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Il deposito è videosorvegliato e custodito eppure i "ladri di biciclette" colpiscono anche lì. Trentino Mobilità: "Alzeremo la recinzione con la ferrovia"

Una signora c'ha segnalato di essere tornata dalle ferie e di non aver più trovato la sua bicicletta "e le registrazioni delle telecamere non vanno più indietro di tre giorni". Cattani: "C'è chi approfitta dell'ingresso di un utente per infilarsi oltre il cancello e chi è in possesso della tessera per entrare poi delinque"

Di Daniele Loss - 01 settembre 2017 - 18:32

TRENTO. Lo stallo dovrebbe essere custodito ed è effettivamente videosorvegliato ma, purtroppo, non basta per evitare furti di biciclette. Trentino Mobilità e Trentino Trasporti, per incentivare l'uso del trasporto pubblico e della bicicletta, hanno istituito un parcheggio per le bici nei pressi della stazione dei treni di Trento, accessibile solamente ai possessori di un abbonamento al trasporto pubblico o previo pagamento di un ticket per gli utenti "unici".

 

Ebbene, nel corso dell'anno, però, si sono verificati numerosi furti e una delle "vittime" si è rivolta a noi, raccontando la vicenda e chiedendo come fosse possibile che tali episodi si verifichino in uno stallo che, al pubblico, viene definito "custodito e videosorvegliato" e che, quindi, dovrebbe essere doppiamente garantito. "Mi ero detta: 'Il caro vecchio Trentino è sempre un passo avanti!' - scrive la signora - purtroppo però, dopo neanche un  mese di utilizzo del servizio, al ritorno dalle ferie, dopo circa un’assenza di dieci giorni nel periodo di Ferragosto, la mia bella bicicletta rimasta legata presso il parcheggio, lo voglio sottolineare ancora, che si dichiara custodito, non c’era più perché era stata rubata".

 


 

La vittima aggiunge che dopo esplicita denuncia a Trentino Mobilità nulla si è risolto e le hanno spiegato che è inutile anche visionare le videoregistrazioni che non vanno a ritroso per più di tre giorni. La domanda a questo punto sorge spontanea: che senso ha investire risorse, pubblicizzare e far di tutto per incentivare il binomio "bicicletta - trasporto pubblico" quando non si riesce a garantire un minimo di sicurezza a chi parcheggia il proprio mezzo in uno spazio che dovrebbe essere protetto dai malintenzionati?

 

"Il problema esiste e non possiamo negarlo - spiega Marco Cattani, direttore di Trentino Mobilità -. Detto questo i casi noti sono una decina da inizio 2017. Si tratta, ovviamente, di situazioni spiacevoli e stiamo cercando di porvi rimedio in tempi brevi. Come avvengono questi furti? C'è chi scavalca la recinzione dal lato ferrovia, quello più nascosto, oppure chi approfitta dell'ingresso di un utente per "infilarsi" oltre il cancello e, infine, chi è in possesso della tessera per entrare e poi delinque".

 

"Ma ci stiamo adoperando per risolvere il problema in tempi brevi - aggiunge Cattani - in primis verrà "alzata" la recinzione che delimita la ferrovia dal deposito e poi raccomandiamo a tutti gli utenti di prestare attenzione quando accedono all'area dedicata: bisogna sincerarsi che non entrino altre persone. Il sistema di videosorveglianza può funzionare, ma spesso risulta difficile "incrociare" i filmati (che restano a disposizione solamente per alcuni giorni e poi vengono cancellati e "coperti" da immagini più recenti, ndr) e i tabulati riguardanti gli accessi all'area protetta. Intanto l'intervento a cui provvederemo nell'immediato sarà quello di alzare la recinzione e impedire ad esterni di entrare nella zona parcheggio".

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