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Il Numero unico, tra 'false partenze' e grandi attese, parte il 6 giugno. Ecco cosa cambia e come funziona

La Centrale unica funziona 24 ore 24 e si può attivare la chiamata di emergenza anche tramite l'applicazione per smartphone. La black box consentirà dal 2018 ai servizi di emergenza di ricevere un avviso immediato del verificarsi di un incidente e della sua esatta localizzazione per ridurre notevolmente i tempi di risposta e limitare la gravità delle conseguenze

Di Luca Andreazza - 22 maggio 2017 - 21:19

TRENTO. Probabilmente il desiderio del Numero unico per le emergenze è tale che un po' tutti vogliono anticipare i tempi, compreso un corpo dei vigili del fuoco, che ha lanciato la notizia che martedì 23 maggio sarebbe partito il servizio, ottenendo in poche ore oltre un centinaio di condivisioni. "La Centrale unica di emergenza del Trentino - dice Luisa Zappini, responsabile del servizio - sarà però attiva dal prossimo 6 giugno, quello che circola in rete non corrisponde per ora alla verità". 

 

Una circolare della Provincia avrebbe infatti tratto in inganno tanti corpi dei vigili del fuoco volontari: una comunicazione interna che porta a conoscenza che dalle 10 del 23 maggio iniziano le prime manovre per portare a regime e pienamente operativo, per il 6 giugno, il servizio del solo numero unico 112 dedicato all'emergenza.

 

Questa nuova funzione di centralizzazione delle chiamate di emergenza al Numero unico in via Pedrotti 18 a Trento, bene ricordarlo perché il 6 giugno è comunque dietro l'angolo, è il 112 , un numero gratuito per ogni emergenza, disponibile ventiquattro ore su ventiquattro in qualsiasi paese dell'Unione europea e che convoglia tutte le chiamate effettuate agli altri numeri di emergenza (113, 115 e 118). 

 

La nuova Centrale unica di risposta acquisisce le informazioni essenziali per identificare la tipologia di emergenza e trasferisce la chiamata e la scheda utente alle centrali operative competenti, che invieranno le forze di soccorso. Questo strumento è inoltre in grado di identificare e localizzare l'utente e se necessario attivare il servizio multilingue.

 

Il servizio Ced Interforze del Ministero dell'interno permette la localizzazione della chiamata in ingresso: se una persona chiama da telefono fisso, l'operatore potrà accedere a nominativo ed indirizzo dell'intestatario della linea telefonica, mentre se si telefona tramite cellulare è possibile identificare solo la zona di chiamata. 

 

E' possibile inoltre collegarsi alla Centrale unica mediante l'applicazione per smartphone per le chiamate d'emergenza, che è in grado di inviare le coordinate Gps per individuare all'istante la posizione esatta del chiamante, oltre che effettuare chiamate 'mute', segnalando il tipo di soccorso richiesto. L'App salva i dati personali, inclusi i numeri individuati come 'da conttatare' in caso di emergenza, che poi potranno essere contattati dalla Centrale operativa e vengono utilizzati esclusivamente per la gestione della chiamata di emergenza.

 

L'applicazione è disponibile per smartphone iOs, Android e Windowsphone sui mercati Apple Apps store, Google play e Windows phone App Store cercando '112 Where are u'. Se si chiama da fisso, cellulare oppure tramite la 'App', è in ogni caso importante descrivere il più dettagliatamente possibile la propria posizione per rendere l'intervento ancora più tempestivo e accurato.

 

Chi invece ha difficoltà per le tradizionali comunicazioni telefoniche, è attivo un servizio di messaggistica, ma è possibile contattare il 112 tramite videochiamata: grazie ai nuovi applicativi introdotti con l'istituzione del Numero unico di Emergenza, le persone non udenti o sordo-mute possono accedere al servizio tramite messaggistica, mentre la richiesta di soccorso con videochiamata potrà essere invece utile a tutte le persone con difficoltà a spiegare la situazione, come i non vedenti, per mostrare dove ci si trova e cosa succede accanto a sè.

 

Per tutti i cittadini che non parlano italiano, viene offerto un servizio di traduzione in tempo reale in quattordici lingue straniere. Se l'utente che chiama il 112 non parla italiano, viene avviato un sistema di 'conferenza telefonica' tra l'utente, l'operatore di centrale e il traduttore. Se l'operatore di centrale non riesce a riconoscere la lingua parlata dall'utente, viene avviato un menù automatico di scelta, che elencherà le lingue disponibili e sarà il cittadino a scegliere direttamente.

 

Dal 2018 entra in vigore invece il dispositivo 'eCall': tutti i nuovi modelli di autoveicoli nell'ambito europeo dovranno obbligatoriamente essere dotati della 'scatola nera', l'apparecchiatura che registra tutte le informazioni di rilievo, che vengono poi inviate via satellite a un database, come il movimento del mezzo, dalla localizzazione geografica ai tempi di marcia e sosta, distanze percorse, velocità, accelerazioni, frenate ed eventi crash (incidenti).

 

In caso di incidenti con forte impatto il sistema eCall invia un segnale al 112, indicando la posizione e tentando una connessione vocale. Questo dispositivo può essere azionato anche manualmente, come in caso di malore oppure se si è testimoni di un incidente. 

 

L'utilizzo dei 'big data' cerca di trasformare i dati in conoscenza a supporto delle decisioni per effettuare un monitoraggio migliore e gestire sempre più efficacemente le emergenze.

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