"Oggi è nel cuore di chi ha scelto e amato", la comunità piange Valentina Musca, 38enne stroncata da una malattia. "Ci ha insegnato che alla morte ci si prepara"
Due le comunità in lutto, da Longarone, dove lavorava come farmacista, a Val di Zoldo, dove viveva con il marito Virgilio e i figli Tommaso e Filippo. L'ultimo commosso saluto a Valentina Musca, 38enne morta a causa di una grave malattia

VAL DI ZOLDO. "Nel suo ultimo tratto di strada, Valentina ha insegnato ciò che di più taciuto e politicamente scorretto ci sia in questo mondo impazzito: che alla morte ci si prepara". E' un ultimo addio partecipato, come spesso accade quando a morire è una persona ancora troppo giovane, quello a Valentina Musca, 38enne di Ravenna che si è spenta pochi giorni fa a causa di una grave malattia (Qui articolo). "Certo nessuno sa della propria, né dove, né come, né quando, ma è pensare ad essa e curare quel momento la cifra più importante che dà senso a quanto abbiamo compiuto nella nostra esistenza".
Due le comunità in lutto, da Longarone, dove lavorava come farmacista, a Val di Zoldo, dove viveva con il marito Virgilio e i figli Tommaso e Filippo, “Tommy e Filo”.
Nell’omelia, il parroco sceglie di rifarsi a un brano del Vangelo che esorta a riflettere su dove sta il nostro cuore, come trascorriamo il nostro tempo, quali ricchezze accumuliamo durante la nostra vita. “Dov'è il tuo tesoro, là sarà anche il tuo cuore” recita infatti il passo ripetuto più volte: e il cuore di Valentina è ancora in tanti tesori, nei luoghi e nelle persone della sua esistenza.
“Valentina ha posto il suo cuore - afferma il parroco - in questa valle, che ha scelto di abitare con la sua straordinaria bellezza e le sue limitate possibilità. Lo ha posto tra questa gente, con cui condividere gioie e fatiche di un contesto sociale e una famiglia da crescere, e lo ha posto nell’impegno sul lavoro, nelle relazioni da curare, nelle amicizie da costruire”.
“E qui il suo cuore - prosegue - ha trovato il suo tesoro. È Virgilio, che in questa chiesa, undici anni fa proprio in questi giorni, esprimeva la sua disponibilità ad accoglierla come sua sposa fino alla fine dei giorni che sarebbero stati loro donati. Sono Tommaso e Filippo, che si affacciano ora alla vita, sorretti sempre e comunque nella stessa promessa di bene cui ogni genitore si affida quando mette al mondo un figlio. Ora Valentina è nel cuore di chi ella ha scelto, amato, e cui ha donato la sua vita”.
È dunque la famiglia al centro in questo doloroso saluto, una grande famiglia stretta attorno alla mamma, al marito e ai figli di Valentina. “Oggi siamo qui in tanti ad ascoltare il Vangelo - ricorda il parroco - uniti nella sofferenza che ci accomuna mentre salutiamo la nostra Valentina: un congedo che ci costa, che provoca fatica e un dolore che non vorremmo affrontare. Lei ci ha radunati qui in tanti perché le abbiamo voluto bene e questo bene rimane attraverso l’affetto verso i suoi figli e la stima verso il marito e la sua famiglia, attraverso la gratitudine verso la mamma e i suoi congiunti. Ma non permettiamo che il nostro radunarci sia solo all'insegna del cieco rimpianto: salutiamo la nostra Valentina in un commiato che manifesti l’amore e confermi la speranza, un giorno, di abbracciarla di nuovo”.












