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Il presidente Rossi attacca il sindaco su piazza Dante. Ma i diciassette punti della mozione bipartisan che fine hanno fatto?

A gennaio è stata firmata una mozione bipartisan per intervenire sulla vivibilità e legalità da piazza Dante a piazza Santa Maria Maggiore parco San Marco. Ecco i diciassette punti

Di Luca Andreazza - 28 giugno 2017 - 19:49

TRENTO. Oltre agli scontri, si registrano anche, tante, schermaglie politiche. Il presidente Ugo Rossi attacca il sindaco: "Stanziato un milione di euro per la squadra di vigili specializzati, ma sono tutti scappati", così come si levano alte le posizioni tra chi chiede di recintare la piazza (compreso il governatore, che, come riporta l'Adige al tempo di quando era segretario del Patt aveva proposto questa soluzione) e chi invece è contrario.

 

La squadra anti-degrado presentata in pompa magna a gennaio si è sciolta ad aprile, quando sono emersi i primi problemi tra assunzioni a tempo determinato e migliori opportunità in altre province: "Verrà presto reintegrata", aveva affermato a Il Dolomiti il primo cittadino (Qui articolo). Da allora però non si è saputo più nulla. 

 

Oggi piazza Dante è blindata e la situazione sembra stabile, dopo i tre giorni di scontri le acque sembrano essersi calmate e i controlli sono quotidiani. La domanda che si pone il cittadino è fino a quando la situazione perdurerà

 

Non siamo davanti a casi isolati, ormai le recrudescenze sono cicliche, tanto che qualche anno fa era spuntato pure un coltello e quasi ci scappava il morto dopo aver iniziato una rissa in piazza Duomo. Non sembra più una situazione di emergenza, ma strutturale. In ballo, spesso, la spartizione della piazza e anche qualche 'sgarbo' da sanare. Le forze dell'ordine sono presenti, sono in piazza, le operazioni contro lo spaccio sono tante e colpiscono duro la microcriminalità, le abbiamo anche riportate sulle nostre pagine.

 

Le forze dell'ordine intervengono chiuse tra il braccio 'corto' della legge, come la Bossi-Fini e le risorse economiche, che sono quelle che sono. Il tema della sicurezza è anche altrettanto ciclico, succede qualcosa e subito ci si straccia le vesti. L'ultimo ragionamento approfondito non è di dieci anni fa, ma è datato 18 gennaio 2017, giorno di una mozione bipartisan, dal nome tanto rassicurante quanto propositivo: "Progetto sicurezza e vivibilità in alcune zone del centro storico Trento". 

 

Quelle zone del centro storico si traducono in piazza Dante, piazza Santa Maria Maggiore e parco San Marco. Quattro riunioni tenute dal 14 ottobre 2016 al 24 novembre 2016 culminate in gennaio per deliberare diciassette punti di intervento per ristabilire legalità e vivibilità. Dal Partito democratico a Forza Italia, da Upt a Lega Nord, dal Movimento 5 stelle a Progetto Trentino, dai Verdi al gruppo misto. Non manca nessuno alla firma. Anzi manca solo il Patt, battitore libero, perché non ha mai creduto in questa mozione e le firme dell'Altra Trento a Sinistra e di Civica Trentina.

 

Una mozione che impegna sindaco e Giunta, amministrazione comunale e il corpo di polizia municipale. Diciassette punti rimasti però quasi tutti sulla carta.

 

Il primo punto a carico del sindaco e della Giunta è quello di sollecitare le forze dell'ordine e il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza a controlli più frequenti (mobile, a piedi e cani antidroga) nelle ore serali e notturne da piazza Dante a piazza Santa Maria Maggiore e parco San Marco, ma anche presidi fissi e il contrasto all'accattonaggio

 

Si passa quindi ai compiti in capo all'amministrazione comunale e al corpo di polizia municipale per potenziare i controlli, disturbare la microcriminalità e contrastare lo spaccio, senza dimenticare la volontà di implementare il coinvolgimento dei cittadini per controllare e segnalare eventuali situazioni di disagio.

 

Si arriva quindi al punto forse più dolente, quello che impegna l'amministrazione comunale a posizionare attrezzature, giochi per bambini e nuove piccole attività commerciali in città. In piazza Dante si chiede di posizionare i chioschi per la somministrazione di alimenti e bevande tipiche del Trentino, provvedimento simile per piazza Santa Maria Maggiore. 

 

Intenzione che si verifica puntualmente in occasione delle kermesse: Mercatini di Natale, Festival dell'Economia e Feste Vigiliane. In Comune sono applausi convinti e pacche sulle spalle, sembra funzionare. Vigiliane e Economia durano cinque giorni, i Mercatini un mesetto, certo si sposta il problema, si nasconde la polvere sotto il tappeto, ma il resto dell'anno? Proposte non si sono ancora viste, ma solo idee sbandierate in conferenza stampa. Certo ci vuole tempo per organizzarsi, ma da gennaio non si sa ancora nulla rispetto alla progettualità. 

 

Al parco San Marco si prevede di aumentare l'illuminazione, mentre in piazza Dante si prevedono anche giochi come castelli in legno e minigolf, un'idea presentata con tanto di immagini. Anche qui aggiornamento non pervenuto. Nel Comune di Prato hanno installato le colonnine di soccorso, l'intenzione è quello di copiare questa soluzione, ma ancora tutto tace.

 

L'amministrazione comunale veniva inoltre impegnata nel potenziare le attività culturali, ricreative, sportive, musicali e di aggregazione sociale per creare dei presidi spontanei e coinvolgere famiglie e giovani nel riqualificare e riprendersi gli spazi. In aggiunta c'è anche la valutazione di affidare ad associazioni già esistenti la custodia e il controllo 24 ore su 24 dei parchi di piazza Dante e San Marco, oltre ad attivare azioni concrete finalizzate alla prevenzione delle dipendenze da alcool a droghe. Probabilmente è tutto sul tavolo, ma tolto gli interventi in scuole e in luoghi sensibili da parte delle forze dell'ordine, per il resto non è dato sapere niente.   

 

Ma se la maggioranza piange e si interroga, sicuramente la minoranza non può ridere. Se la Giunta è ferma, tolta la proposta di installare un cancello, le sollecitazioni dalle altre componenti politiche sono a quota quasi zero.

 

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