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Gli scout Cngei fanno rivivere lo storico Forte Roncogno

Dopo la concessione arrivata dal Comune di Trento, gli scout hanno realizzato i mobili interni in legno ed oggi il forte è tornato a servizio della comunità

Di Giuseppe Fin - 07 novembre 2016 - 14:05

TRENTO. Un vecchio forte, vuoto e inutilizzato, è tornato a nuova vita grazie al gruppo scout Cngei di Trento. Stiamo parlando del Forte Roncogno, la cui definizione corretta è “Batteria Roncogno”, che dallo scorso 10 giugno, grazie ad una convenzione con il Comune di Trento, è stato dato in concessione agli scout per i propri incontri ma soprattutto per renderlo fruibile all'intera comunità.

 

Un progetto portato avanti passo dopo passo e che ha visto il coinvolgimento oltre che dei giovani, dei Servizi patrimonio e cultura del Comune di Trento, dell'Università e della Fondazione Museo Storico del Trentino.

 

Batteria Roncogno” è uno dei forti austriaci che fa parte della fortezza di Trento, situato alle pendici del Monte Celva al passo del Cimirlo. Appartiene al grande sistema di fortificazioni austriache al confine italiano e durante la Prima guerra mondiale costituiva uno dei capisaldi del fronte est. Fin da prima dello scoppio del conflitto il forte era ritenuto già obsoleto dagli austro-ungarici; fu quindi deciso di disarmarlo e spostare i suoi armamenti in apposite caverne, sulla pendice settentrionale del Celva.

 

Dopo la guerra, divenuto territorio italiano, il Demanio Militare lo ha radiato e nel 1949 divenne proprietà del comune di Trento. Nel 2009 la Soprintendenza per i beni architettonici della Provincia Autonoma di Trento, assieme all’Azienda forestale di Trento-Sopramonte, ha presentato un progetto di restauro della struttura fortificata e i lavori sono stati realizzati l'anno seguente. Dal 2011, però, la struttura era praticamente inutilizzata fino a quando è arrivata la richiesta di una sede da parte degli scout Cngei di Trento.

“Noi come Cngei – ha spiegato Giulio Giacomoni – abbiamo aperto il primo gruppo a Trento nel 2012 e oggi ci sono circa 80 iscritti. Durante i primi anni di attività ci siamo attivati per cercare delle sedi. Dalla circoscrizione di Povo ci è arrivata la segnalazione di questa struttura, la Batteria Roncogno, che era chiusa e non utilizzata. Il presidente circoscrizionale Sergio Casetti ce l'ha fatta vedere e ci ha spiegato che la struttura era in carico all'Azienda forestale”.

 

L'intenzione, anche da parte della Circoscrizione, era quella di riuscire ad aprire il forte alla comunità ed ecco allora che tra gli scout e il Comune di Trento sono stati avviati i primi contatti.

Forte Roncogno e gli scout Cngei

 

“Noi – ha affermato Giacomoni – avevamo la necessità di una sede grande e consona alle nostre attività vicino al bosco. Il forte si sposava pienamente con i nostri bisogni. Ci siamo messi a disposizione per trovare un accordo e per rendere la struttura fruibile ai cittadini”

 

L'accordo è stato trovato con l'impegno da parte degli scout di lasciare libero il forte alcune settimane d'estate per la colonia estiva diurna della scuola materna di Povo e attraverso la sottoscrizione di un accordo con la Fondazione Museo Storico di Trento per rendere il forte visitabile in alcune date durante l'anno.

 

Confermata la concessioni il 10 giugno di quest'anno gli scout si sono messi subito al lavoro per una riqualificazione interna della vecchia struttura. In agosto e settembre hanno acquistato del legname d'abete dalla Valsugana e con le proprie mani hanno costruito mobili, tavoli, panche e altri mobili per arredare l'interno del forte. Grazie alla convenzione con la Fondazione Museo Storico e il dipartimento di Ingegneria dell'Università di Trento è stato predisposto l'arredamento interno e un allestimento stile museale della storia della fortificazione di Trento e nello specifico del passo Cimirlo e del monte Celva.

 

“Oggi – spiegano gli scout Cngei – il forte è ritornato a disposizione anche della comunità. I nostri gruppi lo utilizzano un sabato e una domenica con pernottamento ogni mese ma lo abbiamo già fatto vivere anche ospitando altri gruppi di giovani e feste negli ultimi mesi”.

 

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