Arriva in teatro "Questo è il mio nome". In scena i rifugiati del progetto Sprar di Reggio Emilia
Lo spettacolo si terrà mercoledì prossimo a Mezzolombardo alle ore 21.30 al Teatro San Pietro
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MEZZOLOMBARDO. “Questo è il mio nome” è il titolo dello spettacolo teatrale che sarà in scena mercoledì 14 giugno alle ore 21.30 al Teatro San Pietro in Piazza Pio XII a Mezzolombardo.
Una spettacolo speciale che ha già fatto il giro d'Italia ricevendo numerosi riconoscimenti e che fa parte del Progetto Argonauti, realizzato grazie alla vittoria del bando MigrArti 2017 del MiBACT.
A renderlo unico sono gli attori, rifugiati del progetto Sprar di Reggio Emilia Ogochukwu Aninye, Djibril Cheickna Dembélé, Ousmane Coulibaly, Ezekiel Ebhodaghe e Lamin Singhateh.
«Una finestra aperta su storie invisibili – spiega Monica Morini del Teatro dell’Orsa - un orecchio rovesciato su un canto che attraversa i mari e i deserti, uno spazio e un tempo per lasciare un segno. Da Costa d’Avorio, Mali, Nigeria, Gambia, sul palco si srotolano le orme di Odissei in viaggio. Storie incise nella polvere e nella carne, scintille di memoria, passi protesi in avanti e occhi che guardano indietro».
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Lo spettacolo, che a Mezzolombardo è inserito all'interno del Solstizio d’estate – Art & Music Festival, è frutto di un denso percorso artistico e umano compiuto assieme a un gruppo di richiedenti asilo e rifugiati. Fino ad oggi ha ricevuto il Premio del Pubblico al Festival di Resistenza, Premio Museo Cervi – Teatro per la Memoria a Gattatico (RE) e l’attenzione di numerosi media nazionali e internazionali.
«Giovani migranti dell’Africa sono portatori di saperi, storie e cultura di un mondo che inesorabilmente si avvicina verso l’Europa» afferma Bernardino Bonzani «rivelano sguardi e prospettive che non possiamo conoscere se non incontrandoli, mettendoci in ascolto. Energia, slancio vitale, speranze di futuro che meritano di essere ri-conosciute, senza smorzarsi sopite nelle attese di un respingimento, di un diniego. Arrivati con niente portano tutto sé stessi, ci arricchiscono di nuove parole, suoni, idee, cuore, braccia e gambe. Ci aiutano a ricordare la dignità di ogni persona».












