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| 18 set 2017 | 18:20

Focolai di Chikungunya, anche dal Trentino unità di sangue per il Lazio

In seguito ai focolai della malattia che si sono sviluppati nel Lazio, è stata data l’indicazione di sospendere i donatori per 28 giorni solo se sono stati a Roma o ad Anzio

TRENTO. Sono partite anche da Trento le sacche di sangue per far fronte al protrarsi delle carenze dovute ai focolai di Chikungunya nel Lazio.

 

La raccolta straordinaria sta coinvolgendo tutta l'Italia e oltre alla provincia di Trento altre sacche stanno arrivando da Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia, Marche, Veneto, Toscana, Valle d'Aosta, Umbria e Puglia.

 

La settimana scorsa da Trento sono partite 55 unità di sangue mentre domani ne saranno inviate a Roma altre 141. L'impegno però non si fermerà perchè per il 26 di settembre è già stato previsto l'invio di un altro centinaio di unità.

 

Chikungunya è una malattia virale trasmessa dalle zanzare. I sintomi sono febbre alta e dolori alle giunture, più forti di quelli provocati da un virus influenzale. Gli ultimi casi di questa malattia si sono avuti nel Lazio.

 

Nei giorni scorsi a Roma si è tenuta la riunione con i rappresentanti nazionali e regionali delle Associazioni e Federazioni di Volontariato del dono coordinata dal Centro Nazionale Sangue - Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute che si è tenuta oggi a Roma.

 

Le conseguenze sul Sistema Trasfusionale sono paragonabili a quelle di una maxiemergenza sebbene, hanno sottolineato gli esperti, non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi. Tutte le Regioni, anche quelle a loro volta in difficoltà nella raccolta, hanno dato la loro disponibilità a contribuire alla compensazione.

 

“E’ importante che le raccolte straordinarie siano programmate, perché l’emergenza per il Lazio potrebbe durare diversi giorni, a seconda dell’andamento dei focolai - spiega il direttore del Cns Giancarlo Maria Liumbruno -. Al momento il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno. Già ieri diverse regioni si sono mobilitate, mettendo a disposizione, grazie anche al contributo fondamentale delle Associazioni, oltre 800 unità, una risposta eccezionale che testimonia che è subito scattata una vera gara di solidarietà”.

 

Al momento, ricorda il Centro, lo stop totale per il sangue riguarda solo i residenti nelle Asl Roma 2 e ad Anzio. Nel resto del comune di Roma e del Lazio i donatori possono donare normalmente, con una quarantena di cinque giorni solo se hanno soggiornato nelle zone colpite. Per il resto d’Italia l’indicazione è invece di sospendere i donatori per 28 giorni solo se sono stati a Roma o ad Anzio. Non esiste infatti un test che permetta di riconoscere la presenza della malattia nel sangue, quindi è troppo rischioso far donare persone che potrebbero essere infette.

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