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Degrado e sicurezza, via Travai e via ventiquattro maggio dimenticate, la Lega Nord: "Chiudere il Punto d'incontro"

Gli esponenti del carroccio sono scesi in strada per evidenziare le criticità dell'area. Libardi: "E' trascorso un anno dall'approvazione dell'amministrazione di interventi. Non è cambiato nulla. Il Comune dorme"

Di Luca Andreazza - 18 April 2017 - 17:40

TRENTO. La Lega Nord ritorna in strada tra via ventiquattro maggio e via Travai per denunciare l'assenza di sicurezza, la mancanza di controlli e il degrado dell'area: "I problemi - spiega Cristina Linardi, consigliera circoscrizionale - sono sempre gli stessi e l'amministrazione comunale non pone alcun rimedio, nonostante le numerose segnalazioni".

 

Gli esponenti del carroccio sottolineano come non è stata intrapresa nessuna azione utile per ripristinare il vivere civile in questa zona tra piazza Duomo e piazza Fiera: "La Lega Nord - aggiunge la consigliera circoscrizionale - ha presentato tre documenti: i primi due sono stati bocciati dalla maggioranza senza alcuna spiegazione, mentre il terzo è stato approvato all'unanimità il 19 aprile 2016. E' trascorso un anno, ma ancora nulla è stato fatto e si presentano sempre le stesse situazioni".

 

I problemi più volte sollevati sono quelli del degrado, come spaccio, furti e sporcizia, ma anche la necessità di un'illuminazione migliore, senza dimenticare "l'installazione - dice Linardi - di altre telecamere di video sorveglianza: le uniche presenti sono all'incrocio tra via ventiquattro maggio e via Travai, ma sono male posizionate e riprendono solo le strisce pedonali". 

 

Il documento, votato in aula alla presenza di numerosi cittadini che hanno testimoniato la realtà della situazione segnalata nel quartiere, è stato anche supportato da numerose firme che chiedevano un impegno maggiore del Comune di Trento, "ma queste richieste - commenta Gianni Festini Brosa, consigliere comunale - sono rimaste inascoltate. Il vice sindaco Paolo Biasioli in campagna elettorale ha riconosciuto questi problemi, ma si è dimenticato molto presto delle promesse. La cittadinanza chiede risposte". 

 

Nel mirino anche il Punto d'incontro: "Questa struttura - dice Devid Moranduzzo, consigliere comunale - va chiusa o almeno chi accede deve essere selezionato. Il sindaco abita qui, ma l'amministrazione è assente fisicamente e mentalmente. Il Comune dorme, il degrado è alto e la paura tanta. Gli esercenti della zona sono al limite della sopportazione".

 

Una situazione di disagio evidenziata "dall'aumento di richieste di porto d'armi - aggiunge Claudia Postal, consigliere comunale - dispositivi d'antifurto e porte blindate".

 

Il tema sicurezza stato anche approfondito nell'ultimo rimpasto di giunta, ma "dopo aver aggiustato le poltrone - conclude Maurizio Fugatti, consigliere provinciale - tutte tace. La responsabilità di questa situazione è attribuibile al governo politico del centro sinistra autonomista".

 

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