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| 31 ago 2017 | 12:43

"Il parco del Monte Baldo Patrimonio dell'Umanità", la proposta alla Comunità di Valle Alto Garda e Ledro

Secondo gli estensori, questo parco meriterebbe di essere sull'albo d'oro delle meraviglie dell'universo mondo perché  "rappresenta un  unicum naturalistico a cui si aggiunge l’importanza di questa montagna come via maestra dei cacciatori paleolitici"

di Redazione

RIVA DEL GARDA. Il gruppo consiliare di Obiettivo Comunità, della Comunità Alto Garda e Ledro, ha presentato una mozione un po' ambiziosa, chiedere al presidente Mauro Malfer e agli altri membri dell'esecutivo di inoltrare una domanda a chi di dovere per ottenere l'inserimento del Parco Naturale del Monte Baldo tra le bellezze mondiali tutelate dall'Unesco.

 

Secondo gli estensori, questo parco meriterebbe di essere sull'albo d'oro delle meraviglie dell'universo mondo perché  "rappresenta un  unicum naturalistico a cui si aggiunge l’importanza di questa montagna come via maestra dei cacciatori paleolitici".  

 

Addirittura, spiegano i consiglieri, in quelle zone si aggirava anche l'Uomo di Neanderthal. "Nelle ricerche archeologiche svolte infatti dai professori Domenico Nisi e Bernardino Bagolini nei primi anni ’70, si è potuto individuare un itinerario di caccia stagionale, battuto nel tempo sia dall’Uomo di Neanderthal ( 40.000 anni fa) sia dagli uomini del Paleolitico Superiore (12.000 anni fa) che ha permesso la prima antropizzazione dell’areale   alpino dell’attuale Trentino­ Alto-Adige"

 

"L’archeologo Nisi - scrivono i consiglieri - in una recente conferenza internazionale a Ottawa in Canada, ha illustrato come il Monte Baldo sia stato in epoca preistorica una vera e propria 'pista', tesi questa sostenuta in   base ai suoi stessi rinvenimenti e confermata da altri ricercatori".  

 

"Alla fine dell’ultima Glaciazione di Wurm (15.000 anni fa) i cacciatori paleo­mesolitici, seguendo le piste degli animali (stambecchi e camosci) che inseguivano il ritiro dei ghiacciai salendo in quota alla ricerca delle praterie perinivali, sono penetrati nell’attuale Trentino ­Alto-Adige, proseguendo con gli ultimi cacciatori mesolitici, fino al Monte Similaun (Val Senales) dove è stata rinvenuta la famosa Mummia dei Ghiacci, Oetzi".  

 

"Proprio questo ritrovamento - continuano entusiasti Marco Bottesi, Emanuela Lorenzi, Andrea De Guelmi e Nicoletta Donati - conferma che anche i pastori del neolitico (5.500 anni fa) hanno continuato questo tradizionale itinerario per le loro transumanze ed  i pastori odierni ancora lo utilizzano.  La colonizzazione umana di tutto l’areale trentino-­tirolese sarebbe perciò iniziata dal Baldo".

 

L'impegno che questi amministratori chiedono al loro presidente è quello di "portare questa proposta a tutti i Comuni/Enti che fanno parte del Parco Naturale Locale del Monte Baldo". Poi, semmai dovessero dire sì, "predisporre tutta la documentazione" da inviare all'Unesco per il riconoscimento del Monte Baldo e della sua 'Via Preistorica' quale Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
 

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