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Castagne: raccolto in crisi, gli agricoltori “rischio invasione di prodotti stranieri”

La frenata della produzione, causata dal caldo e dalla poca pioggia, fa aumentare il rischio, rilevato già da Coldiretti, di trovarsi nel piatto castagne vendute a prezzi alti ma con una qualità davvero bassa

Di Giuseppe Fin - 12 ottobre 2016 - 07:06

Marroni e castagne rischiano quest'anno di non finire in molte tavole trentine. Per quanto riguarda il nostro territorio, infatti, le temperature alte dell'ultimo mese e la siccità hanno influenzato il raccolto con un calo di almeno il 30% rispetto lo scorso anno.

 

Una frenata della produzione che a sua volta ha fatto aumentare il rischio, rilevato già da Coldiretti, di trovarsi nel piatto castagne straniere provenienti soprattutto dalla Spagna, dal Portogallo e dall’Albania, vendute a prezzi alti, magari belle da vedere ma con una qualità davvero bassa.

 

“Ci troviamo in una crisi generale” ha spiegato Fulvio Viesi, presidente dell' Associazione Tutela Marroni di Castione e vicepresidente nazionale dell'associazione Città del Castagno. “Qui da noi – ha continuato - fino ad un mese fa circa eravamo di fronte ad una annata meravigliosa perché le piante erano cariche ma poi le temperature sono rimaste molto elevate e c'è stata carenza di acqua. Abbiamo un prodotto bello ma manca la quantità. Di sicuro il marrone di Castione non si troverà in giro facilmente”.

 

Tutto questo avrà sicuramente un'influenza sul prezzo di vendita anche se non in modo esagerato. “Ci sarà un lieve aumento del prezzo - ci ha spiegato Viesi – ma vendere i marroni di prima qualità a 8 euro al chilogrammo non è esagerato”.

 

La situazione di crisi sia dei marroni che delle castagne riguarda tutta l'Italia. L’attività di lotta al cinipide (vespa del castagno) attraverso i lanci del suo nemico naturale, il parassitoide Torymus sinensis, ha dato risultati positivi nei castagneti delle regioni del nord, dove è presente da anni, ma le condizioni meteorologiche hanno comunque messo in ginocchio il settore.

 

“In passato abbiamo avuto la vespa del castagno che ha debilitato molte piante e noi delle regioni del Nord – ha affermato Fulvio Viesi – abbiamo portato avanti un'azione di contrasto con prodotti biologici e abbiamo risolto il problema. Se quest'anno non ci fosse stato questo caldo e questa mancanza di acqua avremmo avuto una bella stagione”.

 

Una situazione, insomma, che rischia di far arrivare, come già detto, sulle nostre tavole castagne e marroni provenienti da fuori Italia e pagati a prezzi, magari, esagerati rispetto la qualità che offrono. “Questo è tutto vero purtroppo – conclude Viesi – e infatti come associazione stiamo cercando di sensibilizzare i cittadini che vogliono castagne o marroni di rivolgersi direttamente agli agricoltori e di stare attenti alla grande distribuzione”.

 

E' sempre la Coldiretti che spiega come nel 2015 l’Italia abbia importato oltre 32 milioni di chilogrammi di castagne contro i 6 milioni nel 2010, spesso spacciate per italiane, con forti ripercussioni sui prezzi corrisposti ai produttori.

 

A confermare la situazione non rosea anche in Trentino per le castagne è Stefano Pradi, presidente della Cooperativa Castanicoltori del Trentino Alto Adige che conta 70 soci in tutta la regione.

 

“Nel 2015 – ha spiegato Pradi – abbiamo avuto un anno ricchissimo e quest'anno eravamo già pronti a ripetere una quantità di raccolto uguale. Purtroppo, però, non sarà così. I ricci stanno facendo fatica a maturare le piante stanno risentendo molto delle condizioni meteo”. La situazione, però, spiega il presidente della cooperativa, non è uguale in tutte le zone. “In alcune – afferma – c'è più ottimismo in altre meno. Il castagno è una coltivazione che viene fatta senza assolutamente alcun correttivo o artificio che magari viene usato in altri campi e proprio per questo bisogna essere pronti anche a queste situazioni”.

 

In Trentino ogni anno vengono prodotti circa 1500 quintali di castagne e quest'anno il calo, spiega anche Pradi, si aggirerà sul 30%. “A soffrire – spiega – sono soprattutto le piante nuove non ancora strutturate e che sono più sensibili alle variazioni climatiche”. In merito alla vendita, invece, ha sottolineato come “si stia portando avanti una campagna di sensibilizzazione affinché in vendita nei negozi del territorio ci siano soprattutto castagne trentine e nel caso si tratti di prodotto importato sia indicata chiaramente la provenienza”.  

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