Si spegne a 35 anni dopo una lunga malattia: grande cordoglio per la morte di Veronica Abrami. Il ricordo: "E' stata una guerriera"
Lavorava al tribunale di Trieste ed era stata atleta e allenatrice di pattinaggio artistico nella società “Skating Club Gioni”, che oggi la ricorda sui suoi canali per la passione e i valori che ha saputo trasmettere

TRIESTE. Veronica Abrami non ce l'ha fatta, la 35enne triestina è venuta a mancare nei giorni scorsi dopo una lunga malattia. A diffondere la notizia è stato il fratello Andrea, con un post intriso di amore e sofferenza che si chiude con un toccante addio: “Veronica mia, ti ameremo per sempre”. La commovente storia della ragazza negli ultimi mesi aveva iniziato a diventare piuttosto nota sul web, generando un certo seguito via social da parte di tante persone che ne seguivano con apprensione gli sviluppi e cercavano di infondere sostegno.
Veronica lavorava al tribunale di Trieste ed era stata atleta e allenatrice di pattinaggio artistico nella società “Skating Club Gioni". Un'attività che oggi viene ricordata dalla pagina del comitato regionale della federazione italiana “Fisr”, per la passione e i valori che Abrami sapeva trasmettere. La 35enne aveva inoltre sviluppato anche un interesse attivo per la politica, nella quale si spendeva perseguendo il bene del proprio territorio, come ha evidenziato con un post sul proprio profilo Facebook la segretaria regionale del Partito Democratico Caterina Conti, che ricorda: “Per me Veronica era un’amica: all’inizio timidissima, quasi schiva, poi con il tempo sempre più loquace. Lo sport ne aveva forgiato il carattere e forse anche per questo aveva accettato, più volte, di mettersi in gioco come candidata nella Settima circoscrizione. In questi anni di malattia – conclude la segretaria - non si è mai lamentata. Anzi, è stata una guerriera. Ha affrontato tutto con una forza silenziosa e composta, che oggi rende ancora più difficile accettare la sua assenza".
Da tre anni Veronica aveva intrapreso la sua battaglia quando le venne diagnosticata una grave forma di tumore al cervello per il quale si rese necessaria dapprima la visita al Cro di Aviano e poi i ricoveri nelle strutture di Udine, Padova e infine quella di Pineta del Carso, ad Aurisina, oltre ai lunghi cicli di radio e chemio terapia. La famiglia aveva inoltre raccolto più di 60mila euro attraverso una campagna di crowdfunding volta a tentare delle cure sperimentali in un centro specializzato. Ma negli ultimi mesi le sue condizioni si erano ulteriormente aggravate e Veronica si è spenta nella clinica di Pineta del Carso, lasciando un vuoto incolmabile nella famiglia e ricevendo migliaia di commenti e messaggi via web di cordoglio, vicinanza e sincero affetto.












