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| 08 ago 2017 | 06:47

Maltempo, interi meleti rasi al suolo. Melinda: "Una delle stagioni più negative di sempre". Vertice in Provincia

Dopo le gelate della primavera e l'inizio di stagione estiva arido, ora le coltivazioni di mele sono state ulteriormente colpite dalla grandine. Dallapiccola: "Oltre al forte investimento finanziario sul profilo assicurativo compiuto in questi anni con grande convinzione dalla Provincia sono stati attivati in collaborazione con Coperfidi dei meccanismi di riduzione del carico finanziario sui mutui delle aziende". All'interno l'impressionante video dei danni

TRENTO. Piante sradicate, rami strappati e frutti, non ancora maturi, danneggiati dalla grandinate oppure caduti per terra. Terminata la grande ondata di maltempo che ha colpito domenica quasi tutto il Trentino ora per l'ennesima volta a contare i danni sono gli agricoltori che nelle scorse ore si sono visti spazzare via interi raccolti.

 

Già provati dalle gelate della scorsa primavera e dalla siccità che ha morso i campi nei primi giorni d'estate sono ancora i meleti a registrare i maggiori danni in diverse zona della provincia.

 

 

Lo conferma anche Andrea Fedrizzi del consorzio Melinda. “Noi partivamo – ha spiegato Fedrizzi - da una base dopo la gelata di questa primavera che si era portata via circa il 70% della raccolta. E' chiaro che ora una parte del 30% rimanente è stato colpito dalla grandinata e sappiamo che l'epicentro è stato l'altopiano della Predaia e alcuni comuni limitrofi. Tutto questo ci porta a dire che abbiamo una delle stagioni più negative di sempre”.

 

Un'intera produzione di mele in ginocchio e in questi giorni le singole aziende agricole assieme ai periti stanno verificando e quantificando l'entità di ulteriori perdite avute dopo il maltempo del weekend.

 

"Ad essere nei guai siamo noi del consorzio oltre che i produttori – spiega Andrea Fedrizzi - perché la vendita sui mercati ora è diventata difficile. La quantità di mele che abbiamo è insufficiente per soddisfare le necessità dei nostri clienti. Negli scorsi anni non avevamo mai avuto alcun problema e riuscivamo a vendere l'intera produzione anche se aumentava. Quest'anno, invece,la situazione è ben diversa. Ora stiamo sondando il mercato per capire come muoverci”.

 

Da parte del consorzio è stata avviata la ricerca di una sinergia con altri produttori anche se la mela con il marchio Melinda di prima qualità è solamente quella raccolta in Val di Non e Val di Sole e quindi sarà limitata.

 

La grandinata di quest'ultimo weekend ha fatto non solo danni quantitativi ma anche qualitativi. Nella zona dell'epicentro sono stati numerosi i problemi. A seconda della rilevanza del danno cambia la categoria delle mele. Quelle con il marchio Melinda sono di prima categoria, poi c'è il marchio MelaSì con mele diverse di aspetto e prezzo. Se la mela presenta ingenti danni va invece all'industria. “Diverse mele – spiega Fedrigotti – sono cadute a terra e queste non sono nemmeno da industria perché non è possibile preservale non essendo nemmeno mature”.

 

Ad ammettere che il 2017 si sta profilando quasi come un 'annus horribilis' per l'agricoltura trentina, la melicoltura in particolare, è anche l'assessore provinciale Michele Dallapiccola. A fronte della situazione che si è venuta a creare è già stata convocata una riunione con i dirigenti e funzionari del Dipartimento Agricoltura per fare il punto e promuovere le iniziative che si rendessero necessarie a sostegno del settore, un comparto determinante per l'economia provinciale. Primo passo, la verifica dei danni: a tal fine, l'assessore Dallapiccola ha dato mandato alla Fondazione Mach e agli Uffici periferici della Provincia di disegnare un quadro preciso attraverso una ricognizione estesa all'intero territorio provinciale.

 

"Dalle notizie che arrivano dalle varie zone frutticole - spiega Dallapiccola - emerge un quadro particolarmente grave e preoccupante, che richiede tuttavia di essere confermato attraverso una valutazione attenta e puntuale; certo è che i fatti di ieri hanno aggravato un quadro che era già pesantemente compromesso a seguito delle precedenti gelate e della siccità".

 

Anche in questo caso gli strumenti a disposizione per 'calmierare' le riduzioni di reddito conseguenti agli eventi avversi sono quelli conosciuti e consolidati. "Oltre al forte investimento finanziario sul profilo assicurativo compiuto in questi anni con grande convinzione dalla Provincia - afferma Dallapiccola - sono stati attivati in collaborazione con Coperfidi dei meccanismi di riduzione del carico finanziario sui mutui delle aziende; molto probabilmente sarà questo lo strumento più importante già attivato e che potenzieremo dopo avere valutato l’effettiva dimensione del problema. Si tratta, per altro, dello stesso tipo di approccio perseguito anche a livello nazionale per rispondere da parte dello Stato con propri provvedimenti allo stato di calamità naturale, recentemente approvato, del quale anche la Provincia di Trento ha inteso far parte”.

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