Contenuto sponsorizzato

Piano straordinario di sicurezza: in strada oltre 500 poliziotti e carabinieri. Intanto San Martino chiede di estendere il "Daspo urbano"

Dopo la giornata di scontri del 22 giugno (conclusasi con tre feriti e della quale proviamo a dare una chiave d'interpretazione) le forze dell'ordine di Trento hanno potuto contare sull'appoggio del battaglione dei carabinieri di Laives, del reggimento di Mestre e di altri reparti della polizia. In due settimane sono state arrestate 9 persone e denunciate in 10 

Di Luca Pianesi - 07 luglio 2017 - 13:13

TRENTO. Una media di 4 pattuglie ogni 6 ore, in strada a monitorare la situazione, 65/70 agenti e carabinieri impegnati giornalmente nel controllo del territorio, l'appoggio del battaglione dei carabinieri di Laives, del reggimento di Mestre, dei reparti prevenzione crimine di Milano, Torino e Padova e della polizia di Padova. E' imponente il controllo del territorio messo in campo dal questore di Trento d'Ambrosio nelle ultime due settimane. Dal 23 giugno, infatti, è stato attuato un piano straordinario di contrasto al crimine divenuto necessario visto l'acuirsi, prima di tutto, degli scontri in Piazza Dante tra i due principali gruppi che frequentano il parco.

 

La giornata peggiore, infatti, è stata il 22 giugno cominciata, nei fatti, già la sera del 21 quando nel parco, al Liber Cafè, durante un evento organizzato anche per restituire l'area alla comunità, sono cominciate a volare bottiglie e sanpietrini. Le persone che frequentano la piazza e che la conoscono bene (e che abbiamo provato a raccontare anche nei giorni degli scontri per ribadire che non solo criminali frequentano la piazza ma che ci sono anche moltissime persone pacifiche ed estranee ai disordini) già il giorno dopo ci avevano dato una chiave di lettura di quel che stava succedendo e che sarebbe successo nelle ore a seguire. Il gruppo dei centro africani, infatti, starebbe cercando di fare le "scarpe" a quello dei nord africani che da anni opera nella zona di spaccio tra Piazza Dante e Santa Maria e in più avrebbe "offeso" i secondi presentandosi a un incontro con i primi con bottiglie di alcolici in mano.

 

Era il 31 maggio e due ragazzi centroafricani, in barba al Ramadan che era cominciato da soli quattro giorni, si sarebbero messi a bere davanti ai nordafricani mancandogli, così, di rispetto. A quest'ultimi serviva un pretesto, una miccia per rimettere "al loro posto" i primi e sono quindi cominciati a volare gli insulti, le minacce e poi sono cominciati gli scontri, molto estesi, sedati, poi, dalle forze dell'ordine che si erano recate in massa nella piazza. Da quel giorno sarebbe cominciata una vera caccia all'uomo, anzi, agli uomini, ai due ragazzi di qui sopra. Caccia che si è scatenata in tutta la sua violenza proprio a cavallo tra il 21 e il 22 giugno. I due gruppi si sono scontrati a più riprese tra bottigliate, sassi, calci e pugni. Il 22 giugno, nello specifico, si è concluso con tre feriti: due nordafricani colpiti alla testa da bottigliate e un nigeriano pestato violentemente (30 giorni di prognosi) davanti alla stazione mentre un altro si era nascosto dentro un autobus, preso a sua volta a bottigliate.

 

Lo scontro non degenerò ulteriormente grazie al tempestivo intervento delle forze di polizia che erano già presenti, in numero cospicuo, nelle zone limitrofe della piazza, essendo la situazione sotto attenzione visti i precedenti eventi. Il questore di Trento ha pertanto, disposto un immediato piano di contrasto, che ad oggi ha visto l’impiego straordinario complessivo di oltre 500 unità della polizia e dei carabinieri, con l’utilizzo del personale del reparto mobile della polizia di Padova e del Reggimento di Mestre e del Battaglione dell’Arma dei carabinieri di Laives, nonché dei Reparti prevenzione crimine di Milano, Torino e Padova e del personale in borghese della squadra mobile.

 

Il tutto oltre ai servizi di controllo del territorio (volante e radiomobile) presenti nella città di Trento, con circa 16 pattuglie sulle 24 ore, con una media di 4 pattuglie ogni 6 ore. In particolare dal 23 ad oggi giornalmente sono stati impegnati 32 agenti/carabinieri del controllo del territorio (volante radiomobile attività ordinaria); 20 agenti/carabinieri dei reparti inquadrati; 15 agenti dei reparti prevenzione crimine per un totale di circa 65/70 unità al giorno. Nello stesso periodo sono state inoltre rafforzate le attività di repressione dei reati, con l’impiego di decine di unità della squadra mobile, che hanno portato all’arresto di 9 persone e, alla denuncia di 10 persone per fatti inerenti allo spaccio di stupefacenti, nonché alla segnalazione di diversi assuntori di sostanze stupefacenti alla autorità amministrativa.

 

Ed è, anche, stata gestita nel migliore dei modi una spinossisima situazione esplosa a Villazzano tre giorni fa, quando per questioni familiari irrisolte due nuclei di sinti si sono affrontati con coltelli, mazze e tirapugni e solo grazie al grande dispiegamento di forze messo in campo dalle forze dell'ordine la situazione non è degenerata ulteriormente (quattro di questi sono stati poi accompagnati in questura e denunciati per porto abusivo di armi ed espulsi con foglio di via del questore dal territorio di Trento).

 

E anche a livello istituzionale si sono cercate soluzioni: la prima adottata è quella del Daspo di 48 ore da dare a chi delinque. Questo prevede il decreto Minniti, tanto invocato in questi ultimi mesi come soluzione ai problemi di piazza Dante, e questo è stato introdotto. E quindi chi danneggerà gli arredi urbani, avrà comportamenti lesivi dell'incolumità delle persone, bivaccherà e occuperà panchine con comportamenti contrari alla decenza, del decoro e dell'igiene, salirà su monumenti e fontane, farà accattonaggio molesto e farà la pipì per strada potrà essere allontanato dal centro storico per due giorni. Poco? Tanto? Sicuramente un segnale e uno strumento in più dato alle forze dell'ordine. E, poi, questo la legge prevede di fare. 

 

Intanto sul tema ci ha scritto il Comitato Vivi San Martino che chiede che il provvedimento venga esteso anche a loro. "Ci ha sorpreso non poco apprendere che l’area delimitata dal provvedimento è ristretta a Piazza Dante, centro storico e poco oltre - scrive il comitato di cittadini -. Sappiamo che le zone di spaccio sono anche altre, e chi fa questo 'mestiere' non ha difficoltà a spostarsi di qualche centinaio di metri se la situazione lo richiede. Tra le zone di maggiore frequentazione per queste persone c’è sicuramente, ahinoi, il rione di San Martino, soprattutto lungo l’asse tra piazza Centa e parco della Predara. Si arriva fin sotto al castello del Buonconsiglio, una delle aree urbane più belle e caratteristiche della città. Che però, a quanto pare, non sarà interessata dai nuovi provvedimenti di ordine pubblico".

 


 

"San Martino non è sempre area di spaccio e di delinquenza - proseguono Vivi San Martino -. Al contrario, esso vive periodicamente lunghi periodi di “libertà” dalla microcriminalità, in funzione dei controlli di polizia e delle iniziative messe in campo per arginare il fenomeno anche attraverso l’attività degli esercizi pubblici, e gli eventi che vi si organizzano. Un contributo fondamentale è venuto anche dall’amministrazione comunale, che ha realizzato negli anni scorsi importanti investimenti nella riqualificazione del quartiere. Ci spiacerebbe veder ripiombare il nostro rione nell’oscuro 'presidio' di criminali, piccoli o grandi, dediti allo spaccio, al vagabondaggio o altre attività poco compatibili con la civile convivenza di una comunità. Ci spiacerebbe che questo pezzo di città venisse percepita come una sorta di 'zona franca' dove poter stazionare. Non è per questo che la gente di San Martino si batte da anni per recuperare il rione alla dignità di borgo civile che le spetta".

 

 

"Chiediamo pertanto - concludono - che anche il quartiere di San Martino sia inserito a pieno titolo tra le aree da tutelare, compresa la possibilità di adottare provvedimenti di ordine pubblico quali il 'Daspo urbano'. È il minimo che si può chiedere a chi ha la responsabilità della sicurezza di questa città".

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 25 febbraio 2021
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

25 febbraio - 20:21

Sono 204 le persone che ricorrono alle cure del sistema ospedaliero di cui 36 pazienti sono in terapia intensiva e 43 in alta intensità. Oggi comunicati 3 decessi. Sono 85 i Comuni che presentano almeno una nuova positività

25 febbraio - 20:46

L'allerta è stata lanciata intorno alle 19 sotto il rifugio Marchetti. La macchina dei soccorsi è entrata subito in azione per il timore che potessero esserci persone travolte e sommerse dalla neve

25 febbraio - 19:34

L'allerta è scattata intorno alle 18.30 di oggi nella zona del lago Pudro a Madrano. Un'area di circa 13 ettari, occupata per la maggior parte da una torbiera e situata a circa 1 chilometro da Pergine. In azione la macchina dei soccorsi

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato