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Dopo l'inseguimento lungo il Garda e la fuga nei boschi arrestati i tre albanesi che derubavano le abitazioni

I tre a inizio anno erano stati protagonisti di quattro furti a Riva del Garda. I carabinieri di Riva li avevano immediatamente intercettati (erano già noti per l'operazione "selifie") e inseguiti fino a Limone. Lì lo speronamento dell'alfetta, il ferimento di un militare e la fuga di due di loro. Dopo mesi di indagini quattro giorni fa i carabinieri di Cavalese hanno concluso gli arresti

Pubblicato il - 29 ottobre 2016 - 12:49

RIVA DEL GARDA. Quattro case depredate, la fuga da Riva direzione Limone sul Garda, un rocambolesco inseguimento con tanto di speronamento dell'alfetta dei tre delinquenti, l'arresto di uno di loro e la scomparsa tra i boschi degli altri due. Sembra la trama di un film poliziesco e invece è quanto è successo negli scorsi mesi e che ha visto il suo epilogo pochi giorni fa quando i carabinieri della compagnia di Cavalese, dopo una lunga e dettagliata indagine prodotta all'autorità giudiziaria di Rovereto, hanno eseguito gli arresti dei due uomini uno a Cassano d'Adda, l'altro a Treviglio (in provincia di Brescia).

 

Ma andiamo con ordine: a fine gennaio di quest'anno si conclude l'operazione "selfie". Una mega inchiesta su tre indagini distinte, nate in tre diverse zone del Trentino, la Val di Fiemme, Trento e la Val di Non, poi riunite tutte in un unico fascicolo dal pm Ognibene, L'inchiesta aveva portato all'arresto di 20 persone: una vera e propria banda che operava in tutto il Nord Italia compiendo furti in appartamento. Da questo mega blocco d'inchiesta è scaturita l'operazione "non solo selfie". Infatti i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Cavalese, durante l’indagine che è terminata con l’operazione “selfie” evidenziavano indizi di reità, raccolti meticolosamente, nei confronti dei cittadini albanesi Demj Bedri e Gjecaj Armir, che unitamente a Ndrejaj Ilir, il 6 gennaio 2016 avevano messo a segno ben 4 colpi ai danni di private abitazioni nel centro di Riva del Garda, causando ingenti danni alle vittime (nella prima abitazione avevano asportato ori e gioielli, e causato danni per un ammontare totale di 40 mila euro; nella seconda i danni erano di circa 20 mila euro; nella terza avevano rubato 180 euro di gioielli; nella quarta 3 mila euro di contanti e danneggiamento di infissi quasi 2 mila euro).

 

La conseguente indagine ha consentito, quindi, di ricostruire minuto per minuto la partenza del commando dalla provincia milanese e cristallizzare il suo arrivo nel centro rivano, dove i ladri procedevano al furto nelle quattro abitazioni, in poche ore. Nella fase di allontanamento, i criminale venivano però intercettati da un equipaggio della radiomobile dei carabinieri di Riva del Garda. E' quindi cominciato un rocambolesco e rischioso inseguimento, terminato a Limone sul Garda con lo speronamento dell'auto dei fuggitivi, un'alfetta. A quel punto Demaj Bedri, per aiutare i suoi sodali a fuggire, investiva un carabiniere (poi medicato al Pronto Soccorso) senza riuscire a scappare. Per lui sono scattate le manette per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e danneggiamento. Gli altri due, però, erano riusciti a darsi alla macchia.

 

Sono stati quindi gli investigatori di Fiemme a ricostruire la fuga dei due malviventi che nell'immediato si erano andati a nascondere nei boschi sopra Limone sul Garda, per poi dividersi - in funzione strategica – al fine di rendersi meno individuabili. I due fuggiaschi, nonostante le rigide temperature del periodo, hanno passato la notte all'addiaccio per sottrarsi alle battute di ricerca messe immediatamente in atto dai carabinieri di Riva.

 

Il tempo è passato e l'incisiva azione inquirente, è riuscita a ricostruire le vicende di entrambiNdrejaj Ilir, la mattina seguente era sceso dalle montagne e con un taxi era ritornato da Limone sul Garda a Riva del Garda, per poi rientrare nel milanese riuscendo a sottrarsi alle ricerche. La prolungata attività di analisi del patrimonio probatorio acquisito, ha permesso anche di giungere all'identificazione del terzo fuggitivo, Gjecaj Armir, cittadino albanese che vive e gestisce un bar a Cassano d’Adda. A quel punto il quadro era completo e la dettagliata ricostruzione degli investigatori di Cavalese prodotta poi all’autorità giudiziaria roveretana, consentiva di fornire un idoneo quadro indiziario.

 

Il 21 ottobre è scattata l'emissione di due misure cautelari in pregiudizio per i due fuggitivi. Il 25 sono state eseguite dal nucleo operativo della compagnia di Cavalese a Cassano d'Adda per Gjecaj Armir e a Treviglio per Demaj Bedri. Il terzo membro del gruppo, Ndrejaj Ilir invece, era stato tratto in arresto a Cassano d’Adda nel luglio 2016 dal nucleo investigativo di Verbania in collaborazione con la compagnia dei carabinieri di Cavalese.

 

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