"Sono inesperti, ora affrontano le prime vere difficoltà". Giovane grifone atterra sul tetto di una casa e la famiglia chiama i forestali: ecco cosa può averlo spinto fin lì
Dopo la segnalazione da Molini di Chies, nel Bellunese, il Dolomiti ha contattato l’esperto Fulvio Genero per avere chiarimenti

CHIES D’ALPAGO. “I giovani grifoni, essendo inesperti, affrontano le prime vere difficoltà in questa stagione: con il calo delle temperature e i cambi di vento perdono quota, si staccano dal gruppo e finiscono per cercare un punto di appoggio”. Con queste parole, l’esperto Fulvio Genero, responsabile dei progetti di conservazione della specie e punto di riferimento della Riserva Naturale del Lago di Cornino, spiega a il Dolomiti i motivi dell’avvicinamento di un giovane grifone, avvenuto domenica 4 ottobre a Molini di Chies.
Contattato da il Dolomiti a seguito della segnalazione di una nostra lettrice, l’esperto ha fatto chiarezza sull’inconsueta presenza del grande rapace che ha spezzato la routine del piccolo centro abitato. Qui, la famiglia composta da Silvia Munaro, il marito Patrick De Bona e la figlia Rebecca si è ritrovata un'imponente presenza direttamente sul tetto di casa. Uno stupore iniziale che si è trasformato presto in preoccupazione verso l’animale. Per questo, i tre si sono subito mobilitati ed hanno contattato i Carabinieri Forestali.
Il motivo esatto dell’apparizione è difficile da individuare precisamente, ma l’esperto è riuscito ad avanzare alcune ipotesi precise osservando le fotografie scattate dalla giovane Rebecca. “Il becco già chiaro e l’iride nera – spiega Genero - indicano che è un esemplare giovane, nato probabilmente a maggio di quest’anno. A questa prima occhiata, non mostra evidenti problemi fisici, ma potrebbe essere fortemente debilitato o esausto.” Un comportamento che trova conferma nell’avvicinamento dell'esemplare.
“In autunno i giovani grifoni, - chiarisce Fulvio Genero - essendo inesperti e non conoscendo ancora bene il territorio, rischiano di perdere il contatto con il gruppo, che per loro è fondamentale essendo animali molto socievoli. Quando incontrano condizioni di meteo avverso o correnti sfavorevoli, si spingono verso i centri abitati, in cerca di cibo e di riposo”.
Poco dopo l’avvistamento, l’animale sembra che abbia ripreso quota e, nonostante l’iniziale fastidio dato da alcuni corvi, il rapace si sarebbe autonomamente diretto verso la valle. “Se con il bel tempo – precisa Fulvio Genero – il grifone rimane immobile e non decolla, siamo di fronte a un chiaro segnale di grave debilitazione”. La notizia fa tirare un sospiro di sollievo, perché fortunatamente non è stato questo il caso.
Altrettanto comune e al contempo curioso è stato lo scontro con gli altri volatili. “È un comportamento frequente – chiarisce Fulvio Genero – i corvi tendono a infastidire, attaccare e inseguire un grande rapace rimasto solo. Lo fanno per testare la novità o verificare se è realmente in difficoltà”.
L’episodio di Molini di Chies sembra non essere isolato. Proprio di recente, un gruppo eccezionale di otto esemplari sembra essere stato notato sorvolare il Monte Celo, diretto verso il cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.
L’esperto conclude ricordando le buone pratiche da seguire in casi simili: “È sempre consigliabile avvisare la Forestale o gli agenti di vigilanza territoriali, che sono in contatto diretto con i referenti per il recupero della fauna selvatica. Saranno poi i Cras a intervenire per la diagnosi, la tutela e la gestione veterinaria dell’animale”.
Genero consiglia inoltre di mantenere la giusta distanza per non spaventare il rapace: “Sono animali molto tranquilli che non attaccano l’uomo. Tuttavia, se un grifone si sente messo all’angolo o fortemente minacciato, potrebbe beccare per difesa”.


















