Slip, guanti e cappello e si cammina nella neve: ecco Daniele Sodini il guru del metodo del freddo
Istruttore subacqueo e di primo soccorso, Sodini ha maturato la propria competenza durante i viaggi che lo hanno condotto in Tibet e sull’Himalaya. Da qui ha avuto vita il suo metodo, La Via del Freddo. Sabato 14 marzo guiderà una camminata dal Lago di Calaita, ecco come partecipare

PRIMIERO. “Non resistere ma controllare, rimanendo in ascolto del proprio corpo”: ecco la filosofia di Daniele Sodini guru del metodo del freddo, uno che quando lo si incontra è impossibile restare indifferenti. Passeggia nudo sulla neve armato, tuttalpiù di guantini, berretto e, ovviamente, slip. La prossima impresa del camminatore scalzo è fissata per sabato 14 marzo. Parenza dal Lago di Calaita, piccolo lago alpino posto a quota 1.605 metri nella valle del Lozen nel Parco Paneveggio-Pale di San Martino e poi via verso l'infinito e oltre a camminare finché ce n'è (qui il canale telegram per iscriversi).
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Gli obiettivi dell’impresa sono due: resistere più tempo possibile in quelle condizioni e condurre una prova nel pieno rispetto del proprio sentire, forte delle esperienze acquisite in molti anni. Istruttore subacqueo e di primo soccorso, Daniele ha maturato la propria competenza durante i viaggi che lo hanno condotto in Tibet e sull’Himalaya. Da qui ha avuto vita il suo metodo, La Via del Freddo, che si rifà a tecniche millenarie di respirazione e focus mentale di origini asiatiche. Da oltre dieci anni propone le sue attività in Veneto, soprattutto nel trevigiano, ma non mancano “avvistamenti” mentre si allena in Trentino, nel Cadore e pure in Friuli-Venezia Giulia.
Alla base delle sue lezioni, prima teoriche e poi pratiche sul campo, c’è la filosofia de La Via del Freddo, che unisce resistenza al freddo, respirazione consapevole e una componente nutrizionale, per lui fondata sull’eliminazione di glutine e caseina. ''Oggi metto in pratica queste tecniche per approcciare il freddo in modo positivo ed efficace e, al contempo, accompagnare chi partecipa ai miei incontri a confrontarsi con le proprie criticità e potenzialità, che non vanno negate, ma accolte, gestite e controllate'', racconta.
La preparazione all’impresa è durata un anno e ha coinvolto non solo l’aspetto fisico, ma anche quello mentale e spirituale. I prossimi giorni di avvicinamento saranno fondamentali per prepararsi al meglio a questo cammino tra le braccia di quel che Soldini definisce il ''grande Maestro'', il freddo (QUI l’articolo nel quale vi abbiamo raccontato di lui). Durante l’impresa del 14 marzo sarà assistito da un servizio medico d’emergenza dell’Associazione “Una corsa per la vita” coordinata dal dottor Gennaro Muscari. L’intera esperienza verrà poi documentata in un video che sarà reso pubblico e avrà lo scopo di avviare una raccolta fondi per un progetto cui Soldini tiene molto. Si chiama “Trauma Training Center Vicenza, una fondazione nata per migliorare la risposta ai traumi tramite formazione e specialisti avanzati.












