Contenuto sponsorizzato
| 26 gennaio | 20:14

Una storia incredibile: dopo 25 giorni nel bosco, al gelo e in mezzo alla neve, la cagnolina Edvige torna a casa. "Un miracolo, sono rinata. Mi ero quasi rassegnata"

La cagnolina, una beagle di 8 anni, era scappata nel pomeriggio di mercoledì 31 dicembre: attorno alle 14.30, seguendo il proprio istinto da cane da caccia, è fuggita dal giardino della casa di Garda di Sonico dopo aver avvistato un cervo. La direzione era quella della Val Malga, ma le certezze si fermavano qui. Due giorni fa è tornata da sola: sta già meglio dopo essere stata in osservazione dal veterinario per 48 ore. "Mi stavo rassegnando ad averla persa per sempre" racconta Martina Frizza, la proprietaria

Una storia incredibile: dopo 25 giorni nel bosco, al gelo e in mezzo alla neve, la cagnolina Edvige torna a casa

BRESCIA. "Un miracolo, non posso definirlo altrimenti. Sono rinata, dopo 25 giorni terribili: mi stavo rassegnando ad averla persa per sempre. E, invece, adesso, da quando l'ho riabbracciata, cammino con un sorriso grande come una casa. In famiglia eravamo tutti disperati: lei è parte della famiglia".

 

E' una storia incredibile quella che arriva dalla provincia di Brescia, una storia da film. Con un lieto e incredibile fine, tutto da raccontare.

 

Edvige, una beagle di 8 anni, è tornata a casa dopo 25 giorni trascorsi all'addiaccio, nel bosco, ad alta quota, in mezzo alla neve, al freddo, con temperature che durante la notte toccavano anche i meno dieci gradi, mangiando e bevendo ciò che trovava.


La cagnolina era scappata nel pomeriggio di mercoledì 31 dicembre: attorno alle 14.30, seguendo il proprio istinto da cane da caccia, è fuggita ("non sappiamo nemmeno noi come abbia fatto a superare la recinzione") dal giardino della casa di Garda di Sonico dopo aver avvistato un cervo. La direzione era quella della Val Malga, ma le certezze si fermavano qui.

 

"La nostra casa di montagna - esordisce la proprietaria, la 24enne Martina Frizza - si trova proprio al margine del bosco e, dunque, Edvige ha impiegato pochi secondi per entrarvi. Ululando e con la coda dritta, ha seguito il proprio istinto. Chi c'era ha provato a rincorrerla, senza però rintracciarla e, da quel momento, sono iniziati 25 giorni di "vuoto", 25 giorni terribili, durante i quali abbiamo smosso mari e monti per ritrovarla. Io il 31 non ero presente al momento della fuga: appena me l'hanno comunicato sono salita e mi sono messa immediatamente a cercarla. Ma ogni tentativo, quel giorno e per i successivi, è risultato inutile. Sino a quando è accaduto un vero e proprio miracolo, perché non saprei che altra parola utilizzare".

 

Martina e tutta la sua famiglia hanno veramente fatto tutto il possibile - e anche l'impossibile - per ritrovarla.

 

"Una segnalazione è arrivata il 3 gennaio ma è risultata infondata - prosegue, mentre si coccola la piccola Edvige, infagottata in una coperta e in ripresa dopo due giorni di flebo -, il 6 gennaio è arrivata una ragazza con il cane molecolare. Nei giorni successivi a Capodanno erano tantissimi i cani scappati a causa dei botti e, dunque, tutti gli "esperti" erano già impegnati. Abbiamo individuato una traccia che si fermava però in un punto senza avere seguito. Abbiamo setacciato palmo a palmo un'area vastissima, raggiungendo anche zone impervie con i ramponi ai piedi, restando fuori anche in serata con le torce e i frontalini. Sui social abbiamo pubblicato appelli su appelli, ho fatto volantinaggio arrivando sia a Ponte di Legno, da una parte, che in Valtellina, dall'altra. Abbiamo controllato grotte e anfratti, sapendo che poteva essere caduta, scivolata o predata da altri animali, visto che nella zona ci sono cinghiali, lupi, tassi e volpi. Niente, ogni tentativo è risultato vano. Dal contapassi del telefono ho potuto constatare che ho percorso una media di 15 - 20 chilometri al giorno".

 

La comunità di Garda di Sonico si è attivata immediatamente ed è scattata una vera e propria "ricerca collettiva".

 

"Ho riscontrato un'empatia, una solidarietà, una vicinanza incredibili - spiega Martina, emozionata -. Tante persone, anche autonomamente, si sono messe a cercare Edvige, andavano con i loro cani a fare sopralluoghi e i cacciatori della zona si sono messi a disposizione, dimostrando grande umanità. Abbiamo anche valutato la possibilità di esplorare il territorio con droni ma, trovandoci all'interno del Parco Naturale Adamello Brenta, sarebbero serviti dei permessi speciali. Io sono rimasta  Garda per 21 giorni, poi sono dovuta tornare a Brescia, dove vivo, per motivi lavorativi. Sarei tornata nel fine settimana, poi avrebbe continuato per qualche giorno mia mamma. E poi... avremmo probabilmente smesso di cercarla perché, in queste condizioni, è quasi impossibile che un cagnolino possa sopravvivere per un mese. Lo ammetto, stavo perdendo la speranza, mi stava "salendo" un malessere che non vi dico: non ce la facevo più e il pensiero di non sapere dove fosse mi stava distruggendo".

 

La speranza era ormai ridotta al lumicino, ma la testardaggine, la tenacia, la resistenza fisica e l'istinto di sopravvivenza della piccola, ma fortissima, Edvige, hanno fatto sì che due giorni fa, sabato 24 gennaio, accadesse quello che - francamente - nessuno pensava più fosse possibile.

 

La piccola beagle è tornata a casa: da sola, in mezzo alla neve e, stremata, si è adagiata nella sua cuccia, senza un lamento, senza un guaito, senza nemmeno cercare di "grattare" sulla porta: non ne aveva evidentemente le forze.

 

"Io ero qui a Brescia - racconta con le parole che escono veloci veloci dalla sua bocca - e alle 6.30 del mattino il telefono è squillato: è stata la chiamata più bella potessi ricevere. Sotto il portico avevamo lasciato la cuccia, con all'interno i nostri indumenti, affinché potesse percepire il nostro odore. Ebbene, mio zio è uscito in giardino e ha visto delle orme nella neve, ha guardato dentro la "casetta" e ha visto che Edvige era lì. Successivamente abbiamo controllato dalla telecamera di videosorveglianza che era arrivata a mezzanotte e venti e si era adagiata, sfinita, all'interno. Mi sono catapultata in montagna: era debole, con i valori "al minimo", denutrita e completamente disidratata. Non riusciva a reggersi sulle zampe: l'abbiamo portata subito dal veterinario che ci ha detto che, se fosse rimasta un giorno in più all'addiaccio, sarebbe sicuramente morta. E, allora, voglio pensare che siano stati il suo istinto di sopravvivenza e la voglia di riabbracciarci a riportarla a casa quando proprio non poteva più restare in giro".

 

Un miracolo, una storia incredibile e oggi, 48 ore dopo il ritorno a casa, Edvige sta già molto meglio.

 

"Dopo due giorni è tornata già a camminare, ha una forza incredibile - conclude Martina -. Io, lo ammetto, sono ancora un po' sconvolta e mi sto rendendo conto solamente ora che tutto è passato. Lei dorme con me da sempre, siamo inseparabili da otto anni e il fatto di non averla lì vicina, durante la notte, rappresentava un "vuoto" enorme. Abbiamo percorso chilometri e chilometri e, forse, lei si è ulteriormente allontanata la sera del 31 dicembre perché spaventata dai botti e, visto il suo carattere, non si è mai avvicinata alle case. Abbiamo comunque "battuto" tutte le cascine e le baite della zona. Mamma mia, se penso a cosa abbiamo fatto non ci credo: ci hanno anche inviato una foto dalla Calabria dicendo che si trovava in un canile e abbiamo contattato le autorità con la Protezione Zoofila che ha fatto un sopralluogo e verificato che non fosse lei. In tutto questo ho trovato una comunità meravigliosa: non sapete quante telefonate ho ricevuto, anche di persone che non conosco che erano emozionate. A tutti non posso che dire "grazie" dal profondo del mio cuore. Il 2025 era terminato nel modo peggiore e il mio 2026 è iniziato veramente due giorni fa".


Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Montagna
| 06 agosto | 19:21
A comunicarlo è la sezione valtellinese di Sondrio del Cai: "La chiusura durerà fino a nuove condizioni di fruibilità della montagna"
Società
| 06 agosto | 16:50
L'aumento della pressione turistica e la domanda dell'agricoltura, uniti alla temperature elevate e alla perdurante siccità portano i Comuni a [...]
Cronaca
| 06 agosto | 18:16
Sono diversi gli interventi messi in campo dai vigili del fuoco per allegamenti. Le squadre del distaccamento permanente di Pieve di [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato