"Sto con gli ultras. Non possiamo accettare queste misure illiberali ed incomprensibili", il deputato De Bertoldi contro il prefetto che vieta la trasferta (a rischio) ai tifosi del Lecco
"Senza se e senza ma oggi sto con gli ultras. Quale deputato di Trento mi rivolgerò al Prefetto per chiedere ragione del divieto di trasferta per i tifosi ospiti della Calcio Lecco. Forse la città capoluogo del Trentino non è in grado di gestire l'ordine pubblico per qualche centinaio di tifosi? Cosa dovrebbero dire città più piccole come Empoli o Pisa che ospitano tifoserie di serie A? Non possiamo accettare queste misure illiberali ed incomprensibili" scrive il deputato leghista

TRENTO. La vittoria - che sarebbe stata meritata per quanto visto sul campo - è sfumata al minuto 96, quando una sfortunata autorete di Chinetti ha consegnato il pareggio al Lecco, vanificando così la marcatura realizzata pochi minuti prima da Candelari.
Sul campo Trento - Lecco è terminata 1 a 1 ma, due giorni dopo, a far discutere non è l'aspetto sportivo, bensì le dichiarazioni dell'onorevole Andrea De Bertoldi, deputato, eletto nel 2022 con Fratelli d'Italia e oggi "in forza" alla Lega, dopo essere entrato nei Liberali Cristiano Democratici che si sono "federati" con il Carroccio.
De Bertoldi, che del Trento è tifoso, abbonato da anni ed è spesso presente sulle tribune dello stadio "Briamasco" in occasione delle gare casalinghe, ha infatti criticato apertamente la decisione assunta dal Prefetto e dai rappresentanti delle forze dell'ordine di vietare la trasferta ai tifosi del Lecco.
A protestare sono stati in primis gli ultras gialloblù della curva Mair che, durante i primi minuti della partita, hanno composto la scritta "Trasferte libere" in segno di solidarietà agli ultras lecchesi, con i quali i rapporti non sono mai stati idilliaci e, anzi, in passato non sono mancati i momenti di tensione.
Ebbene, il deputato De Bertoldi ha scritto: "Senza se e senza ma oggi sto con gli ultras. Quale deputato di Trento mi rivolgerò al Prefetto per chiedere ragione del divieto di trasferta per i tifosi ospiti della Calcio Lecco. Forse la città capoluogo del Trentino non è in grado di gestire l'ordine pubblico per qualche centinaio di tifosi? Cosa dovrebbero dire città più piccole come Empoli o Pisa che ospitano tifoserie di serie A? Non possiamo accettare queste misure illiberali ed incomprensibili".
Il match tra Trento e Lecco era stato catalogato "a rischio", come aveva ben spiegato la Prefettura di Trento nella nota emessa la scorsa settimana in cui veniva comunicato il divieto di vendita a tutti i residenti in provincia di Lecco.
Tenuto conto che, lo scorso anno, in occasione della partita disputata a Padova (lo stadio "Briamasco" era inagibile ad agosto 2024), erano stati emessi ben 5 Daspo nei confronti di tifosi lombardi, che avevano cercato di superare il cancello per raggiungere i supporters trentini e poi avevano dato vita ad una rissa tra gli stessi ultras lecchesi di opposte ideologie politiche (nel 2022, in Lombardia, il parapiglia era nato invece tra i tifosi gialloblù), è stato deciso - per evitare problemi di ordine pubblico - di vietare in toto la trasferta alla tifoseria lombarda.
"Alla riunione - si legge nel dispositivo che aveva emesso la Prefettura - hanno preso parte il Questore di Trento, Nicola Zupo, il Comandante provinciale dei Carabinieri, Andrea Pezzillo, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Danilo Nastasi, il Comandante della Polizia Municipale di Trento, Alberto Adami. Il Prefetto Fusiello, in adesione alle indicazioni fornite dal Comitato di Analisi per la sicurezza delle Manifestazioni Sportive e sulla base delle informazioni acquisite dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, organismi che hanno valutato positivamente la richiesta del Questore di Trento, ha disposto il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Lecco, una volta acquisito il parere favorevole dei presenti. Il provvedimento è stato adottato tenendo conto delle valutazioni espresse dai citati organismi consultivi nazionali che, sulla base di una consolidata esperienza, hanno classificato l’incontro di calcio in questione tra quelli caratterizzati da un elevato profilo di rischio, in considerazione di quanto valorizzato dalla Questura di Trento, che ha rimarcato le intemperanze verificatesi tra le due tifoserie nelle recenti stagioni".
De Bertoldi ha poi aggiunto che rappresenta "le proteste dei nostri tifosi, che non accettano assurde limitazioni alla trasferte e del Trento Calcio, privata di un importante incasso per ragioni inaccettabili". Lo stesso deputato ha comunicato di aver scritto un'e-mail al prefetto per chiedere spiegazioni e poi divulgherà l'eventuale risposta (non dovuta) sui social.












