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Inizia la "crociata" contro lo spettacolo "Fa'afafine". Cia, Borga, Forza Nuova e Casa Pound in guerra contro il "gender"

Appelli, lettere, striscioni contro lo spettacolo in calendario al Santa Chiara: "I genitori devono sapere, potrebbe turbare i bambini". Ma nessuno ha visto l'opera di Sacarpinato.

Di Donatello Baldo - 08 febbraio 2017 - 07:05

TRENTO. Cos’hanno in comune i consiglieri provinciali Claudio Cia  (il suo movimento Agire) e Rodolfo Borga, il leader bolzanino di Casa Pound e gli esponenti locali di Forza Nuova? Sono di destra, ovvio: alcuni appartenenti all’estrema destra e ai movimenti neofascisti, alcuni più moderati.

 

Ma non è solo l’estrazione politica che li accomuna: sono preoccupati per i “nostri figli”, tutti preoccupati per il fantasma del gender che si aggira malevolo con l’intenzione di ammorbare le coscienze di bambini e ragazzini.

 

In questi giorni i sono in allarme per lo spettacolo Fa’afafine di Giuliano Scarpinato che il Centro culturale Santa Chiara ha messo in calendario per il prossimo 6 marzo all’interno della rassegna rivolta ai ragazzi delle scuole medie. “Si parla di un bambino che non si sente né maschietto né femminuccia”: sia mai!

 

E in tutti i modi cercano di scongiurare il pericolo, appellandosi a presidenti di provincia, a presidi di scuola, agli stessi genitori dicendo loro: “Ma lo sapete che questo spettacolo potrebbe fare male a vostro figlio?”. Come, non si sa.  Perché non si capisce proprio come possa uno spettacolo ferire, confondere o addirittura far cambiare ad un ragazzo la propria identità di genere.

 

Perché di questo si sta parlando, della paura che lo spettacolo che parla di un bambino “indeciso” sulla propria identità possa trasformare gli spettatori in chissà che razza di mostri mitologici, possa far perdere l’innocenza, confondere le idee, i sessi, e mettere in discussione quell’ordine naturale delle cose che non sarebbe altro che la Tradizione che vuole il mondo incasellato in categorie ben definite. Niente fuori posto, niente di anomalo. Niente di diverso.

 

Claudio Cia, dicevamo, è preoccupato. Ma soprattutto lo è il suo movimento Agire: “Vorremmo sapere se è stato istituito un programma di avvisi per i genitori degli alunni che non solo contempli l’esplicito consenso ad assistere al succitato spettacolo teatrale, ma abbia anche lo scopo di rendere edotti gli stessi genitori sulla natura dello spettacolo che in alcuni casi, soprattutto senza una particolare preparazione da parte della famiglia e degli insegnati, potrebbe turbare gli alunni, specialmente quelli più piccoli che non hanno ancora sviluppato una certa cognizione della sessualità propria e altrui”.

 

Rodolfo Borga anche: “Quando si trattano i temi dell’identità sessuale e di genere, i genitori hanno il diritto di essere previamente ed adeguatamente informati sui contenuti delle iniziative, nonché  eventualmente, qualora tali contenuti non siano condivisi, di non far partecipare i loro figli minori alle medesime”.

 

Per non parlare di Casa Pound e di Forza Nuova. Quest’ultima bolla lo spettacolo in questione come “opera satanica. E  Andrea Bonazza, il consigliere bolzanino esponente dei Fascisti del Terzo millennio, ha izzato le folle contro il regista, a Bolzano per presentare il suo lavoro. “Nei giorni scorsi – racconta a Gaypost.it il regista Giuliano Scarpinato -  ho partecipato ad un’assemblea pubblica con circa trecento persone. Nessuno di coloro che partecipava a quell’assemblea aveva visto lo spettacolo, eppure mi sono state rivolte accuse assurde come tentativi di indurre alla masturbazione, di voler fare cambiare sesso ai bambini e perfino accuse di pedofilia”.

 

In guerra, perché nei confronti del gender si tratta di una vera e propria guerra, tutte le armi sono buone. I manifesti che gridano allo scandalo, il “furto” di password, la delegittimazione, la diffamazione. E la disinformazione. Sullo spettacolo, perché si dice parli di sessualità quando invece parla di identità. Ma anche sulle lettere del ministero che il consigliere Borga sta facendo girare nelle scuole trentine.

Il ministro della Pubblica istruzione” (che noi chiamiamo ministra perché non ci risulta che l’identità di genere dell’onorevole Valeria Fedeli sia discorde dal il suo sesso)  secondo Borga avrebbe scritto nero su bianco che “la partecipazione ad iniziativa come quella in esame è facoltativa e necessita del consenso dei genitori per gli studenti minorenni o degli stessi se maggiorenni, i quali, in caso di non accettazione, possono astenersi dalla frequenza”.

 

Ma la ministra dice un’altra cosa. Non si esprime nello specifico sulle tematiche che riguardano il sesso il genere e l’identità, quelle che tanto spaventa la destra più o meno moderata. Dice che "la partecipazione a tutte le iniziative extracurricolari è per sua natura facoltativa e prevede (Borga rafforza e scrive "necessita") la richiesta del consenso dei genitori".

 

E questo vale per la la visita al museo, per la gita, il corso di nuoto o quello di cucito. Per gli spettacoli teatrali che parlano di Pinco oppure di Pallino. E anche per quello che parla di Alex, un bambino che non ha ancora capito se si sente un maschietto oppure una femminuccia. Che chiede però rispetto, che chiede di essere ascoltato. Di no essere giudicato, escluso, deriso.

 

Alex, nello spettacolo, si chiude nella sua stanza sognando di far parte del popolo dell’isola di Samoa dove coloro che non sanno se essere maschi o femmine li chiamano Fa’afafine . Vorrebbe essere lì perché qui non si sente accolto e rispettato. Forse perché qui ci sono anche loro: Claudio Cia, Rodolfo Borga, Casa Pound e Forza Nuova.

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