Violenza nel carcere di Trento, detenuto "aggredito con un oggetto contundente". L'avvocato Canestrini: “Gravissimo, lo Stato deve garantire la sicurezza”
È stato chiesto che venga valutata con urgenza la perquisizione delle celle, affinché l’arma utilizzata possa essere rinvenuta e sottratta alla disponibilità di altri detenuti. Il gravissimo episodio denunciato dall'avvocato Nicola Canestrini è avvenuto l'1 maggio

TRENTO. "Accoltellamento in carcere". Il gravissimo episodio è stato denunciato dall'avvocato Nicola Canestrini in una lettera indirizzata al Garante dei detenuti Giovanni Maria Pavarin.
L'episodio è avvenuto il primo maggio all'interno dell'istituto penitenziario. “Il mio assistito – spiega l'avvocato - è stato aggredito da ignoti mediante un oggetto contundente, verosimilmente un coltello artigianale/autofabbricato, in una zona non coperta da telecamere di videosorveglianza”.
Nell'aggressione il detenuto ha riportato lesioni giudicate, per fortuna, relativamente lievi. Un taglio al braccio che ha reso necessaria la sutura, con prognosi provvisoria di dieci giorni.
L'uomo sarebbe poi stato collocato nell'infermeria dell’istituto, sia per consentire le cure necessarie sia per prevenire ulteriori possibili aggressioni.
“Ho immediatamente interessato il comandante della Polizia Penitenziaria – spiega ancora Canestrini nella lettera inviata al Garante dei detenuti - il quale mi ha comunicato l’avvio delle indagini interne e della relativa informativa di reato contro ignoti alla Procura della Repubblica di Trento, finalizzate all’identificazione degli autori mediante verifica dei transiti nelle aree coperte da videosorveglianza”.
È stato inoltre richiesto che venga valutata con urgenza la perquisizione delle celle, affinché l’arma utilizzata possa essere rinvenuta e sottratta alla disponibilità di altri detenuti.
“È intollerabile che in un carcere non venga garantita l’incolumità fisica dei detenuti. Lo Stato può privare una persona della libertà, ma ha il dovere assoluto di proteggerne la sicurezza. Un’aggressione con un’arma rudimentale all’interno di un istituto penitenziario è un fatto gravissimo, sul quale servono immediati accertamenti” ha concluso l'avvocato.












