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Dal 6 giugno a pieno regime la Centrale unica di emergenza del Trentino. Nel 2018 arriva la scatola nera per le auto

La black box consentirà ai servizi di emergenza di ricevere un avviso immediato del verificarsi di un incidente e della sua esatta localizzazione per ridurre notevolmente i tempi di risposta limitare la gravità delle conseguenze

Di gf - 05 April 2017 - 10:00

TRENTO. La Centrale unica di emergenza del Trentino sarà pienamente attivata il prossimo 6 giugno con la nuova funzione di centralizzazione delle chiamate di emergenza al Numero Unico 112

L'avvio è stato annunciato nel corso del convegno "Dati e automazione per un territorio più sicuro: progetti in corso e scenari futuri" organizzato dalla Centrale Unica in collaborazione con il Centro Eledia dell'Università degli Studi di Trento

 

Oltre al numero unico di emergenza, si è parlato anche di un'altra importante novità che entrerà in vigore nel 2018.  A partire da quella data, infatti, tutti i nuovi modelli di autoveicoli nell'ambito europeo dovranno obbligatoriamente essere dotati della "scatola nera", l'apparecchiatura che registra tutte le informazioni di rilievo, che vengono poi inviate via satellite a un database, relative al movimento del mezzo, dalla localizzazione geografica ai tempi di marcia e sosta, distanze percorse, velocità, accelerazioni, frenate ed eventi crash (incidenti).

 
L'introduzione della black box rappresenta uno dei principali punti del progetto europeo I_HeERO.  L'obiettivo prioritario del progetto -  ha spiegato il dirigente generale del Dipartimento Protezione civile della Provincia di Trento, Stefano De Vigili - è quello di validare un modello per la ricezione delle chiamate eCall e la trasmissione delle informazioni al PSAP, il centro di raccolta delle chiamate di emergenza. Ricevere un avviso immediato del verificarsi di un incidente e della sua esatta localizzazione può ridurre notevolmente i tempi di risposta dei servizi di emergenza e limitare la gravità delle conseguenze dell'incidente stesso".

Tra i temi affrontati durante la giornata anche gli scenari applicativi per lo sfruttamento dei "big data" territoriali omogenei: come trasformare i dati in conoscenza a supporto delle decisioni per effettuare un monitoraggio migliore e gestire sempre più efficacemente le emergenze

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