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Monta la protesta contro il Trentino dopo l'ordinanza anti orso. Più di 60 mila firme per fermare la Provincia

Petizione su change e immagini sui social stanno mettendo la Pat nel mirino e domenica ci sarà a Cadine una manifestazione del fronte animalista. Intanto Sono state istallate le trappole per la cattura dell'orso 

Di G.Fin - 26 July 2017 - 07:17

TRENTO. Mentre Angelo Metlicovec, l'uomo aggredito sabato sera dall'orso, sta pensando assieme al proprio avvocato di presentare un esposto alla Procura della Repubblica per verificare la presenza di eventuali reati nella vicenda, a tornare sul tema è stato Ugo Rossi che ha ribadito la necessità di una maggiore autonomia dal Governo nazionale nella gestione degli orsi.

 

“Avere una norma di attuazione sull'orso – ha spiegato Rossi – significherebbe poter decidere in tempi più veloci sulle azioni da fare. Oggi noi possiamo interferire sulla base di un'ordinanza che è legata alla sicurezza delle persone ma possiamo farlo solamente quando questa insicurezza si manifesta. Se avessimo l'autonomia di decidere, si potrebbe fare prima e con più efficacia”.

 

Dal presidente Rossi, però, un richiamo ad una maggiore autonomia anche per riuscire a sedersi al tavolo europeo dove il progetto Life Ursus è nato. “Ci consentirebbe di dialogare – spiega – più facilmente. C'è la necessità di diminuire il numero degli orsi perché sono tutti fermi nella stessa zona e questo alza la percentuale di rischio. Se noi diminuissimo il numero esportandoli in altre zone, la situazione sarebbe migliore”.

 

Non manca poi anche un messaggio a chi in questi giorni critica l'intervento della Provincia nella gestione degli orsi. “C'è chi ci critica – spiega – definendoci dei carnefici mentre altri dicono che non facciamo nulla. Governare è una cosa un po' più difficile e noi cerchiamo di farlo con il buon senso”.

 

Dando seguito all'ordinanza firmata lunedì, il Servizio foreste e fauna ha provveduto ad installare nell'area di Terlago ed altre adiacenti, oggetto dell'attacco dell'orso avvenuto sabato, delle trappole per la cattura dei plantigradi, al fine di procedere con il loro radiocollaraggio e l'identificazione genetica. Le trappole operative da ieri pomeriggio sono tre: due trappole a tubo ed un sito di cattura con laccio. La procedura prevede che l'animale intrappolato venga narcotizzato al fine di consentire alla squadra di cattura di effettuare le operazioni di radiocollarizzazione - con l'applicazione di un radiocollare e microchip - e il prelievo del materiale genetico, in particolare peli e sangue. Il profilo genetico dell'animale verrà poi confrontato con quello che i tecnici stanno ricavando dai reperti raccolti dopo l'incidente di sabato, al fine di stabilire in via definitiva l'identità dell'animale protagonista dell'attacco. A questo punto, potrà partire l'operazione di rimozione, sulla base di quanto previsto dall'ordinanza. 

 

Non accennano però a diminuire su internet le ormai numerose posizioni prese soprattutto dagli animalisti contro l'ordinanza emessa ieri da Rossi che prevede l'intervento "di monitoraggio, identificazione e rimozione di un orso pericoloso per l'incolumità e la sicurezza pubblica".

 

Sulla piattaforma Change.org è già stata presentata una petizione da parte dell'ENPA - Ente Nazionale Protezione Animali per chiedere di “sospendere ogni giudizio fino a quando non sarà chiarita la dinamica dei fatti” sottoscritta da circa 64 mila sostenitori.

 

Dal punto di vista delle mobilitazioni, la prima arriva dal Fronte animalista che sta organizzando un “Presidio contro l'ordine di eliminazione per l'orso di Cadine” per domenica prossima a partire dalle 10 a Trento.

Non manca poi chi cerca anche di ironizzare sulla vicenda e sulla presenza degli orsi in Trentino mettendola in chiave turistica: “Le tue vacanze da brivido, ti garantiamo adrenalina pura su ogni sentiero, in ogni momento la possibilità di un incontro emozionante che lascerà il segno”. Il messaggio è riportato in un'immagine che sta circolando su WhatsApp e sui social.


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