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Gite scolastiche, parla l'autista multato a Piné: "Ho una figlia disabile al 100% e la moglie diabetica e ora, per una dimenticanza, rimarrò senza patente"

Negli scorsi giorni sono stati molto numerosi i controlli delle forze dell'ordine ai pullman per le gite. Il presidente del Cta Laner dalle pagine dell'Adige ricordava che "nessun nostro associato è mai stato oggetto di contestazioni". La replica dell'Usb: "Ma se hanno perso un appalto da 84 milioni perché avevano consorziati con condanne penali?" 

Di Luca Pianesi - 11 April 2017 - 06:23

TRENTO. Fioccano le multe, in questo periodo, per gli autisti dei pullman che portano gli studenti in gita scolastica. Le direttive del ministero, che chiedono agli istituti scolastici di allertare le forze dell'ordine delle partenze delle loro classi per viaggi d'istruzione, hanno rotto il "vaso di pandora" dei controlli e non passa settimana senza avere notizia di patenti ritirate e multe più o meno salate, anche qui in Trentino. Controlli che, va detto, non spaventano il presidente del consorzio trentino autonoleggiatori che qualche giorno fa sull'Adige spiegava che "nessun nostro associato o loro dipendente è mai stato oggetto di contestazioni" scatenando non poche reazioni.

 

L'Unione sindacati di base, in particolare, commenta che "sono dichiarazioni che non corrispondono al vero, infatti basta procedere a ritroso nei vari articoli apparsi sulla stampa locale e ci si trova innanzi a numerose violazioni e sanzioni oltre che disdicevoli eventi e situazioni riguardanti sia l’utenza trasportata quanto il personale dipendente. Contestazioni e condanne che hanno persino portato il Cta a vedersi annullato l’appalto effettuato l’anno scorso dalla provincia per lo svolgimento dei servizi scolastici e integrativi alla linea, annullamento che, come sicuramente si rammenta, ma Laner forse no, è stato causato dalla presenza di una società che aveva ricevuto persino delle condanne penali, condanne non dichiarate in fase di presentazione della documentazione atta alla partecipazione". E infatti fu proprio per quella ragione che il Consorzio non riuscì ad aggiudicarsi il mega appalto da 84 milioni di euro per il servizio scuolabus, per 4 anni, per tutta la provincia.

 

"Negli anni della sua presidenza - prosegue il sindacato - abbiamo riscontrato, all'interno del consorzio, mezzi vetusti e privi di sicurezza, come l’ormai famigerato pulmino con il cambio taroccato, più e più volte nominato, mezzi di oltre 30 anni circolanti, gomme lisce, autobus a cui veniva chiusa la porta con una corda in quanto guasta, lavoro nero, retribuzioni non pagate, differenze retributive tra quanto dovuto al lavoratore e quanto poi pagato, mezzi senza revisione e la lista potrebbe ulteriormente continuare".

 

Come ilDolomiti eravamo anche saliti (documentandolo anche con video) su un mezzo proprio del presidente del consorzio Laner che copriva la tratta Madrano - Pergine, senza autorizzazione, senza macchina obliteratrice e con passeggeri fatti viaggiare in piedi. Ma questo è il passato, il presente racconta, effettivamente, che le sanzioni di questi giorni non hanno riguardato mezzi di aziende del Cta. C'erano, comunque, pullman di ditte trentine. Uno di questi è quello che è stato fermato a Baselga di Pinè il 24 marzo. Uno dei primi casi di controlli effettuati in provincia su input della scuola. In quel caso l'autista, che aveva inserito il disco del tachigrafo (lo strumento che traccia l'attività del pullman, da chilometri percorsi al tempo di guida e che garantisce che vengano rispettati limiti e norme sulla sicurezza) dopo essere partito e non al momento della partenza, era stato sanzionato con 849 euro di multa e con la sospensione della patente.

 

E proprio lui ha voluto spiegarci cosa è successo. "Mi sono dimenticato - ci racconta -. Come molti miei colleghi ho un contratto a chiamata e quindi il mezzo che guido non è il mio, abitualmente. Sono salito e sono partito direzione Baselga di Piné per andare a prendere gli studenti che dovevano andare in gita a Montegrotto Terme, a Padova. Dopo circa 5 chilometri mi sono accorto che non avevo messo il nuovo disco e quindi solo in quel momento l'ho sostituito. Poco dopo mi ha fermato la polizia. Io gli ho subito detto cos'era successo che avevo avuto questa dimenticanza. Mi hanno sanzionato requisendomi la patente per 15 giorni. E pochi giorni fa il commissariato del governo mi ha comunicato che me l'avrebbero sospesa per altri 15 giorni, 30 in totale fino al 24 aprile. Ora io ho una figlia disabile al 100% che ha avuto un'asfissia perinatale e quindi ha dei ritardi psicomotori e una moglie diabetica. Siamo una famiglia monoredditto. Io sono d'accordo che ho sbagliato. L'ho riconosciuto subito, anche con le forze dell'ordine. Sono dispostissimo a pagare la mia sanzione, non mi importa. Ma requisirmi la patente di guida per un mese per una dimenticanza di pochi chilometri per me diventa davvero un dramma. Ho provato a spiegarlo ai poliziotti quando mi hanno fermato, ma nulla. E anzi, al danno ho visto seguire la beffa: il commissario di governo ha allungato la sospensione di altri 15 giorni. Perché? Perché non tengono separate le cose? Mi blocchino la carta di circolazione per i pullman ma mi lascino quella per l'auto. Se dovesse succedere qualcosa non potrei nemmeno portare all'ospedale i miei cari".   

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