“Sei stata straordinaria nella determinazione di esserci. Sempre”. Addio ad Antonella Fabbri: si è spenta dopo una lunga lotta
Antonella Fabbri, già direttrice nell'Ulss 1 Dolomiti e autrice di un libro (“Di testa mia”) nel quale ha raccontato la sua battaglia contro un tumore, si è spenta all'hospice Casa Tua Due di Belluno. Il ricordo del marito, Fabio Bristot Rufus: “Antonella, è stato prima un onore, poi un privilegio averti conosciuto ed amato, anche nelle incomprensioni”

BELLUNO. Si è spenta a 64 anni Antonella Fabbri, già direttrice nell'Ulss 1 Dolomiti e autrice di un libro (“Di testa mia”) con il quale, dopo la diagnosi, aveva raccontato la sua battaglia contro un tumore aggressivo – il glioblastoma multiforme di IV grado.
Fabbri ha combattuto per anni, dal 2021, contro la malattia e si è spenta oggi all'hospice Casa tua due dell'Ospedale San Martino di Belluno – lasciando tre figlie e il marito, lo storico dirigente del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico Fabio Bristot Rufus.
E proprio lui ha condiviso sui social un toccante messaggio: “Antonella – scrive – è stato prima un onore, poi un privilegio averti conosciuto e amato, anche nelle incomprensioni. Sei stata straordinaria nella determinazione di esserci. Sempre. Non amavi la definizione di 'guerriera' in questo lungo percorso, ma per tutti noi sei stata la forza. Sarai così ancora, forza e luce purissima per nostra figlia, il dono meraviglioso che hai voluto offrirmi e di cui eri innamorata. Ti bacio”.
“L'Ulss Dolomiti – scrive invece l'Azienda sanitaria bellunese – esprime il suo più profondo e commosso cordoglio per la scomparsa della dottoressa Antonella Fabbri, già direttrice del Servizio affari generali e legali della nostra azienda, in pensione da alcuni anni. Durante il suo lungo percorso all'interno della sanità bellunese, l'abbiamo conosciuta e apprezzata come una professionista rigorosa e determinata. Ha sempre difeso l'Azienda affrontando numerose sfide e battaglie, guidata da una profonda competenza giuridica e da un instancabile senso delle istituzioni. La stessa inesauribile tenacia ha caratterizzato la sua lotta contro una lunga e difficile malattia, che ha sfidato per oltre cinque anni. Ha affrontato questo delicato percorso con uno straordinario coraggio e una straordinaria lucidità, trasformando l'esperienza della sofferenza in una potente testimonianza umana”.
“Di lei – continua l'Ulss – porteremo sempre nel cuore le lezioni di forza che ha voluto condividere pubblicamente anche negli ultimi mesi all'hospice Casa Tua Due di Belluno, dove ha scelto di vivere ogni istante con gratitudine e dignità. Ci lascia in eredità parole indimenticabili che resteranno un faro per tutti noi: 'Voglio che la morte mi colga viva'. La Direzione Generale e tutta la comunità dell'Ulss Dolomiti si stringono con grande affetto alla famiglia, ai colleghi che hanno condiviso con lei anni di lavoro e a tutti coloro che le hanno voluto bene. Il suo ricordo, il suo spessore professionale e il suo spirito indomito continueranno a far parte della nostra storia”.













