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"Il Trentino accoglie", una fiaccolata il 6 dicembre contro i fatti di Soraga e Lavarone: "L'accoglienza è possibile"

Vincenzo Passerini: "E' una manifestazione trasversale a tutta la società civile, porteremo la bandiera della pace per ricordare che all'origine del dramma dei profughi c'è la guerra". L'appuntamento alle 18.30 in piazza Duomo a Trento 

Di Donatello Baldo - 30 novembre 2016 - 13:33

TRENTO. Manca meno di una settimana alla fiaccolata “Il Trentino accoglie”. Martedì 6 dicembre in piazza Duomo a Trento si riuniranno tutti quelli che condannano gli episodi di razzismo avvenuti a Lavarone e Soraga, quelli che affermano il principio di solidarietà di fronte al dramma dei profughi che tocca anche la nostra terra.

 

“La società civile deve condannare con forza e con spirito unitario quanto avvenuto nelle settimane scorse – dice Vincenzo Passerini del Cnca ricordando gli atti incendiari contro i richiedenti asilo – deve rispondere favorevolmente alle richieste di accoglienza, ogni comunità deve isolare e mettere ai margini queste espressioni di intolleranza”.

 

L'ex consigliere, che coordina tutte le realtà che hanno aderito all'appello per la manifestazione, chiede che quel giorno in piazza ci sia solo la bandiera dalle pace: “E' una manifestazione trasversale a tutta la società civile – spiega – e la bandiera della pace ci ricorda che all'origine di questo dramma c'è la guerra – afferma Passerini – che dalla guerra, dal terrorismo, dallo sfruttamento dei Paesi impoveriti fuggono i profughi che arrivano a noi chiedendo accoglienza”.

 

Alla conferenza stampa c'è anche Chiara Dossi, la presidente della cooperativa Arcobaleno che per prima, attraverso Facebook, ha lanciato l'appello per la mobilitazione: “E non è un caso che questa richiesta di presa di posizione sia arrivata da Facebook – afferma – perché sui social mi capita di leggere commenti molto spiacevoli a cui è difficile rispondere. E contro questa cultura razzista che emerge anche sui social – spiga Dossi – dobbiamo reagire per contrastarla”.
 

“A questi messaggi – racconta – io rispondo ricordando che tra noi e i profughi l'unica differenza la fa il caso. Per caso non siamo nati in un Paese in guerra che ci costringe a fuggire, a prendere un barcone per cercare una terra che ci accolga”.

 

L'appuntamento sarà alle 18.30. Dopo un breve percorso attraverso le vie del centro storico si ritornerà in piazza Duomo: “Lì ascolteremo le testimonianze di chi è accolto, dei profughi che nei nostri territori hanno trovato ospitalità e aiuto, ma anche le testimonianze di chi accoglie, dei sindaci e delle persone che mettono a disposizione le proprie case per l'accoglienza”.

 

Massimiliano Pilati del Forum per la pace ricorda che l'accoglienza è possibile. “Negli anni '90 arrivarono in Italia uomini e donne che fuggivano dalle guerre balcaniche. In Trentino – afferma – qualcuno ricorderà la caserma di Strigno piena di profughi. Profughi che poi si sono integrati, che sono stati accolti e che ora vivono tra noi – afferma Pilati – un esempio di bellissima ospitalità, di come sia possibile accogliere e integrare nelle nostre comunità anche i richiedenti asilo”.

 

“Non sono numeri esagerati e di difficile gestione, nessuno parli di invasione – conclude Passerini – stiamo parlando di 1.500 persone su un territorio che ne conta quasi cinquecento mila. Se tutti facessero la loro parte – osserva – se ciascuna comunità locale si attivasse per l'ospitalità sapremmo rispondere alla domanda di accoglienza molto più facilmente e dignitosamente”.
 

All'appello è possibile aderire attraverso l'indirizzo trentinoaccoglie@gmail.com o al numero di telefono 0461/040111.
 

Le adesioni fino ad ora raccolte comprendono il mondo dell'associazionismo, del volontariato, le organizzazioni sindacali, le categorie economiche. Hanno aderito anche personalità del mondo della cultura, della Chiesa e della Comunità islamica trentina. In conclusione della manifestazione, in piazza Duomo, si esibiranno Milo Brugnara e i Rebel Rootz.

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