Profughi alla Vela, la Lega Nord raccoglie le firme per dire 'No'. L'Altra Trento a Sinistra: "Sbagliato, no alle strumentalizzazioni". Blitz notturno di CasaPound
La questione dell'arrivo dei richiedenti asilo all'ex studentato della Vela tiene banco. La Lega Nord lancia una petizione per chiedere al Sindaco e alla Giunta di scongiurare l'arrivo, mentre l'Altra Trento boccia la raccolta firme. Contrari ai profughi anche gli attivisti di CasaPound

TRENTO. La Lega Nord alza il tiro, dopo il presidio di giovedì 4 maggio alla Vela per manifestare la contrarietà all'apertura dell'ex studentato per accogliere i richiedenti asilo, gli esponenti del carroccio lanciano la raccolta firme a sostegno della petizione popolare per bloccare questa decisione.
"L'abitato della Vela - spiega Martina Loss, consigliera circoscrizionale Centro storico-Piedicastello - è un quartiere piccolo e isolato rispetto alla città. Gli equilibri sono delicati per l'elevata presenza di ambiti storici e naturalistici rimasti immutati nel tempo. I criteri di integrazione non devono usurpare questi valori. Non è questo il metodo per effettuare un vero incontro con la cittadinanza, anzi in questo modo si ostacola il quieto vivere".
E' una scelta della Provincia, che forse ha sollecitato questa 'messa a disposizione' della struttura della Vela. Come affermato dall'assessore Luca Zeni "non ci si può sottrarre dal dovere della gestione dello 0,9% degli arrivi sul suolo nazionale" e questa decisione è stata comunicata al Comune il 3 maggio scorso: i numeri sono ancora incerti, ma l'amministrazione provinciale valuta la possibilità di inserire all'ex studentato un numero di profughi sufficiente per riempire gli appartamenti della struttura. si tratterebbe di ragazzi giovani e tutti di sesso maschile.
"Oltre a quanto premesso, questa possibilità - spiega la consigliera circoscrizionale - non considera la volontà popolare e il gruppo di nuovi arrivati 'invaderebbero' gli spazi del tranquillo abitato che conta poco più di 1.000 abitanti, sconvolgendo equilibri e ritmi, alterando inoltre la percezione di sicurezza nelle azioni quotidiane".
Per questo motivo, i cittadini della Vela, sostenuti dalla Lega Nord, sabato 6 maggio dalle 9 al piazzale antistante il centro polifunzionale, avvieranno questa raccolta firme per chiedere al sindaco e alla Giunta comunale i fermare l'arrivo dei richiedenti asilo, attivando soluzioni tempestive e alternative. "L’esperienza - dice Loss - in altre zone della città, indica come alla presenza di gruppi corposi di richiedenti asilo corrisponda un aumento del degrado, senza dimenticare episodi di violenza e deterioramento della qualità della vita nei quartieri circostanti".
Decisamente contraria alla petizione del carroccio è la forza politica dell'Altra Trento a Sinistra. "Questa iniziativa - spiega Antonia Romano, consigliera circoscrizionale - è un ulteriore tassello dell'intolleranza e della propaganda razziale che i rappresentanti della Lega Nord, ormai lontano anni luce dai suoi ideatori, propone senza alcun riguardo per le persone, senza alcun rispetto per la loro dignità".
L'Altra Trento a Sinistra disapprova quindi la raccolta firme e invita i cittadini e le cittadine della Vela a non lasciarsi strumentalizzare da chi non ha mai usato un solo argomento politico diverso dalla difesa nazionalistica e identitaria di una società che non esiste nei termini da loro immaginati.
"L'arrivo di richiedenti asilo alla Vela - aggiunge la consigliera comunale - rientra nel normale progetto di accoglienza finora ben gestito, nonostante i margini di miglioramento, dalla Provincia. E' necessario affrontare il tema della costruzione di nuove comunità con serenità e pacatezza, altrimenti si rischia di dimenticare che siamo abitanti di una città vocata all'accoglienza e all'inclusione".
Il fenomeno migratorio "non potrà essere arrestato - conclude Romano - né da firme di cittadini e cittadine strumentalizzate da nuovi e vecchi populisti né da leggi che palesemente contrastano con la nostra Costituzione. Il fenomeno migratorio va gestito con razionalità e buon senso, con la consapevolezza che l'unica strada percorribile è quella dell'apertura di canali umanitari europei, dell'interazione tra persone, culture e religioni diverse, dell'abolizione del reato di clandestinità e della cancellazione della legge Bossi-Fini, della solidarietà contro ogni forma di intolleranza e discriminazione".
Anche Casa Pound si muove invece per scongiurare l'arrivo dei profughi alla Vela e gli attivisti nella notte hanno esposto uno striscione per manifestare il proprio dissenso: "In questi giorni - commenta Filippo Castaldini, responsabile di CasaPound Trento - si parla di alleggerire il numero dei profughi ospitati alla residenza Fersina e quindi, a breve, alcuni di loro verranno spostati a Vela. Trento e il Trentino non hanno bisogno di spostare finti profughi da una struttura all’altra ma di smettere di accogliere persone che non hanno il diritto allo status di rifugiati e non provengono da paesi in guerra".
Trento conta oltre seicento richiedenti asilo e il quoziente di numero di richiedenti asilo per numero di abitanti è oltre il 150%: "Alla residenza Fersina - conclude Castaldini - ci sono 301 maschi di età media 24 anni e nessuno di loro proviene da paesi in guerra, per questo siamo stufi delle bugie dell’assessore Zeni e della Provincia che sotto il paravento della solidarietà continuano a sfruttare il business dell’accoglienza facendo riversare nelle nostre città orde di nullafacenti".












