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Dai lavori a Cirè alla chiusura della ferrovia, adesso sono i pendolari a cantare "quando saremo fora fora dalla Valsugana"

La statale 47 da giorni è sempre ingolfata. Code, incidenti, traffico bloccato. Il sindaco Oss Emer: "I disagi al traffico termineranno il 13 giugno". Sos Valsugana: "Il traffico pesante è tantissimo e pericoloso, alcuni punti (Lago, retta di Grigno) sono anacronistici come servizio". Il sindaco di Levico: "Giusto sopportare qualche disagio per lavori pubblici importanti"

Di Luca Pianesi - 10 June 2017 - 06:13

PERGINE. "Quando saremo fora fora della Valsugana", cantavano gli Alpini durante la Grande Guerra. Oggi, invece, il motivetto sembra diventato l'auspicio di tanti pendolari che da Pergine, Levico, Caldonazzo, Piné, Borgo e da un po' tutti i comuni della Valsugana ogni mattina si svegliano, diretti verso il capoluogo e sanno che dovranno affrontare la Statale 47 e le sue interminabili code. In questi giorni i disagi maggiori arrivano dal cantiere di Cirè. Un cantiere che riduce le due corsie verso sud, a una, paralizzando, di fatto, il traffico da Trento.  

 

Si stanno succedendo incidenti, rallentamenti, code su tutto l'asse della statale e il sovraccarico di traffico in certi punti non fa che rendere ancora più critiche le cose. Se si aggiunge che da lunedì si procederà alla chiusura della ferrovia le paure per i tanti che ogni giorno devono mettersi in macchina per recarsi sul posto di lavoro aumentano. Rischiano, infatti, di riversarsi in strada altri automobilisti (che in questo periodo si servivano del treno) e anche il mezzo sostitutivo previsto, i pullman, non potranno che andare ad ingolfare ulteriormente il traffico. 

 

"Con il cantiere di Cirè aperto abbiamo testimonianze di persone che da Trento Nord a Pergine, in orario pomeridiano (attorno alle 17:30), ci hanno messo 40 minuti - ci spiegano Elisa Parisini e Michele Cologna che gestiscono la pagina Facebook Sos 47 Valsugana una pagina nata proprio per "portare fora della Valsugana" i pendolari con consigli utili e informazioni sempre aggiornate -. Tutto ciò è impensabile. Inoltre il problema è che nel 2017 ci si aspetterebbe una Ss47 utilizzabile in indipendenza vista anche l'importanza della tratta a livello italiano. Il traffico pesante è tantissimo e pericoloso, alcuni punti (Lago, retta di Grigno) sono anacronistici come servizio. Se poi aggiungiamo ciclisti spesso indisciplinati si rischia ogni volta la tragedia. Ci sono persone che la fanno tutti i giorni due volte al giorno per 365 giorni all'anno. I treni poi - aggiungono - purtroppo non bastano, e le stazioni nemmeno. Un pendolare che deve andare in zona Spini non può arrivare a Trento centro in treno, per poi trovarsi abbandonato lì. Cosa fai, prendi l'elicottero? Ci vai a piedi? Trattori, biciclette, pullman, camion e pendolari: troppe variabili per una strada che in alcuni punti è tale e quale a quando è stata costruita". 

 

"La chiusura di Cirè sta causando molti disagi - spiega Michele Sartori sindaco di Levico - e in molti ci siamo chiesti se il momento fosse quello più giusto per chiudere le corsie. Anche io ho affrontato code chilometriche e so di molti miei concittadini che ogni giorno si stanno confrontando con questo problema. I lavori pubblici, soprattutto quelli per la ferrovia valgono i qualche disagio. Quelli di Cirè anche ma forse potevano essere pensati meglio. Oggi, poi, abbiamo avuto due incidenti sul nostro territorio che nulla centrano con questi lavori ma che potevano davvero spezzare in due la viabilità della valle. Invece grazie all'intervento dei vigili del fuoco tutto si è risolto in poche ore". 

 

Su Ciré ieri si è espresso anche il sindaco di Pergine Valsugana, Roberto Oss Emer che su Facebook ha spiegato che "con riferimento al cantiere per il collegamento della tubazione a gas metano di alta pressione, in località Cirè di Pergine, lungo la SS 47 della Valsugana, si informa che in data odierna (ieri per chi legge ndr) ha avuto luogo un incontro con il direttore dei lavori e il responsabile della sicurezza del cantiere, in cui è stato ribadito come l'intervento si contraddistingue da una sequenza di fasi estremamente specialistiche e particolarmente delicate, soprattutto sotto il profilo della sicurezza (da evitare interventi su tubazione in gas notturni), considerando che la fornitura del gas metano non può e non deve essere mai interrotta". 

Oss Emer spiega anche che "la scelta di questo periodo (per i lavori ndr) è stata fatta valutando i seguenti elementi: la fine della scuola; fase non pienamente estiva per flussi massicci verso i laghi; richiesta della Novareti, per ragioni di minor domanda di consumo gas, considerato che le strutture ricettive non sono ancora al completo. Si è concordato - prosegue il sindaco - che la Novareti, appena ultimate le lavorazioni di collegamento tra le tubazioni di gas metano in pressione, proseguirà con gli interventi edili anche di notte al fine di accelerare l'ultimazione dei lavori, previsti durante la giornata di mercoledì 14 giugno, concludendo gli inevitabili disagi al traffico serali martedì 13 giugno".

 

Si è scelta la motivazione opposta per la chiusura della ferrovia della Valsugana, invece, che verrà elettrificata. Come giorno di inizio lavori si è scelto il 12 giugno. Si è atteso, quindi, la fine delle scuole (per i lavori di Cirè no). La riapertura è prevista il 12 luglio quando saranno garantiti comunque 30 posti bici su ogni corsa nella tratta Trento-Levico. "Sul perché si sia scelto il periodo post-scolastico per l'interruzione parziale - aveva spiegato l'assessore alle infrastrutture e ambiente della provincia Mauro Gilmozzi alla presentazione dell'opera - basta raffrontare il dato dei passeggeri nel periodo estivo e nel periodo invernale utilizzando le statistiche di rilevazione dei passeggeri degli ultimi anni. A solo titolo di esempio, prendendo l'anno 2014, le frequentazioni giornaliere medie di una settimana di luglio indicavano in 4871 i passeggeri saliti nella tratta Trento-Bassano, mentre nel medesimo anno, nel mese di novembre, ecco che i passeggeri in una giornata salivano a 5860. Circa 1000 passeggeri in più al giorno, per lo più lavoratori e studenti che non ci sentivamo di penalizzare".

 

Pensare che i primi a cantare la "Valsugana" erano stati proprio gli operai che a cavallo tra il 1906 e il 1910 avevano costruito la ferrovia Trento-Bassano andando a unire i due confini che passavano a Primolano. Furono loro, pare, a cantare per primi "Quando saremo fora fora dalla Valsugana". Sono passati 110 anni ma qualcuno ancora canta quella canzone con tono diverso ma con la stessa speranza.

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