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Militari al Brennero, Jens Woelk: "Il significato simbolico è molto forte ma aspettiamo che finisca la campagna elettorale"

Il professore di diritto all'Università di Trento: "Potevano mandare più poliziotti, la scelta di effettuare controlli con l'esercito è stata fatta per la sua natura simbolica". In Trentino le preoccupazioni sono minori ma in Sudtirolo il tema è più sentito: "In questo caso i soldati rappresentano la sovranità nazionale"

Di Donatello Baldo - 27 agosto 2017 - 06:50

TRENTO. L'hanno detto e lo hanno fatto. Gli austriaci hanno mandato l'esercito a controllare il confine del Brennero, in aggiunta alla Polizia. Le operazione sono state messe in atto a 25 chilometri dal confine con la frontiera italiana, sulla Brennerautobahn: tre delle quattro corsie sono state chiuse e un centinaio di mezzi sono stati controllati.

Otto funzionari di polizia e sedici soldati che mercoledì scorso hanno predisposto un vero e proprio posto di blocco e ispezionato anche i treni in transito sulla linea che attraversa il confine. L'operazione non si è più ripetuta, e per molti è stata soltanto una 'provocazione', una dimostrazione di forza ad uso e consumo interno: in Austria, tra poche settimane, si vota, e la campagna elettorale si gioca sui temi della sicurezza, come ormai ovunque.

 

Gli ingressi illegali in Austria sono diminuiti: se nel 2015 erano stati 113 mila, nel 2016 il loro numero si è in pratica dimezzato, con 64 mila nuovi ingressi. Anche per questo sembra ingiustificato un aumento dei controlli, frutto piuttosto della pressione politica che tutte le forze in gioco, anche i socialdemocratici e i popolari ora al governo, intendono cavalcare per non perdere il vantaggio sulla destra populista dei liberal-nazionali

 

Sta di fatto che i militari a presidio del confine assumono un significato simbolico molto importante. "Anche se non ho approfondito il diritto austriaco in materia - afferma Jens Woelk,  professore associato di diritto costituzionale comparato presso l'Università di Trento - credo che le basi normative per lo schieramento dei militari siano previste".

 

Ma anche il professore sa che non è questo il punto. "Viene però facile osservare che probabilmente si potrebbero anche mandare, al posto dei militari, lo stesso numero di poliziotti, e il risultato sarebbe lo stesso. La volontà - spiega Woelk - è quella di raggiungere un effetto simbolico, psicologico, politico. E considerato che siamo in campagna elettorale meglio mandare soldati". 

 

Vista dal Trentino questa 'mobilitazione militare' non assume grandi significati, solo qualche perplessità di ordine politico, qualche preoccupazione per le ricadute commerciali se le operazioni dovessero diventare regolari e se si arrivasse alla sospensione di Schengen.

 

Ma in Sudtirolo la simbologia è maggiore, il Brennero assume significati diversi, non solo politici, anche culturali.  "In questo caso i soldati rappresentano immediatamente il significato di statualità, di sovranità, di Nazione. Questo - spiega il giurista - diventa emblema del confine e contrasta con tutto quello che negli anni siamo stati in grado di costruire, la cooperazione, l'Euregio, la trasformazione del Brennero in un confine puramente amministrativo, non più politico". 

 

"Ma la domanda è anche e soprattutto questa - afferma Woelk - cosa può significare in un'Europa unita, forse non più unita come una volta ma formalmente ancora unita, cosa può fare l'Austria da sola con nemmeno 10 milioni di abitanti di fronte al fenomeno dell'immigrazione? Anche questa è un'illusione, non può niente". 

 

Il professore universitario si trova in questi giorni a Berlino. "Ieri ho visto un servizio su un telegiornale tedesco dove hanno fatto vedere Bolzano, la situazione dei profughi, e anche questa cosa del controllo affidato ai soldati.  In questo caso questo gesto simbolico può avere come effetto l'attenzione anche in Germania e quindi un peso maggiore. Questo tema - spiega Woelk - non può che essere affrontato in una dimensione sovranazionale, europea".

 

"Ma aspettiamo ilo 15 ottobre - conclude il professore - aspettiamo che passi la campagna elettorale e che in Austria si vada al voto. Ogni interpretazione rischia di essere viziata dal clima elettorale che si sta concentrando tutto sul tema dell'immigrazione. Durante lo scontro politico la simbologia assume ancora più valore, vediamo cosa succede dopo le elezioni". 

 

 

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