Contenuto sponsorizzato

Malaria, l'infettivologa Castagna: "Non è una questione legata ai migranti". Ecco tutto quello da sapere sulla malattia

Abbiamo intervistato Antonella Castagna l'infettivologa IRCCS  dell'Ospedale San Raffaele e docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele. Per conoscere meglio la malattia e le possibilità di contagio ecco anche le informazioni fornite dall'Azienda sanitaria

Di G.Fin - 06 settembre 2017 - 11:19

TRENTO. Una malattia che consideriamo debellata in Italia attorno agli anni 50 è tornata a colpire e purtroppo la vittima è Sofia Zago di 4 anni di Trento. Sulle cause che hanno portato la piccola a contrarre la malaria sono in corso le indagini di due procure, quella di Trento e quella di Brescia.

 

Per capire quello che potrebbe essere successo e per conoscere qualcosa in più di questa malattia abbiamo intervistato la professoressa Antonella Castagna, infettivologa IRCCS Ospedale San Raffaele e docente presso l’Università Vita-Salute San Raffaele.

 

L'Italia è stato dichiarato un paese libero dalla malaria dagli anni '50. Oggi come può avvenire il contagio?

I casi a cui assistiamo oggi di malaria  arrivano da pazienti che sono stati in aree endemiche e non hanno effettuato correttamente la profilassi. La malattia viene contratta nel luogo di soggiorno. Poi arrivano in Italia, c'è un periodo di incubazione di 7-14 giorni e si manifestano i sintomi. In questo caso il percorso diagnostico è più “facile” perché il medico riesce ad individuare la malattia seguendo i sintomi e informandosi sui viaggi fatti dal paziente. Il percorso quando c'è l'anamnesi è semplice.

 

Quello che è successo a Sofia Zago è anomalo perché non è stata in alcun Paese dove avrebbe potuto contrarre la malattia.

L'anomalia di questo caso sta nel fatto che non c'era l'elemento anamnestico e questo ha portato a delle difficoltà nella diagnosi. Non si conosce quando la bambina è venuta a contatto con la malattia. Nel caso di contagio attraverso una zanzara, questa contiene il plasmodio che viene trasmesso alla persona attraverso la puntura. Deve però essere una zanzara anophele femmina.

 

Sono zanzare che possono vivere anche da noi?

Le possibilità sono due: o questa zanzara che aveva la possibilità di infettare è arrivata attaccata a qualche bagaglio con l'aereo oppure l'altra ipotesi da investigare è quella sui cambiamenti climatici che negli ultimi tempi sono stati così importanti che possono aver portato a dei cambiamenti nelle zanzare.

 

Questa bambina era stata precedentemente ricoverata al Santa Chiara di Trento e nel reparto c'erano due bambini che avevano contratto la malaria. E' possibile che ci sia stato un contagio ? E come potrebbe essere avvenuto?

Ci servono altri elementi che possono arrivare dalle indagini prima di dire qualcosa. Se nel reparto, per ipotesi, c'era una zanzara che ha punto questi bambini mentre avevano la malaria e poi la stessa zanzara ha punto la bambina allora potrebbe essere avvenuto il contagio. Ma dovrebbe essere una zanzara anophele, non una comune. Ci sono tante ipotesi sul tavolo che devono essere analizzate.

 

Ma quindi ci potrebbe essere una zanzara in giro che può ancora infettare ancora?

Una zanzara può vivere diverse settimane e pungere diverse persone.

 

I vaccini per la malaria non esistono. Meglio chiarirlo.

Non esiste un vaccino antimalarico. Si sta portando avanti una grossa e importante ricerca perché la malaria è una delle malattie più devastanti nel mondo. Ma il vaccino antimalarico non esiste e non viene vaccinato nessuno. Alle persone che vanno in aree endemiche viene consigliato non un vaccino ma una profilassi fatta di farmaci e misure ambientali tipo tenere maglie con maniche lunghe, avere le zanzariere e le tende che riducono il contatto con le zanzare.

 

Dalla politica sono arrivate numerose reazioni. Vengono tirati in mezzo anche gli immigrati che arrivano nel nostro Paese.

Io non ne farei una questione di migranti o meno. Tutti coloro che hanno contratto la malaria, anche l'armatore di turno che non ha fatto la profilassi in Italia, può infettare altre persone. Quindi non è una questione di migranti o meno.  

 

 

Che cos'è la malaria, come si trasmette, dove è presente, come si manifesta e come si cura? Sono alcune delle domande che circolano in queste ore fra l'opinione pubblica, dopo il tragico caso di Trento. Riportiamo di seguito, alcune informazioni fornite dall'azienda sanitaria sulla malattia. 
 

Che cos’è la malaria?

La “Mal aria” così definita in seguito alla credenza che venisse contratta dai miasmi malsani emanati dalle acque stagnanti delle paludi è una grave malattia causata da protozoi parassiti trasmessi all’uomo da zanzare ad attività crepuscolare-notturna del genere Anopheles

Dove è presente la malattia?

Oggi la malaria è endemica in vaste zone dell’Asia, Africa, America latina e centrale, isole caraibiche e Oceania, con circa 500 milioni di malati ogni anno e oltre un milione di morti, minacciando nel complesso oltre il 40% della popolazione mondiale, soprattutto quella residente in Paesi poveri.

 

Che cos’è la malaria d’importazione?

Oltre a essere endemica in molte zone del pianeta, la malaria viene sempre più frequentemente importata anche in zone dove è stata eliminata (come l’Italia), grazie ai movimenti migratori, risultando in assoluto la prima malattia d’importazione, trasmessa da vettori, in Europa e negli Usa.

 

Da che cosa è provocata la malaria?

I protozoi in grado di provocare la malaria umana sono 4, tutti appartenenti al genere Plasmodium: Plasmodium falciparum, agente della cosiddetta terzana maligna, la forma più grave che può portare al decesso, P. vivax e P. ovale, agenti di due forme di terziana benigna, e P. malariae, agente della quartana. Un quinto plasmodio, P. knowlesy, che ha come serbatoi alcuni primati, può più raramente causare anche una forma di quartana benigna anche nell’uomo.

 

Come si trasmette la malaria?

La malaria si contrae in seguito alla puntura della femmina di una delle circa 60 specie diverse di zanzare appartenenti al solo genere Anopheles, dopo che questa si è a sua volta infettata suggendo il sangue da un soggetto malarico. Prima che l’Anofele diventi infettante, il plasmodio deve compiere un ciclo di sviluppo all’interno della zanzara stessa, che può durare da qualche giorno a qualche settimana, a seconda della specie plasmodiale e soprattutto della temperatura ambiente.

 

Esistono altre modalità di trasmissione?

Seppur raramente la malaria può essere trasmessa attraverso l’inoculazione di sangue infetto attraverso emotrasfusioni, uso di siringhe contaminate, o trapianto di organi infetti. Esiste poi la cosiddetta “malaria d’aeroporto” o “malaria da bagaglio” descritta in soggetti residenti in aree indenni da malaria (come l’Italia), infettati da zanzare trasportate da aeroplani provenienti da zone endemiche.

 

Esiste la possibilità di reintrodurre la malaria in Italia?

Allo stato attuale delle conoscenze possiamo considerare molto basso il potenziale malariogenico del territorio italiano e indicare come poco probabile la ripresa della trasmissione della malaria in Italia; risulta invece possibile il verificarsi di casi sporadici di malaria autoctona in alcune zone delle regioni centro-meridionali e insulari del paese.

 

Dove si contrae la malattia?

P. falciparum è presente in tutte le aree a endemia malarica situate nella fascia tropicale e subtropicale, di 4 continenti, ma il rischio maggiore di contrarre questo plasmodio si corre nei Paesi dell’Africa sub-Sahariana, in Papua-Nuova Guinea e in alcune isole del Pacifico orientale. La malaria da P. vivax è predominante in America Latina, e in molti Paesi Asiatici. Soprattutto P. vivax è la sola specie presente in quelle aree a clima temperato dove ancora persiste l’endemia malarica (Medio oriente, Turchia, Nord Africa). P. ovale è molto comune in Africa occidentale, raro o assente negli altri continenti. La distribuzione di P. malariae si sovrappone più o meno a quella di P. falciparum, dove è però è presente come specie minoritaria.

 

Come si manifesta la malaria?

La comparsa dei sintomi dipende da fattori diversi, i cui più importanti sono la specie plasmodiale e la carica infettante. In linea di massima, i sintomi della malaria da P. falciparum appaiono da 7 a 14 giorni dopo la puntura da parte della zanzara infetta e sono di varia natura, (mal di testa, vomito, diarrea, sudorazioni e tremori, ecc), comuni, almeno inizialmente, a quelli un’ influenza o ad altre infezioni, ma comunque sempre accompagnati da febbre elevata. La malaria da P. falciparum arriva a essere letale distruggendo i globuli rossi e quindi causando una forte anemia ma soprattutto ostruendo i capillari che irrorano il cervello (in questo caso si tratta di malaria cerebrale) o altri organi vitali.

 

Come si cura la malaria?

Esistono a disposizione numerosi farmaci in grado di combattere efficacemente la malaria. Una diagnosi accurata e precoce è in ogni caso la chiave principale per gestire in modo efficace la malattia. Attualmente la pratica diagnostica si basa su due approcci: quello clinico che identifica i sintomi della malattia, e quello volto a isolare e riconoscere l’agente causale, utilizzando test specifici o, molto più comunemente, con osservazioni al microscopio. Una rapida risposta all’insorgenza, con trattamento farmacologico con i farmaci più recentemente sviluppati e dati in combinazione, in alternativa alle monoterapie tradizionali, può ridurre significativamente il numero di morti.

 

Quali sono le misure di prevenzione?

Per chi si reca nei paese ad elevata endemia è indicato un trattamento profilattico con farmaci antimalarici. Non esiste un unico schema profilattico applicabile dovunque; pertanto la profilassi idonea per chi si rechi in zona di endemia, va studiata caso per caso, in base al Paese visitato, al tipo di viaggio e al tempo di permanenza. Sul fronte vaccini, la ricerca non ha ancora prodotto un vaccino effettivo anche se esistono diversi possibili candidati su cui gli scienziati stanno lavorando, soprattutto grazie al completamento della sequenza gnomica di Plasmodium spp.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 16 novembre 2019
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

18 novembre - 12:56

La neve caduta in grandi quantità e appesantita anche da pioggia e temperature in risalita è instabile in molte zone. I tecnici: ''Al di sopra dei 2200 m circa gli abbondanti accumuli di neve ventata degli ultimi giorni sono instabili. Queste possono distaccarsi già in seguito al passaggio di un singolo appassionato di sport invernali e, a livello isolato, raggiungere grandi dimensioni''

18 novembre - 12:33

L'Azienda provinciale per i servizi sanitari: "Visite ambulatoriali e prelievi potranno subire qualche disservizio". Nel frattempo i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato un'assemblea sindacale per quanto riguarda le autonomie locali per venerdì 22 novembre dalle 9 alle 13 alla Sala della cooperazione in via Segantini a Trento

18 novembre - 12:38

Nel programma domenicale "Non è l'arena", condotto su La7 da Massimo Giletti, è andata in onda una discussione isterica sull'Alto Adige tra Vittorio Feltri e Michaela Biancofiore, decisamente poco utile alla causa della comprensione della realtà provinciale da parte del grande pubblico nazionale. Alla complessità si è preferita la cagnara, perché insulti e visi avvampati - conditi da gravi inesattezze storiche - fanno più audience

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato