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Trento
09 gennaio | 11:52

Trentino trasporti non compra ai dipendenti il panettone che aiuta Admo e allora gli autisti fanno una colletta e la donano direttamente all'associazione

Un gesto bellissimo e di grande generosità da parte del personale dopo che i vertici avevano deciso (non senza polemiche visto che del tema si era occupata anche la consigliera provinciale Lucia Coppola e che si trattava di una prima volta compresi i tempi dell'Atesina) di non acquistare il panettone per Natale per i dipendenti all'associazione donatori di midollo osseo 

TRENTO. Il panettone serviva ad aiutare Admo, associazione donatori midollo osseo, nella sua raccolta fondi per aiutare il sistema sanitario e dare speranza di vita a chi ha contratto leucemie, linfomi e altre malattie del sangue, spesso incurabili e mortali. I vertici di Trentino trasporti, però, hanno pensato bene che quest'anno su quel panettone (e quindi sull'impegno sociale che ne conseguiva) fosse meglio risparmiare e allora sono stati gli stessi autisti che si sono organizzati ed hanno provveduto a fare direttamente una donazione all'associazione donatori midollo osseo. Niente panettone, niente azienda di mezzo, semplicemente un gesto nato dal buon cuore di chi ogni giorno guida e ripara gli autobus del servizio pubblico.

 

Un gesto semplice ma dal grande valore morale ed etico soprattutto alla luce di quanto deciso dai loro dirigenti. La vicenda era stata ''denunciata'' pubblicamente dalla consigliera di Avs in provincia Lucia Coppola. Un paradosso, lo aveva definito la consigliera provinciale, perché se da un lato l'organigramma di Trentino trasporti arrivava ad avere ben 10 dirigenti (uno dei quali tra l'altro senza laurea come aveva raccontato il Dolomiti) con il conseguente impegno di spesa dall'altro si andava a tagliare ''per la prima volta dalla nascita di Trentino Trasporti (e prima ancora di Atesina), il tradizionale panettone natalizio ai dipendenti. Non è il panettone in sé a mancare, ma un segno di riconoscenza e gratitudine verso lavoratrici e lavoratori che, con sacrificio quotidiano, garantiscono un servizio essenziale a migliaia di utenti, spesso in condizioni operative difficili. Ma non solo. Con questa scelta viene meno anche il consueto contributo solidale all’associazione Admo, che proprio grazie alla distribuzione dei panettoni contribuisce ogni anno a sostenere concretamente le proprie attività. Un gesto di solidarietà che rappresentava un legame importante tra l’azienda, i dipendenti e il territorio”.

 

Attività che, è bene sottolinearlo, sono tutte rivolte al sistema sanitario e per aumentare sempre di più il numero di persone tipizzate (quindi inserite nel registro dei donatori di midollo osseo) e quindi le possibilità per un malato di trovare in tempo un donatore che possa salvargli la vita (la probabilità di essere compatibili è di 1 su 100.000). Coppola concludeva, rivolgendosi a Trentino trasporti, che “si tratta di un segnale negativo, che alimenta la percezione di una lenta regressione della società, non solo in termini di qualità del servizio, ma anche sul piano umano e valoriale. Un segnale che stride con l’impegno e la dedizione dimostrati quotidianamente dal personale. Il trasporto pubblico non è fatto solo di numeri, organigrammi e bilanci, ma anche di persone, relazioni e rispetto per chi ogni giorno ne rende possibile il funzionamento''. E una lezione di stile e di solidarietà è arrivata proprio dal personale, dagli autisti del servizio pubblico di Trento che hanno donato liberamente ad Admo alcune centinaia di euro. Niente panettone ma un contributo libero che aiuterà chi sta peggio ad avere una speranza di vita in più.  

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