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Bolzano
23 febbraio | 10:16

Un 15enne e un 13enne producevano tirapugni con le stampanti 3D della scuola. Hanno anche minacciato un compagno che voleva denunciarli

E' accaduto a Bressanone: i due giovanissimi avevano dato vita ad una vera e propria filiera di produzione e compravendita di armi bianche. Gli accertamenti effettuati dai militari hanno portato alla luce una realtà inquietante, che prevedeva la fabbricazione di tirapugni in plastica rigida realizzati mediante moderne stampanti 3D. L'attività investigativa ha inoltre accertato che il gruppo aveva tentato di intimidire uno studente che aveva provato a segnalare le attività illecite ai propri docenti

BRESSANONE. Utilizzavano le stampanti 3D della scuola per realizzare armi, che poi rivendevano.

 

I carabinieri della stazione di Bressanone hanno denunciato due minorenni, uno di 15 anni e il secondo che addirittura deve ancora compiere i 14 anni. All'interno di un istituto scolastico locale i due ragazzini avevano avviato una vera e propria filiera di produzione e compravendita di armi bianche.

 

L'indagine è scattata a seguito di una segnalazione circa la presenza di un gruppo di giovanissimi dediti ad attività illecite. Gli accertamenti effettuati dai militari hanno portato alla luce una realtà inquietante, che prevedeva la fabbricazione di tirapugni in plastica rigida realizzati mediante moderne stampanti 3D.

 

Le perquisizioni, effettuate con estrema cautela per tutelare per tutelare l'identità dei giovanissimi coinvolti, hanno portato al rinvenimento di prove schiaccianti.

 

A seguito dell'operazione, conclusa nelle ultime ore, i due giovani sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria: per il 13enne, non essendo imputabile, è scattata la segnalazione al Tribunale per i Minorenni

 

​La stampante e i manufatti sono stati sequestrati. L'attività investigativa ha inoltre accertato che il gruppo aveva tentato di intimidire uno studente che aveva provato a segnalare le attività illecite ai propri docenti.

 

In merito alla vicenda, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Bressanone ha dichiarato:"Il brillante risultato operativo odierno è la diretta consegna della rapida sinergia comunicativa tra gli istituti scolastici del territorio e l'Arma dei Carabinieri. Desidero sottolineare la proattività della direzione scolastica, che ha attivato immediatamente i nostri militari non appena ha avuto sentore di atti intimidatori nei confronti di uno studente coraggioso. ​Il rischio legato all'uso improprio delle stampanti 3D è oggi paragonabile a quello delle droghe sintetiche fatte in casa: così come si possono sintetizzare sostanze pericolose partendo da farmaci comuni, oggi è possibile realizzare artefatti letali, come i tirapugni, grazie a modelli digitali reperibili online a costi irrisori. In assenza di una regolamentazione europea più stringente, l'unica arma di difesa che abbiamo è la supervisione dei genitori nei confronti dei figli, anche se giovanissimi o semi-imputabili. ​Quella che a qualcuno potrebbe sembrare una "ragazzata"; è stata in realtà un'operazione di rassicurazione sociale fondamentale. Siamo riusciti a tranquillizzare tante famiglie preoccupate per l'incolumità dei propri figli e questo dà il vero valore al nostro lavoro quotidiano: la prossimità e la tutela della comunità partendo dai banchi di scuola".

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