Gli studenti trentini nelle zone terremotate per costruire speranza
L'obiettivo del progetto è quello di verificare la possibilità di realizzare alcuni edifici ad uso agricolo e anche una piccola chiesa.

TRENTO. E' di nuovo il Trentino il protagonista nei progetti di ricostruzione nelle zone del centro Italia che sono state colpite dal terremoto. Questa volta però a farsene promotori sono gli studenti, grazie ad un progetto di alternanza scuola-lavoro che coinvolge più istituti scolastici.
Una sessantina di studenti e studentesse degli istituti Fontana di Rovereto (capofila), Rosa bianca di Cavalese, Iti Tione don Guetti, Iti Floriani Riva del Garda sono infatti partiti martedì scorso per una visita ad alcuni dei comuni vittime del sisma.
Presente anche l'Istituto comprensivo del Primiero, che collabora con Arca-Habitech.
Il progetto, a cui hanno deciso di prendere parte gli studenti, in collaborazione con la Protezione civile si chiama "Ricostruire con il legno nell'emergenza post/sisma. Tecnologie e tecniche a confronto".
I partecipanti sono ospitati in questi giorni nel campo di Montemonaco, presso Ascoli Piceno, e godono del supporto dei Nuvola, cosa importante visto che ad accoglierli hanno trovato, oltre naturalmente alle distruzioni portate dal terremoto, anche il cattivo tempo e la neve.
L'obiettivo è quello di verificare la possibilità di realizzare alcuni edifici ad uso agricolo (ricoveri per animali e persone e attrezzi) e anche una piccola chiesa.
La scuola in questi ultimi anni è entrata da protagonista nella filiera del legno sia a livello di istituti di istruzione che a livello di formazione professionale e con questo progetto tende a potenziare le competenze degli alunni ed a rafforzare i rapporti con gli altri soggetti che compongono la filiera.
Il progetto, coordinato dal professor Andrea Vinante, è rivolto da un lato all’approfondimento del perché molti edifici sono crollati e dall’altro vuole approfondire e mettere a confronto nell’ambito delle costruzioni in legno i diversi sistemi costruttivi/tecnologici presenti in realtà geografiche molto lontane e diverse tra di loro, per valutare quali possono essere le soluzioni migliori per fronteggiare l’emergenza post/sisma.
Dopo una fase conoscitiva gli studenti saranno coinvolti in un attività elaborativa che affronterà due tematiche distinte: una strettamente legata all’emergenza abitativa/residenziale (con riferimento in questa fase soprattutto ai moduli agricoli); l’altra volta a fronteggiare le esigenze di quella parte di popolazione che di colpo si è trovata senza il sostegno dei consueti luoghi di culto e di preghiera.
Ogni singola scuola sarà quindi chiamata a svolgere da un lato la progettazione/realizzazione di un prototipo di struttura ad alta efficienza energetica da mettere a disposizione della Protezione civile nazionale e provinciale; dall’altra progetterà una piccola chiesa prefabbricata in legno per le comunità che sono rimaste prive di questo tipo di struttura e che ne avvertono molto la mancanza.












