Meno corse e servizi ma più dirigenti, il paradosso di Trentino Trasporti e lo strano caso del dirigente senza laurea che va bene al presidente: ''Noi non abbiamo obblighi''
In una interrogazione presentata in Consiglio provinciale si fa riferimento al nuovo organigramma di Trentino Trasporti dove sono presenti 10 posizioni dirigenziali a fronte delle quattro presenti 3 anni fa. Tutto questo mentre negli anni l'azienda che si occupa di trasporto pubblico ha registrato una riduzione delle corse svolte con un aumento di quelle dei privati perché mancano autisti. Tra i dirigenti pubblicati sul sito trentinotrasporti.it c'è anche chi non ha una laura ma per l'azienda "è stata seguita la normativa e il regolamento interno di reclutamento"

TRENTO. Un'azienda con meno autobus, meno corse pubbliche ma con più dirigenti? È il paradosso di Trentino Trasporti che difficilmente si può ignorare.
Sulla questione è stata presentata un’interrogazione provinciale da parte della consigliera di Casa Autonomia, Paola Demagri, nella quale si fa riferimento al nuovo organigramma della società partecipata a controllo pubblico della Provincia Autonoma di Trento.
“In questo nuovo organigramma – spiega Demagri – risultano ben 10 posizioni dirigenziali. Tre anni fa i dirigenti in servizio erano quattro ed è quindi importante capire quali siano state le motivazioni di questo aumento”.
In questo organigramma ci sarebbe quindi un dettaglio stonato vista la situazione del trasporto pubblico in Trentino. “Stiamo parlando di un servizio pubblico – ha spiegato ancora Demagri – che ha visto in questi anni una riduzione delle corse svolte dalla Trentino Trasporti a fronte di un aumento di quelle svolte da privati. È stato spiegato che questo sarebbe dovuto alla carenza di autisti”.
Ovvio che la domanda (ironica) potrebbe sorgere spontanea. “Per far fronte alla carenza di autisti si raddoppiano i dirigenti?” si chiede la consigliera di Casa Autonomia.
Ma tra i tanti problemi c'è anche quello della carenza di mezzi adatti per disabili. La questione, questa volta, è contenuta in un emendamento che è stato presentato dalla consigliera provinciale Mariachiara Franzoia, dove si evidenzia che, per quanto riguarda il servizio extraurbano, i mezzi dotati di pedana sollevatrice rappresentano solo il 17% del totale. Dal punto di vista del servizio urbano di Trento, le fermate idonee all'utilizzo da parte di utenti con disabilità su carrozzina rappresentano il 52% del totale, appena sopra la metà.
Se poi diamo un’occhiata più accurata all’attuale organigramma di Trentino Trasporti possiamo imbattersi in qualche dettaglio che fa sorgere altri punti di domanda. Non sarà sfuggito ai più attenti, infatti, che nell’elenco dei dirigenti compare anche chi, pur ricoprendo una posizione apicale per la quale molti ritengono indispensabile una laurea, possiede un titolo di studio inferiore.
IL CASO CARLO PLOTEGHER
È il caso del "Dirigente Servizi Automobilistici e Funiviari", una figura di alto livello responsabile della gestione e organizzazione dei servizi su gomma (autobus) e su fune (impianti funiviari, come funivie, cabinovie). Un ruolo che dal 2024 è ricoperto da Carlo Plotegher.
È bene ricordare che il sistema di reclutamento dei dirigenti pubblici è disciplinato dal decreto legislativo 165 del 2001 e dal Dpr 272 del 2004 e 70 del 2013, nei quali si indica espressamente la necessità di una laurea.
Come mai Trentino Trasporti, società partecipata della Pat, ha un dirigente senza una laurea? Abbiamo chiesto di chiarire la questione al presidente di Trentino Trasporti, Diego Salvatore e la risposta è stata questa: “Le società con partecipazione pubblica – ha spiegato Salvatore a il Dolomiti – non applicano il decreto 165 del 2001 ma bensì il decreto legislativo 175 del 2016. Questo decreto stabilisce che le società a controllo pubblico definiscono, con propri provvedimenti, criteri e modalità per il reclutamento del personale nel rispetto dei principi di trasparenza, pubblicità e imparzialità”.
Salvatore ha spiegato inoltre che “per le selezioni ad evidenza pubblica esiste un regolamento di reclutamento del personale con all'interno i principi che devono essere rispettati, che sono quelli già citati, di trasparenza, pubblicità e imparzialità”. Nessun accenno, quindi, all'obbligo di una laurea.
Nella selezione pubblicata nel febbraio del 2024 per un Dirigente Servizi Automobilistici e Funiviari, i requisiti minimi di ammissione erano solamente quelli di: un'esperienza maturata in ruolo apicale (quadro o dirigente) nella pianificazione e/o gestione di servizi di trasporto pubblico di persone in organizzazioni di rilevante dimensione e complessità, da almeno 10 anni dalla data di pubblicazione dell'avviso; essere in possesso di un titolo abilitativo ad assumere il ruolo di gestore di trasporti di persone e, infine, una comprovata esperienza manageriale all’interno di strutture di significativa dimensione o complessità, con responsabilità di gestione e sviluppo delle risorse umane, tecniche, tecnologiche e finanziarie assegnate.
Resta il fatto che, ad oggi, questo rimane l'unico dirigente (fra quelli pubblicati sul sito di Trentino Trasporti) ad avere un ruolo apicale senza un titolo di laurea.
Approfondendo il tema, ci si trova davanti la legge provinciale 7 del 1997 (Qui il testo completo) dove si parla di personale e sistema organizzativo provinciale. All'articolo 21 comma 3 si specifica che “I requisiti minimi generali per la partecipazione alle selezioni pubbliche per l'accesso alla dirigenza di ruolo sono costituiti dal possesso del diploma di laurea magistrale e dall'eventuale possesso di diplomi post universitari o dell'abilitazione professionale”. Inoltre, sono richiesti in alternativa: "Il possesso della qualifica di direttore"; "L'esperienza professionale almeno quinquennale maturata in qualifiche o profili per i quali è previsto il possesso del diploma di laurea presso amministrazioni pubbliche, o in qualifiche dirigenziali o di quadro, individuate nel rispetto della normativa statale in materia, presso aziende pubbliche o private".
La stessa legge, all'articolo 37 ter, stabilisce che “Sulla base delle direttive della Provincia gli enti strumentali della Provincia stabiliscono, con propri atti, criteri e modalità per il reclutamento del personale nel rispetto dei principi, anche di derivazione europea, di trasparenza, pubblicità e imparzialità” e, vien riportato, “dei principi previsti dalla presente legge” che prevede come già detto, la laurea.
Da un lato, quindi, il paradosso di un’azienda che riduce servizi e registra diverse criticità ma vede invece crescere in modo significativo il numero dei propri dirigenti. Dall’altro, il caso del dirigente senza laurea solleva un ulteriore elemento di discussione: se da una parte Trentino Trasporti sottolinea e rivendica la legittimità del proprio regolamento interno e del quadro normativo seguito, rimane però aperta la questione dell'opportunità e della coerenza con gli standard abitualmente richiesti nella pubblica amministrazione per ruoli di tale profilo.
È questa davvero la strada migliore per rispondere alle necessità dei cittadini e alle sfide di un sistema di mobilità in profonda trasformazione?












