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| 22 lug 2017 | 11:19

Coltivava piante di marijuana all'interno di una serra. Condannato per direttissima a 6 mesi di reclusione

Il soggetto è stato individuato con le foto-trappole, sorpreso annaffiare e curare la piantagione. L'operazione è stata svolta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Cavalese, in collaborazione con quelli della Stazione Carabinieri di Segonzano e del personale del Corpo Forestale Provinciale della Stazione di Cembra Lisignago

di Redazione

SOVER. È stato arrestato ieri mattina un giovane di 26 anni per la coltivazione di piante di marijuana. Oggi è stato giudicato con il rito della direttissima a 6 mesi di reclusione e al pagamento di 700 euro di multa

 

Il giovane è stato colto in flagranza mentre in un versante boscoso nel comune di Sover, all’interno di una serra artigianale, accudiva una dozzina di piante di marijuana dell’altezza di circa due metri.

 

L'operazione è stata svolta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Cavalese, in collaborazione con quelli della Stazione Carabinieri di Segonzano e del personale del Corpo Forestale Provinciale della Stazione di Cembra Lisignago.

 

All'interno della struttura sono state anche trovate delle confezioni di fertilizzante e vari utensili da giardinaggio atti all’irrigazione ed al travaso delle piante. La localizzazione della serra è avvenuta grazie all’ausilio del Corpo Forestale, mentre all’individuazione del soggetto ed alla sua identificazione, si è giunti solo dopo una serie di servizi di osservazione durante le sue varie ispezioni per annaffiare e curare la piantagione, fino al suo arresto avvenuto proprio ieri.

 

A seguito dell'arresto le piante di marijuana sono state prelevate e poste sotto sequestro per le conseguenti analisi di laboratorio per accertare la percentuale di principio attivo in esse contenuto, mentre per il “coltivatore” l’avventura ha avuto quale epilogo il suo trasferimento presso il Comando Compagnia Carabinieri di Cavalese, dove è stato dichiarato in stato di arresto.

 

La sua posizione è stata vagliata nel contesto del rito per direttissima fissato per questa mattina presso il Tribunale di Trento. Il giudice ha accettato la proposta di patteggiamento concordata dalla difesa e dal Pubblico ministero

 

Da 1 anno di reclusione e 1.500 euro di multa, grazie alle attenuanti generiche concesse perché il soggetto è incensurato e alla scelta del rito, si è arrivati  a diminuire pena e importo a 6 mesi, con la sospensione della pena, e a 700 euro di multa.

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