Cerca di sfondare la porta con un tavolino in ferro (VIDEO). "Si era già presentato al locale con una mano insanguinata ed era stato allontanato. I danni sono ingenti"
Nessuno fortunatamente si è fatto male, il tavolino e la porta del locale ha riportato danni dopo due colpi che sono stati sferrati al vetro inferiore (e verranno riparati immediatamente): sono stati attimi concitatissimi e il gestore della struttura, situata in piazza Gavazzi, in centro a Pergine Valsugana, racconta di una situazione di costante insicurezza. "Io sono arrivato in Trentino vent'anni fa da Torino e la prima cosa che mi aveva colpito era la vivibilità e la serenità con cui si poteva lavorare e gestire un locale. Adesso, purtroppo, la situazione è ben diversa"

PERGINE VALSUGANA. Sono stati momenti di autentico terrore quelli vissuti dagli avventori e dal personale della "Brasserie Alba" nella serata di domenica 12 luglio (Qui articolo).
Un uomo, in evidente stato di alterazione, a petto nudo ha cercato d'irrompere - o meglio di tornare - all'interno del locale. Le persone presenti in quel momento hanno avuto la prontezza di riflessi di bloccare la porta e impedirne l'accesso, sino all'arrivo dei carabinieri della stazione di Baselga di Pinè, che hanno lo hanno bloccato, affidandolo poi ai sanitari, che hanno provveduto al trasporto in ospedale.
Nessuno fortunatamente si è fatto male, il tavolino e la porta del locale ha riportato danni dopo due violenti colpi che sono stati sferrati al vetro inferiore (e verranno riparati immediatamente): sono stati attimi concitatissimi e il gestore della struttura, situata in piazza Gavazzi, in centro a Pergine Valsugana, racconta di una situazione di costante insicurezza.
"Tutto è iniziato poco dopo le 23 - racconta Mirko, il titolare, che ha rilevato l'attività un anno e mezzo fa, restituendola nuova "vita" -, quando dall'entrata secondaria è entrato un uomo con una mano insanguinata e in evidente stato di alterazione. Il mio collaboratore gli ha dato della carta per tamponare la ferita, chiedendogli poi se avesse bisogno di chiamare l'ambulanza e invitandolo ad uscire. Ci è voluta mezz'ora per accompagnarlo alla porta e, a quel punto, in anticipo sull'orario di chiusura, tanto ormai mancavano pochi minuti, abbiamo deciso di chiudere per evitare altri problemi".
Problema risolto? Nemmeno per sogno, perché poco dopo l'uomo si è presentato alla porta, brandendo un tavolino di ferro preso all'esterno e pretendendo di entrare. I presenti, pochi, sono riusciti a bloccare la porta sino all'arrivo della forza dell'ordine.
"Praticamente ha fatto il giro dell'isolato, è tornato - continua nel racconto - e voleva rientrare. Il locale era chiuso, all'interno vi erano alcune persone che sono riuscite a sbarrare la porta mentre lui, dall'esterno, ha sferrato alcuni colpi contro il vetro della porta. Per fortuna nessuno si è fatto male, ma i danni sono ingenti, quantificabili in qualche migliaio di euro. Io sono arrivato in Trentino vent'anni fa da Torino e la prima cosa che mi aveva colpito era la vivibilità e la serenità con cui si poteva lavorare e gestire un locale. Adesso, purtroppo, la situazione è ben diversa".
La situazione a Pergine Valsugana, alla luce anche di quanto accaduto recentemente (l'episodio più grave è stata un'aggressione durante una festa con un'accetta: Qui articolo, che ha portato all'intensificazione dei controlli: Qui articolo), è tutt'altro che idilliaca.
"Cercando di essere costruttivi - conclude Mirko - e nell'ottica di trovare soluzioni immediate ad un problema, quello della sicurezza, che è evidente, si potrebbe cominciare presidiando meglio il territorio, soprattutto in determinati momenti. Penso alle serate dei fine settimana, quando qualche controllo in più permetterebbe certamente di prevenire fatti come quello accaduto nel mio locale domenica sera".












