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03 settembre | 15:39

"Tuffi e grigliate come in spiaggia o in piscina, il cantiere era diventato un club vacanze per clandestini. Situazione pericolosa e inaccettabile"

L'intervento di sgombero della polizia e il sollievo dell'assessore regionale Fabio Scoccimarro: "La situazione era intollerabile, in primis per ragioni di sicurezza: sia per chi si introduceva illegalmente, ma soprattutto per tutelare gli operai e gli artigiani che lavorano quotidianamente nel cantiere"

Tuffi e grigliate come in spiaggia o in piscina, il cantiere era diventato un club vacanze per clandestini
di Redazione

TRIESTE. Un cantiere che diventa un luogo di ritrovo per decine di richiedenti asilo che sostavano nella zona, mettendo a rischio la sicurezza dei lavori.

 

La zona del Porto Vecchio a Trieste, interessata dal passaggio sotterraneo del torrente Chiave, è da diversi mesi oggetto di un cantiere volto al completamento dell'opera di messa in sicurezza del torrente stesso, nell'ambito di un finanziamento della regione per l'adeguamento della rete di drenaggio urbana.

 

Proprio il cantiere ha riportato alla luce il torrente in corrispondenza dello scavo: nella mattinata di oggi l'intervento di sgombero effettuato dalla polizia

 

“L'area del torrente Chiave in Porto Vecchio era recentemente diventata un 'mini club vacanze' – ha dichiarato l'assessore regionale Fabio Scoccimarro sui suoi profili social -, con i clandestini che facevano tuffi in quella piscina improvvisata, grigliate, prendevano il sole, facevano arti marziali. Una situazione intollerabile, in primis per ragioni di sicurezza: sia per chi si introduceva illegalmente, ma soprattutto per tutelare gli operai e gli artigiani che lavorano quotidianamente nel cantiere. Ora i lavori potranno proseguire spediti verso la conclusione dell'opera, compiendo un altro passo avanti per la riqualificazione del Porto Vecchio. Grazie alla polizia di stato e grazie al prefetto per  l'intervento che ha permesso di sgomberare l'area”.

 

I lavori di ripristino e messa in sicurezza del Chiave, che rientrano all'interno di un piano complessivamente programmato dall'amministrazione regionale sin dal 2022, avevano subito non pochi rallentamenti, anche a causa di alcuni eventi meteorologici avversi come le forti piogge della scorsa primavera, che in più di un'occasione avevano allagato lo stesso cantiere, o come il caldo intenso di questa estate, per il quale la regione aveva disposto la sospensione delle attività lavorative particolarmente esposte nelle ore più calde. Tutti fattori che hanno contribuito ad un ritardo sulla conclusione dell'opera, sollevando qualche grattacapo per il sindaco Dipiazza.

 

L'auspicio delle amministrazioni comunale e regionale è ora che in seguito a questo intervento di sgombero i lavori possano procedere spediti e arrivare alla fine nei prossimi mesi.

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