era fermo al 71%, oggi è balzato all’86%. È un trend positivo che si riflette anche sulle prestazioni programmate, che arrivano a toccare l’89% di efficienza, dimostrando che il pacchetto di misure messo in campo sta iniziando a dare risultati strutturali

BOLZANO. L’ultimo check-up sul sistema sanitario altoatesino restituisce l’immagine di una macchina che, pur sotto sforzo, sta imparando a correre più veloce.
Durante il vertice tra l’assessore Hubert Messner e i tecnici dell’Unità centrale di gestione, i dati hanno confermato che i tempi per ottenere una visita non solo tengono, ma migliorano sensibilmente.
Il salto più evidente riguarda le prestazioni urgenti, quelle da sbrigare entro dieci giorni: se nel 2024 l’indice di offerta era fermo al 71%, oggi è balzato all’86%. È un trend positivo che si riflette anche sulle prestazioni programmate, che arrivano a toccare l’89% di efficienza, dimostrando che il pacchetto di misure messo in campo sta iniziando a dare risultati strutturali.
Tutto questo sta succedendo mentre la pressione dei cittadini sugli sportelli continua a salire.
In appena due anni, le richieste di appuntamenti sono aumentate del 10%, superando la soglia delle 156.000 prenotazioni. Un carico di lavoro enorme che però non ha mandato in tilt il sistema, anzi.
Proprio su questo punto Messner ha voluto mettere i puntini sulle i, dichiarando che "l'andamento è chiaro: i tempi di attesa diminuiscono in modo sostenibile – e questo nonostante le richieste di appuntamenti per lo stesso periodo dell'anno siano aumentate di quasi il 10%".
Per l'assessore, essere riusciti a migliorare le performance in un contesto di domanda crescente è il segnale che gli interventi attuati finora non sono stati semplici palliativi.
Il merito di questa tenuta andrebbe cercato nella sinergia tra chi pianifica e chi gestisce operativamente le liste, un lavoro di squadra che sembra aver sciolto alcuni dei nodi storici della sanità locale.
Messner ha rivendicato la coerenza del percorso intrapreso, spiegando che "negli ultimi anni abbiamo lavorato con coerenza su diversi fronti, da una migliore gestione degli appuntamenti all'ampliamento delle prestazioni".
La sfida ora resta quella di mantenere questo ritmo, trasformando quella che sembra una tendenza positiva in una realtà consolidata per tutti i pazienti della provincia, senza farsi travolgere da una domanda di salute che non accenna a diminuire.












