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Anziana suora aggredita e malmenata, legata e imbavagliata. Arrestati per tentata rapina

Al termine di una lunga indagine i carabinieri di Cavalese e Primiero San Martino di Castrozza hanno arrestato a Paderno sul Garda e Valdobbiadene gli autori del violento gesto. Le forze dell'ordine: "Decisive le segnalazioni dei cittadini"

Di Luca Andreazza - 08 settembre 2017 - 12:30

CAVALESE. Avevano malmenato violentemente l'anziana suora a Tonadico in Primiero, l'avevano legata con le fascette elettriche e le avevano messo lo scotch su bocca e naso, rischiando di soffocarla. Sono stati arrestati in provincia di Treviso i due uomini autori della brutale aggressione che risponderanno per tentata rapina e lesioni personali.

I fatti risalgono al 9 maggio scorso, quando Noureddine El Hamzaoui e Mohammed Et Tahiri, entrambi classe '94 di origine marocchina, hanno suonato il campanello dell'abitazione e dopo aver conquistato la fiducia dell'anziana, hanno fatto irruzione all'interno della casa scaraventando la donna a terra, colpendola con pugni al capo per poi legarle le mani con delle fascette e imbavagliarla con del nastro adesivo per estorcerle informazioni sulla presenza di denaro e preziosi in casa.

"La suora - spiega il Tenente Colonnello Luca Volpi, comandante dei carabinieri di Trento - aveva aiutato, anche economicamente, in altre occasioni persone bisognose e probabilmente si era sparsa la voce che l'anziana avesse una certa disponibilità finanziaria. Dopo averla malmenata e prima di darsi alla fuga, gli arrestati hanno messo a soqquadro la casa per cercare soldi e valori, senza però trovare nulla".

 

 

L'anziana era riuscita a liberarsi per chiamare un'amica che ha immediatamente allertato le forze dell'ordine, i carabinieri di Cavalese e della stazione di Primiero San Martino di Castrozza hanno quindi subito avviato le indagini, rese difficoltose dal fatto che l'anziana non ricordava quasi nulla di quanto successo, non ci fossero testimoni nelle immediate vicinanze, gli indizi erano pochi e i due uomini agivano principalmente nelle province di Belluno, Vicenza e Treviso.

 

"Questo evento - spiega il capitano Enzo Molinari, comandante della stazione di Cavalese - aveva però molto colpito la comunità e tantissimi cittadini si sono recati spontaneamente alla caserma per effettuare segnalazioni. Raccolti elementi sufficienti, abbiamo avviato prolungate attività tecniche e di pedinamento, senza dimenticare una laboriosa analisi dei dati di traffico telefonico tra i ponti ripetitori e le celle telefoniche per tracciare nel dettaglio la partenza dal trevigiano alla volta del Primiero, la permanenza sui luoghi del reato in piena coerenza temporale con la rapina e il precipitoso rientro in Veneto". 

 

Decisiva in particolare la segnalazione della vettura Audi A3 ritenuta sospetta in Primiero nella giornata dell'aggressione. "Le indagini - aggiunge il capitano - ha inoltre consentito di evidenziare come in passato uno degli indagati si era più volte presentato dall'anziana per vendere delle scope 'porta a porta'. Questa circostanza aveva consentito ai criminali di verificare che l'anziana vivesse da sola e quindi fosse facilmente aggredibile". 

Le investigazioni hanno definito anche che, in un primo momento hanno catturato la fiducia dell'anziana millantando disgrazie famigliari e gravi malattie per suscitare un sentimento di compassione e entrare in confidenza con la suora per poi fare irruzione nell'abitazione e malmenarla brutalmente.

 

Gli autori dell'aggressione sono stati fermati e arrestati nel pomeriggio di ieri, Noureddine El Hamzaoui a Paderno sul Garda e Mohammed Et Tahiri a Valdobbiadene e condotti in carcere a Trento e Bolzano.

 

 

"Il grande impegno e supporto - conclude Molinari - della magistratura nelle figure del dottor Francesco Forlenza e del sostituto procuratore della Repubblica Alessandra Liverani ci hanno permesso di risolvere questo caso e arrestare i pericolosi malviventi". 

 

 

 

 

 

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