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Trento
09 febbraio | 15:57

Un nuovo bar ristorante al parcheggio (FOTO): "Un edificio straordinario", Ianeselli: "Dalle vetrate fotovoltaiche alle facciate verdi, il risultato della ricerca"

L'apertura del nuovo bar ristorante è attesa per il prossimo autunno. Il sindaco di Trento: "L’edificio costato 1,2 milioni di euro diventa proprietà del Comune di Trento, che non ha speso un euro. Restano da completare le sistemazioni esterne, dopodiché sarà avviata la gara per affidare la gestione del punto di ristoro"

TRENTO. Un bar con servizio di ristorazione. Si lavora al parcheggio Zuffo per aprire il nuovo locale. Il taglio del nastro è atteso per il prossimo autunno.

"L’edificio che lo ospita è davvero eccezionale perché concentra al suo interno una serie di tecnologie innovative: le vetrate fotovoltaiche, un tipo di geotermia all’avanguardia, facciate verdi, ventilate, isolanti dalle alte performance", commenta Franco Ianeselli, sindaco di Trento. "Il bello è che la struttura è il frutto di un progetto finanziato dall’Unione europea che mette insieme la ricerca (Eurac, Università di Trento, Politecnico di Torino) con il distretto tecnologico Habitech e numerose imprese trentine, che hanno avuto la possibilità di testare nuove soluzioni innovative replicabili in futuro su larga scala".

L’edificio - costo 1,2 milioni di eurodiventa proprietà del Comune di Trento, "che non ha speso un euro", aggiunge Ianeselli. "Restano da completare le sistemazioni esterne, dopodiché sarà avviata la gara per affidare la gestione del punto di ristoro".

Una prossima apertura, pensata soprattutto per i pendolari, che soddisfa il primo cittadino. "E' un progetto ottimista: non solo perché l’edificio è positivo, cioè produce energia invece di consumarla, ma anche perché ci mostra la strada per risolvere molti dei problemi della nostra epoca, a iniziare da quello cruciale dell’energia", continua Ianeselli. "Se ci si chiede come si costruirà in futuro, nel nuovo edificio al parcheggio Zuffo c'è già qualche risposta".

 

Sui futuri investimenti dell'Amministrazione comunale si sofferma il dirigente del progetto Mobilità e rigenerazione urbana Giuliano Franzoi: "Ora che la struttura è completata, ci concentreremo sulle lavorazioni necessarie a riqualificare l'area esterna, che si integrerà con i servizi dedicati alla mobilità. A breve uscirà anche il bando per la futura gestione del bar che troverà posto all'interno della struttura, la cui apertura è prevista il prossimo autunno".

 

A illustrare le caratteristiche tecniche dell’edificio sono stati i partner scientifico-tecnologici del progetto: “Questo edificio vuole provare a cambiare il paradigma tradizionale delle costruzioni", spiega Daniele Vettorato (Eurac Research). "Non solo non ha bisogno di importare energia per funzionare, ma al contrario ne produce più di quanta ne utilizzi, e potrebbe anche trasferirla agli edifici vicini, creando interazioni di comunità anche sul piano energetico. La maggior parte dei materiali con cui è stato realizzato proviene dal Trentino e il know how sviluppato viene trasferito alle imprese locali. Parliamo di tecnologie circolari e positive: questo edificio è completamente smontabile, ogni singolo materiale è separabile e si è già pensato a cosa succederà quando l’edificio avrà finito il suo ciclo di vita: potrà essere completamente smontato e riciclato in ogni sua parte. Si tratta – ha concluso Vettorato – di un edificio unico in Europa, che rappresenta il primo passo verso un nuovo modo di costruire e un modello per ridisegnare una comunità che sia resiliente, clima-neutrale e circolare”.

 

L’edificio è stato pensato come uno spazio multifunzionale a servizio della mobilità sostenibile, anche in vista di un potenziamento dell’area come “hub per la mobilità elettrica”. Prevede un bar con spazi e servizi per i pendolari, per chi deve sostare per periodi medio-lunghi (per esempio per ricaricare i mezzi elettrici), per turismo o lavoro (con spazi di co-working). I lavori strutturali sono praticamente conclusi, mentre le sistemazioni esterne, con il plateatico e il verde, saranno realizzate a breve. Si procederà poi alla gara per l’affidamento della gestione, con l’obiettivo di arrivare all’apertura della struttura nel corso dell’autunno.

 

“Questo edificio ben rappresenta la vocazione di Habitech come distretto tecnologico trentino, che lavora per integrare e mettere in rete imprese, ricerca e sviluppo dell'innovazione a livello territoriale. È la sintesi concreta dello sforzo collettivo compiuto. L’auspicio è che diventi una prima pietra per la realizzazione di altri edifici circolari di questo tipo, in linea con lo spirito del progetto europeo Arv”. prosegue Marcello Curci (Habitech) mentre Rossano Albatici (Dipartimento ingegneria ambientale e meccanica dell’Università di Trento) aggiunge: “Dal punto di vista scientifico questo edificio è attivo perché produce più energia di quella che utilizza, ma anche passivo nel senso che minimizza l’utilizzo di impianti meccanici, e sfrutta le fonti energetiche rinnovabili come il fotovoltaico oppure soluzioni innovative di architettura bioclimatica che per esempio permette il raffrescamento notturno della struttura, sfruttando la ventilazione naturale e riducendo drasticamente i consumi energetici".

 

La struttura sperimenta soluzioni e tecnologie che possono essere replicate e adattate a livello di quartiere e di città, in continuità con il concetto di Climate Positive Circular Communities (Comunità Circolari a Impatto Climatico Positivo) promosso nell’ambito del progetto europeo Arv. A livello strutturale, l’edificio si compone di un piano interrato in cemento armato, mentre il piano terra e il primo piano si caratterizzano per una struttura portante in legno lamellare e Xlam. Per la chiusura dell’involucro sono stati utilizzati i pannelli prefabbricati in legno Renew Wall, sviluppati dall’impresa trentina Fanti Legnami.

 

La dotazione impiantistica dell’edificio, basata sull’utilizzo di fonti rinnovabili, concorre a qualificare l’hub come un Positive Energy Building, ossia un edificio che produce più energia di quella necessaria al suo funzionamento, in grado di immetterla in rete o di condividerla con altri edifici.

 

Il piano interrato vede l’applicazione di GeothermSkin, un sistema geotermico all’avanguardia sviluppato dal Politecnico di Torino che sfrutta l’attivazione termica della platea di fondazione e delle pareti dell’edificio.

 

Il prospetto sud dell’hub si caratterizza per la presenza di una serie di facciate e rivestimenti innovativi, per lo più integrati con le facciate prefabbricate Renew Wall. Nello specifico, quest’area vede la presenza di una facciata verde, di un innovativo modulo solare ibrido fotovoltaico e termico e di una facciata ventilata. Completa il prospetto sud una facciata continua in vetro dotata di modulo Bipv  (Building Integrated Photovoltaics) trasparente.

 

Ulteriori moduli fotovoltaici sono stati installati sulla terrazza dell’edificio, rispettivamente sulla tettoia e sul parapetto.  Trattandosi di un hub sperimentale, grande attenzione è stata infine dedicata al monitoraggio delle prestazioni e del comportamento di varie componenti dell’edificio. Le pareti Renew Wall del prospetto sud sono ad esempio equipaggiate con termoflussimetri e sensori per la misurazione della temperatura superficiale fin dalla fase di post-produzione in stabilimento. Grazie a questa dotazione è possibile verificare la trasmittanza termica delle pareti, comparare dati reali e valori attesi e in generale la loro prestazione. Anche il comfort indoor è oggetto di misurazione, grazie alla presenza di sensori per rilevare la concentrazione di anidride carbonica, l’umidità relativa e la temperatura.

 

La realizzazione dell’edificio è frutto della collaborazione tra i partner italiani del progetto europeo Arv (Eurac Research, Università di Trento, Habitech-Distretto Tecnologico Trentino, Armalam Srl, Xlam Dolomiti, Fanti Legnami, Politecnico di Torino, Dolomiti Energia) e numerose imprese del territorio, intervenute per l’installazione e fornitura di componenti tecnologiche, tra cui Sovecar Società Benefit, Zanetti Srl e Glass to Power Spa.

 

Il progetto europeo Arv, coordinato dalla Norwegian University of Science and Technology, prevede la partecipazione di sei nazioni: Norvegia (coordinatrice), Danimarca, Olanda, Repubblica Ceca, Spagna e Italia, ognuna delle quali lavora su un progetto dimostrativo di comunità climatica.

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