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Dal venditore di filastrocche alle polpettine vegetali, apre venerdì "Fa' la Cosa Giusta"

Il fatturato medio della fiera è di circa 2 mila euro a stand per un totale di 300 mila euro

Pubblicato il - 26 ottobre 2016 - 15:55

Agricoltura biologica, risparmio energetico, turismo responsabile, ecoprodotti e tantissimo altro. La dodicesima edizione di “Fa' la Cosa Giusta” aprirà i battenti venerdì, presso i padiglioni di Trento Fiere, con 234 espositori, un grande aumento delle realtà della provincia di Trento, in particolare per quanto riguarda l'agricoltura biologica, che conterà ben 25 piccole aziende trentine.

 

“E' una fiera che è nata quasi per scommessa – ha affermato Dario Pedrotti, responsabile organizzativo dell'evento – ed è diventata la seconda più importante della città dopo quella di San Giuseppe. Più che introdurre novità, abbiamo cercato di avere conferme con l'obiettivo di portare avanti un percorso di sostenibilità”. Ad impegnarsi in questo weekend saranno oltre 1000 persone che si daranno il cambio negli stand ma anche 120 volontari. Una fiera che riesce a rappresentare un valore economico di non poco conto visto che il fatturato totale si aggira sui 300 mila euro. 

 

Nella costante ricerca di andare sempre più lontano sulla strada della sostenibilità anche della manifestazione stessa, quest'anno gli organizzatori invitano a venire in bicicletta, il mezzo sostenibile per antonomasia: 1300 i visitatori che lo scorso anno sono arrivati a bordo delle 2 ruote a pedali, il 10% del totale. A loro sarà riservato il parcheggio gestito dalla cooperativa Kaleidoscopio, che vedrà anche la collaborazione di numerosi richiedenti protezione internazionale.

Grande attenzione verrà data al tema dei rifiuti, non solo a differenziarli in modo molto attento, ma anche a ridurli il più possibile. A “Fa la Cosa Giusta”, quest'anno, tutta la ristorazione userà solo stoviglie lavabili e verrà eliminata la moquette negli stand.

 

Saranno due le mostre presenti nei tre giorni della fiera. La prima è una mostra fotografica che accoglierà i visitatori già prima dell'ingresso e si intitola "Catadores do Mundo". È stata realizzata dal fotografo altoatesino Heinrich Wegmann, che l'ha realizzata in due discariche in Brasile e in Kenia. Con tutta la forza e l'immediatezza delle immagini, la mostra racconta le peggiori conseguenze di un certo modello di consumo, dando ancora un motivo in più per impegnarsi in una corretta e certosina raccolta differenziata.

 

La seconda è invece una mostra itinerante di oggetti funzionali in ceramica, realizzati da artigiani provenienti da ogni parte del mondo che aderiscono al progetto culturale ed ecologico di “More Clay Less Plastic”: sostituire la plastica con la ceramica. Con la presentazione di oggetti di utilizzo quotidiano in ceramica gli autori vogliono invitare alla riflessione sui temi della cultura artigiana, dell'ambiente e sull'impatto che le scelte quotidiane hanno sulla qualità della vita (ad esempio, la differenza tra bere un caffè in una tazza di ceramica o in un bicchiere di plastica).

Ovviamente non mancheranno le curiosità. Tra gli stand sarà presente un produttore di filastrocche mentre la piazzetta enogastronomica raddoppierà gli espositori presenti. Sarà possibile degustare le pizze bio, i panini bio con Sguazizza di Agnello della Val di Fiemme, i crauti bio con patate Ciuiga del Banale, lo Smacafam vegetariano con formaggi di malga del Lagorai, il minestrone agricolo, la torta di mele bio con farine macinate a pietra bio, la polenta macafana (polenta con erbette e formaggio condita con burro fuso), le crepes dolci e salate, i veggie sandwich e i "finger food" (mix di polpettine vegetali con salse artigianali).

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