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Devasta l'auto dei carabinieri in via Pozzo, il video "esclusivo" è una gigantesca fake news. E 'mo basta, davvero

Ennesima bufala della Voce del Trentino che sparge benzina sul fuoco pubblicando "il video incredibile" che, per loro, sarebbe stato girato giovedì sera a Trento. In realtà è datato 21 dicembre 2016 e viene da Bologna ma i commenti si sprecano: "un buco in testa e il problema è risolto", "povero negretto di m...a"

La pagina de La Voce del Trentino del 21 luglio 2017 e quella de il Giornale del 21 dicembre 2016
Di Luca Pianesi - 22 luglio 2017 - 13:43

TRENTO. 'Mo Basta. Davvero. Non se ne può più. Si è davvero passato il limite. Un'altra enorme fake news. Un articolo costruito sul nulla, utile solo a buttare benzina sul fuoco, a creare ancora più attriti e odio in un contesto, quello che riguarda la sicurezza e l'immigrazione, che è già complicatissimo e di difficile soluzione. E' un'offesa ai lettori (quelli che ancora ci cascano e arrivano a commentare il nulla con frasi del tipo "Un buco in testa e il problema è risolto" o "povero negretto di merda"). E' un'offesa a chi cerca di raccontare quanto accade giorno per giorno con serietà (a volte sbagliando, nessuno è perfetto, ma con serietà). E' un'offesa a chi cerca soluzioni al problema, a chi lo affronta quotidianamente. E' un'offesa alle forze dell'ordine che si battono per far rispettare la legalità e che giovedì sera sono state protagoniste di un'operazione perfetta, di un intervento massiccio, capace di arrivare al fermo di 16 persone, di 5 espulsioni di 2 fogli di via.

 

E invece no. Secondo la Voce del Trentino (che si definisce "quotidiano online indipendente" e che quindi, crediamo, dovrebbe rispondere a una serie di doveri deontologici e legali, Ordine dei giornalisti se ci sei batti un colpo!!) giovedì sera un'auto dei carabinieri sarebbe stata danneggiata pesantemente da un "nordafricano, completamente invasato", che "dopo essere stato ammanettato e caricato sulla macchina dei carabinieri prima manda il vetro in frantumi con i piedi e poi comincia ad inveire e insultare i militari". L'articolo (a firma di tale Andrea Tumiotto) è aberrante: fa riferimento a un video che, senza timore di smentita, per il quotidiano in questione, "riprende l’arresto di un nordafricano durante la retata di ieri in centro storico a Trento, precisamente in via Pozzo, durante la quale sono stati catturati ed espulsi 5 nordafricani inviati al CIE di Torino proprio oggi" (il riferimento è proprio all'operazione "Trento sicura" cominciata giovedì sera).  

 

"Come si vede - continua l'articolo - il nordafricano, completamente invasato,  dopo essere stato ammanettato e caricato sulla macchina dei carabinieri prima manda il vetro in frantumi con i piedi e poi comincia ad inveire e insultare i militari. Sono stati momenti di grande tensione perché i carabinieri sono stati insultati anche da un gruppo di tossicodipendenti che hanno assistito all’arresto. Pesantissime le parole dette dall’arrestato nei confronti di chi fa il proprio dovere e difende la comunità dai criminali". Il titolo di questo capolavoro è "Dopo l’arresto nordafricano rompe il vetro della macchina dei carabinieri. Il video incredibile". E quando ci è stato segnalato da un lettore e lo abbiamo aperto ci è parso davvero incredibile.

 

 

Lo abbiamo guardato con attenzione ed effettivamente sullo sfondo abbiamo visto i colonnati bianchi che potrebbero sembrare quelli di via Pozzo ma fermando l'immagine in più momenti alcuni dettagli non tornavano con la via trentina. Inoltre sullo sfondo si intravede passare una signora con cappotto e cappuccio con pelliccia. La retata di giovedì sera, poi, ha riguardato dei nordafricani. Lo stesso "quotidiano indipendente" parla di "nordafricano" ma quello del video è abbastanza evidentemente un centroafricano. Abbiamo quindi chiesto ai carabinieri di Trento se a loro la cosa risultava. La risposta è stata che a nessuna macchina è stato rotto il vetro e che se ciò fosse accaduto uno dei fermati avrebbe dovuto rispondere anche di danneggiamento aggravato e in conferenza stampa nessun riferimento era stato fatto dal questore al riguardo.  

 

E allora non c'è rimasto che cercare un po' in internet per scoprire che quel video è stato messo su Youtube il 20 dicembre 2016 e che sarebbe stato girato a Bologna poco prima di Natale. Ovviamente aveva fatto anche il suo certo scalpore e il Giornale se ne era occupato in quanto "fenomeno social" il 21 dicembre. La Voce del Trentino ha pensato bene anche di metterlo sul suo canale Youtube titolandolo "Trento". E questa volta è davvero troppo. Non entriamo nemmeno nel merito del resto dell'articolo con i fantomatici "tossicodipendenti" (brutti, sporchi e cattivi ovviamente) che si sarebbero schierati dalla parte del "nordafricano" e che, tutti insieme, avrebbero insultato i carabinieri. Però questa volta, davvero, basta.

 

 

Va bene (anzi no va malissimo) la storia del "feto trovato in un bidone della spazzatura" a Trento Nord in una "zona - veniva scritto - popolata ad alta densità da persone straniere, molte delle quali dedite alla prostituzione". Va bene (anzi no, va malissimo) la vicenda delle "Uova giganti" e dell'aviaria in Trentino. Va bene (anzi no, va malissimo) che per loro ci sarebbero 130 orsi nei nostri boschi e che "il reale numero verrebbe tenuto segreto e nascosto per evitare le proteste della popolazione". Vanno bene (anzi no, vanno malissimo) le decine di volte che abbiamo preferito lasciar correre per non dargli troppo peso nella speranza che fosse il lettore ad accorgersi della baggianata. Ma questa volta no. Il commento di Andrea che dice "un buco in testa e il problema è risolto", quello di Roberto che dice "ecco la merda che abbiamo in italia", quello di Manuel "povero negretto di merda" quello di Marco "queste merde nere vanno fatte sparire" o di Sandra "spezzargli le braccia" sono la dimostrazione che certe cose non vanno tollerate. Certe notizie false fanno male, malissimo alla società. La incattiviscono ulteriormente, fomentando odio e frustrazione.

 

Ci piacerebbe che anche i giornali cartacei prendessero posizione, almeno qualche volta. Si "sporcassero" le mani e cercassero di smentire certe bufale che esistono e proliferano anche perché, per anni, nessuno si è curato di verificare. Oggi giorno raggiunge più persone un post che l'intera edizione di un giornale. Compito di tutti noi dovrebbe essere quello di prestare attenzione e cercare, quando è il caso, di ristabilire la verità. Come il Dolomiti ci siamo interrogati sul tema. Riprendere la questione o lasciarla cadere? Perderci del tempo e approfondire quanto la gente stava commentando con tanta cattiveria o proseguire per la nostra strada? La risposta la sapete. Nell'epoca della post verità ci sono tre responsabili per il proliferare delle fake news: coloro che le scrivono, coloro che le leggono e se le bevono e coloro che, pur avendo le competenze per farlo, non le smentiscono.

 

Insomma siamo tutti un po' colpevoli. Però 'mo basta. Davvero. 

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