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"Cari concittadini mi avete lasciato solo. E' stato un pestaggio e nessuno mi ha aiutato". Parla l'uomo aggredito sull'autobus 3

Intervista a Damir Fircakovic che sabato sera è stato vittima di una feroce aggressione da parte di 4 ubriachi mentre era ancora sull'autobus: "Mi hanno rotto il naso, il labbro, il sopracciglio. Ho echimosi sul corpo. Ringrazio le due ragazze che hanno provato ad avvertire l'autista e l'altro straniero che s'è messo in mezzo prendendosi un pugno in faccia. Ma gli altri dov'erano?"

Di Luca Pianesi - 04 settembre 2017 - 18:46

TRENTO. E' stato un pestaggio vero e proprio. Pugni, calci, testate e intanto, intorno, il silenzio, sguardi bassi, indifferenza. Vi avevamo raccontato, quasi in tempo reale, dell'aggressione di sabato sera (intorno alle 18.15) avvenuta all'altezza di Piazza Dante in fondo a un autobus della linea 3. Un autobus che è stato sostituito perché sporco di sangue. E' stata necessaria una sanificazione. Dalle prime dichiarazioni era emerso che l'autista dopo l'allarme dato da una ragazza era riuscito a far scendere dal mezzo i rissosi: uno scontro 4 contro 2 con il ferito dell'est europa, di origine bosniaca. Ebbene è lui oggi a parlare e ad aggiungere dettagli fondamentali per ricostruire quello che è stato "un vero pestaggio in pubblico, altro che rissa" e a farci riflettere sul nostro senso di solidarietà e sul nostro senso del coraggio.

 

Prima di cominciare, se vuole restare anonimo lo capiamo.

 

No, no io la faccia ce la metto. Mi chiamo Damir Fircakovic e non ho intenzione di restare anonimo. Io non devo avere paura, la paura devono averla quei ragazzi che mi hanno aggredito. Io sono dalla parte della legge e della giustizia. Sono figlio di un poliziotto e io a mia volta in Bosnia da giovane ero nella polizia. Sono cresciuto con principi e valori e sono convinto che non si debba abbassare la testa quando capitano queste cose. Anche perché questa volta è capitato a me ma potrebbe capitare a chiunque.

 

Damir, ha 43 anni, da 12 vive in Italia, ha due figli e fa il benzinaio. E' un omone alto 1 metro e 90 eppure sabato ha avuto la peggio e porta i segni di quanto accaduto in volto. Cosa è successo?

 

E' successo che mi hanno rotto il naso, il labbro, ho un occhio nero, mi hanno messo i punti sul sopracciglio sinistro, ho ematomi sulla schiena e sulle gambe. Insomma mi hanno pestato in quattro e io non ho nemmeno fatto a tempo a reagire.

 

Andiamo con ordine, lei era sull'autobus 3.

 

Si io sono salito in via Brennero all'altezza dell'Euro Brico. Poche fermate dopo, all'inizio di via Brennero direzione città, sono saliti questi quattro ragazzi nord africani. Erano chiaramente ubriachi, molto molesti, rumorosi. Hanno subito avuto un piccolo alterco con l'autista per un biglietto ma io ero in fondo al mezzo e non posso dire se non lo avevano o se non era in regola. Ero seduto a fianco a un ragazzo di colore molto tranquillo. Questi ragazzi sono venuti diretti in fondo all'autobus e hanno cominciato a dare fastidio alla gente con un deodorante spray

 

Poi siete arrivati verso Piazza Dante?

 

Sì. Il ragazzo vicino a me doveva scendere mentre io dovevo proseguire. Per farlo passare mi sono alzato e sono sceso dal sedile con nella mano destra la busta della spesa e nella sinistra l'ombrello. Mentre ho fatto il movimento per far passare il ragazzo ho urtato uno dei quattro ubriachi che si è subito scaldato. Mi ha dato una testata sul petto e ha cominciato a schiacciarmi sul fondo dell'autobus sempre spingendomi con la testa. Uno dei suoi amici gli diceva di smetterla ma lui niente insisteva. Io gli ho detto di farla finita ma lui di contro mi ha messo le braccia intorno al busto e mi ha sollevato facendomi cadere a terra. A quel punto in un secondo si sono fiondati anche i suoi amici e mi hanno riempito di botte da tutte le parti.

 

E sull'autobus nessuno faceva niente?

 

Nessuno. Ed era pieno. Solo due ragazze hanno avuto il coraggio di andare dall'autista per dirgli che in fondo all'autobus c'era il finimondo. Ma secondo me lui già lo vedeva con gli specchietti retrovisori. Io capisco che anche gli autisti subiscono aggressioni e poveretti non hanno una vita facile. Però secondo me avrebbe dovuto avvertire le forze dell'ordine appena questi tipi sono saliti sull'autobus. Erano troppo ubriachi. Era certo che avrebbero messo a rischio la sicurezza dei passeggeri. Questa gente va fatta scendere alla fermata successiva a quella che sale con la polizia già pronta ad accoglierli. E invece a farne le spese sono stato io.

 

A quel punto eravate in Piazza Dante, lì cosa è successo? E' intervenuto l'autista?

 

No. Lì è successo che l'autista si è limitato ad aprire le porte. Io ero schiacciato contro quella posteriore con questi quattro che mi continuavano a picchiare e quindi sono caduto fuori e loro mi hanno seguito. Ho sbattuto la testa sul marciapiede e anche loro sono scesi e hanno continuato a darmele. Le dico, questa scena non è durata 30 secondi ma svariati minuti e anche fuori dall'autobus nessuno ha fatto nulla. C'erano i controllori, altri autisti, c'era tanta gente. Nessuno ha detto niente. Solo un altro ragazzo straniero, di carnagione chiara, ha provato a mettersi in mezzo. Non sono riuscito a capire bene chi fosse. So solo che si è preso un pugno al labbro anche lui.

 

Ecco spiegato perché è emerso che è stato uno scontro 4 contro 2 allora. A quel punto i quattro se la sono data a gambe?

 

Si qualcuno doveva aver avvertito le forze dell'ordine. Sono arrivati sia la polizia che i carabinieri e poi l'ambulanza. Dell'altro ragazzo che mi ha aiutato non ho avuto più notizie, ma se ci legge lo ringrazio perché è stato l'unico ad avere il coraggio di alzare la testa. Gli altri no. Tutti fermi, a pensare a se stessi. Ma quel che è successo a me può succedere a chiunque. Poteva succedere ai miei figli che hanno 6 e 14 anni. Poteva succedere ai figli di qualcun'altro. Sono rimasto davvero allibito dal fatto che nessuno abbia provato a fare niente. Tra cittadini dobbiamo aiutarci. Ci vuole solidarietà, attenzione. Se pensiamo solo a chiuderci in noi stessi queste cose continueranno a succedere. E loro la faranno sempre franca. 

 

Damir, quindi ci mostra il documento con il quale ha sporto denuncia contro i quattro nordafricani.

 

Uno è stato identificato. Le telecamere sull'autobus sono servite e uno dei quattro è già stato rintracciato. Degli altri tre si vedrà. Io andrò fino in fondo. E' un mio diritto e voglio difenderlo.

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