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Nuovo canile, Pattini (Patt) "L'elettrodotto venga interrato". I gestori "Vogliamo verifiche oggettive sulla non pericolosità"

Sulla realizzazione della nuova struttura che dovrà ospitare circa 60 cani  la "Lega nazionale per la difesa del cane" chiede al Comune l'istituzione di un tavolo

Pubblicato il - 21 ottobre 2016 - 16:57

TRENTO. Sul futuro del nuovo canile si continua a discutere. Se dopo anni finalmente si è riusciti a trovare un'area per la nuova struttura, immediatamente sono iniziate le critiche e i distinguo sia da parte della politica che dalle associazioni.

 

Nell'ultima seduta della commissione urbanistica del Comune di Trento è stato presentato il piano di quello che sarà il futuro canile costruito con un investimento di 600 mila euro da parte della Provincia e di altri 300 mila euro da parte del Comune, in un'area di proprietà della Patrimonio della Trentino e che verrà data in comodato d'uso fino al 2026. A gestire oggi il canile di Trento è la sezione trentina della “Lega nazionale per la difesa del cane” che vede come presidente il veterinario Luca Lombardini.

 

“La somma messa a disposizione per il futuro canile – ci ha spiegato Lombardini – è molto buona ma i soldi devono essere spesi in maniera ragionata. Le cose oltre ad essere belle devono essere anche funzionali e per questo ci auguriamo che il prima possibile il Comune istituisca un tavolo per riuscire assieme a capire le funzioni e le esigenze del futuro canile”.

 

Dal 2008 si parla a Trento di una nuova area dove accogliere i cani. Sono stati analizzati diversi luoghi in tutto il territorio e a quasi 10 anni dall'avvio del ragionamento, oggi finalmente si hanno dei punti fermi. “In questi anni – ha spiegato Lombardini – chi prima e chi dopo, ci sono sempre stati dubbi. Oggi ci troviamo davanti ad un futuro canile che viene definito ancora provvisorio ma questo non ci preoccupa visto che dove ci troviamo ora, è 'provvisorio' da 25 anni”.

 

Sulla struttura del nuovo canile ancora non si sa quasi nulla se non che dovrà ospitare circa 60 cani.

 

“Il futuro canile – ha spiegato il presidente della Lega nazionale per la difesa del cane – da quello che si è capito è molto funzionale per gli operatori e mi auguro quindi che sia tutto a norma di legge per chi ci lavorerà. Altro, però, non si sa. Per questo a nostro parere un confronto con chi gestisce questo canile da 10 anni non sarebbe male anche per non fare acquisti inutili”.

 

In merito alla polemiche sorte negli ultimi giorni sulla presenza nell'area di un elettrodotto, Lombardini ha chiarito che come gestore chiederà “delle valutazioni oggettive e magari altre verranno anche fatte da nostri tenici  per arrivare ad una certezza assoluta di sicurezza”.

 

Su quest'ultimo tema a dibattere è anche la politica. Se ieri a criticare era il M5S, oggi a sollevare la questione sul problema dell'elettrodo è il capogruppo in Comune a Trento del Patt, Alberto Pattini. “Io sono stato il primo a sollevare questa criticità. Per quanto riguarda gli elettrodotti, esisteste una normativa ben precisa del 2008 che indica delle fasce di rispetto. Per il futuro canile la fascia di rispetto esiste nella zona dove sono presenti le gabbie mentre non è presente nell'area passeggio dove la legge indica che ci deve essere una presenza non superiore a 4 ore”.

 

Il problema per il capogruppo del Patt non riguarda il fare oppure il non fare il canile visto che ormai l'iter del progetto è molto avanti ma il segnale politico che viene dato. “Sicuramente – ci dice Pattini – il segnale politico che viene dato è di scarso livello verso il rispetto degli animali e questa è una cosa negativa”.

 

L'intenzione, quindi, da parte del Patt è quella di chiedere una promessa alla Giunta comunale affinché “ siano messe in campo tutte le procedure perché l'elettrodotto venga interrato”.

 

Molto critica sulla nuova soluzione trovata per il canile è invece la delegata dell'Oipa, Ornella Dorigatti. “ Da anni si cerca una zona per questo canile – spiega – e potevano trovare di meglio. Stiamo parlando di un terreno in comodato d'uso e non di proprietà e con sopra un elettrodotto che potrà causare danni a persone e animali”

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