Tennis, Jannik Sinner e gli altri top player battono cassa: "Premi dei tornei Slam troppo bassi, vogliamo che ai giocatori vada una quota equa dei ricavi”
Rapporti tesi tra i migliori tennisti del mondo e i tornei dello Slam

TRENTO. Rapporti tesi tra i migliori tennisti del mondo e i tornei dello Slam.
Al centro del malcontento, questioni di soldi: l'annuncio dei montepremi del Roland Garros 2026 con un aumento giudicato insufficiente (+9,5%) e soprattutto deciso senza alcun confronto con i giocatori.
La polemica non è nuova, ma il gruppo informale ribattezzato "Project RedEye" e che annovera una ventina di top player tra cui Jannik Sinner, Carlos Alcaraz, Novak Djokovic, Aryna Sabalenka e Iga Swiatek ha nuovamente espresso forte insoddisfazione per la distribuzione dei ricavi degli Slam.
Il nodo principale è infatti la percentuale destinata ai giocatori (non solo i top ma tutta la "categoria", beninteso): nei tornei Atp e Wta quella percentuale arriva intorno al 22% degli introiti, mentre nei Major si ferma tra il 13% e il 15%. I tennisti hanno sottolineato come i ricavi del Roland Garros crescano mediamente del 14% all’anno, ma gli aumenti dei premi restino inferiori a questa "espansione".
Tra le rivendicazioni del gruppo ci sono anche l'istituzione di un contributo concreto degli Slam al welfare e l’istituzione di meccanismi di confronto strutturati. Senza progressi su questi fronti, i giocatori minacciano di non partecipare a eventuali nuovi organismi consultivi proposti dagli organizzatori.












