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Rischio estremismo in carcere, l'Imam Breigheche "Incontro i detenuti due volte al mese, serve tenere alta l'attenzione"

Secondo l'ultimo rapporto del nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria a Trento sono una decina i detenuti di religione islamica sotto sorveglianza

Di Giuseppe Fin - 07 January 2017 - 19:06

TRENTO. Hanno atteggiamenti che si possono definire estremisti e che derivano dal non conoscere la realtà dei fatti e della religione. Persone che vengono rinchiuse per qualche reato e assumono poi comportamenti che rilevano qualche forma di radicalizzazione.

L'asticella di attenzione da parte della Polizia Penitenziaria è alta anche in Trentino, al carcere di Gardolo, dove, secondo i dati oggi dal Corriere del Trentino, (riferiti all'ultimo rapporto del nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria), sarebbero una decina i detenuti sotto sorveglianza perché a rischio a radicalizzazione.

 

Per contrastarla già in passato il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria ha stretto una convenzione a livello nazionale con l’Ucoii per autorizzare la presenza di Imam nelle strutture penitenziarie al fine di svolgere assistenza spirituale.

Nel carcere di Spini per due volte al mese, con incontri di circa un'ora, ad essere presente è l'Imam di Trento, Aboulkheir Breigheche, che porta avanti l'attività di guida spirituale con i detenuto che decidono di incontrarlo.

 

Imam Breigheche, secondo la sua esperienza svolta in questi anni, tra i detenuti presenti al carcere di Spini di Gardolo ci sono stati segnali di radicalizzazione e c'è qualche pericolo che possano aumentare?

“Questa è una domanda facile a cui rispondere ma allo stesso tempo difficile. Bisognerebbe chiedere alle autorità che gestiscono il carcere e che vedono più da vicino il comportamento della popolazione carceraria di religione islamica. Per quanto mi riguarda, io frequento come ministro di culto il carcere due volte al mese ed incontro chi lo desidera e chi accetta di avere assistenza spirituale e religiosa islamica. Incontro in media una ventina di persone e tra queste alcune hanno avuto degli atteggiamenti un po' estremisti basati però sull'ignoranza più che su ideologie. Questi atteggiamenti ho cercato di smussarli”.

 

Quando parla di “atteggiamenti un po' estremisti” a cosa si riferisce?

“Intendo atteggiamenti, per esempio, nei confronti dell'Occidente che loro credono combini guai nei nostri Paesi di origine. Non conoscendo però la reale situazione e avendo un certo livello culturale, in loro sono comparse alcune idee un po' estremiste”

 

Dagli incontri che lei ha con queste persone ha visto dei cambiamenti?

“Con quelli che frequentano il gruppo di incontro ho notato un ottimo risultato con il passare del tempo. Vedo che riusciamo a dialogare e, come già detto, a smussare eventuali atteggiamenti e idee particolari. Quasi nessuno ha una ideologia islamica religiosa estremista, ma sono persone che, con tutto rispetto, sono ignoranti anche nella propria religione islamica perché nel loro passato hanno frequentato altri ambienti e non quelli religiosi".

 

L'attenzione deve quindi essere alta?

“Io credo che l'attenzione e la sorveglianza deve essere massima perché sono persone che purtroppo hanno commesso errori gravi nella loro vita che potrebbero condurre ad altri anche dal punto di vista del terrorismo. Ma non possiamo giudicare così superficialmente se non su dati concreti. Se delle persone sono sorvegliate, questo non significa dire che sono etichettate di terrorismo o altro. Sono persone che hanno più bisogno di essere ascoltate, di dialogare per capire le loro idee”.

 

Sono abbastanza i due incontri che lei svolge al mese presso il carcere di Spini di Gardolo?

“La direzione del carcere è molto disponibile. Questa però è la disponibilità che riesco a dare e cerco di fare il mio meglio. Non servirebbero più ore 'classiche' come quella del sermone del venerdì ma vedrò a breve di proporre alla direzione del carcere di creare dei momenti diversi di incontro generale nei quali si possa parlare liberamente anche di problemi connessi alla religione e a quello che succede nel mondo”.

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