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Scialpinismo, incidenti e sanzioni. Bassetti (SAT) "Serve gestire il fenomeno. Regole del 1987 da cambiare"

Ad intervenire è anche il M5S con Filippo Degasperi: "La pratica va regolamentata ma è inaccettabile che a 4 anni dall'approvazione di una legge che indica specifici obblighi chi aveva il dovere di provvedere non l'abbia ancora fatto”

Pubblicato il - 04 March 2017 - 18:49

TRENTO. “Servono quanto prima delle regole per la sicurezza delle persone e per porre fine anche all'ansia degli operatori per possibili incidenti”. La pratica dello scialpinismo ha conosciuto negli ultimi anni un vero e boom  di appassionati. Un exploit  che non ha però visto un parallelo sviluppo normativo affinché questa pratica sportiva fosse regolamentata.

 

Negli ultimi giorni le cronache locali danno notizia di incidenti e comportamenti scorretti. Nel primo caso, come scrive il quotidiano “Trentino”, tre scialpinisti sono finiti a tutta velocità contro il cavo d'acciaio del gatto delle nevi ferendosi per poi fuggire per evitare conseguenze. Nel secondo caso, invece, sempre a Madonna di Campiglio, i carabinieri hanno fermato e multato sei scialpinisti che, alla chiusura delle piste, risalivano i pendii normalmente destinati agli sciatori.

 

Ora a chiedere delle regole è anche il presidente della Sat, Claudio Bassetti. “Nel 2012 è stata fatta una legge – ha spiegato – e c'era tempo 60 giorni per fare i regolamenti. Oggi siamo nel 2017 e non si sa più nulla. Quello che rimane in vigore è del 1987 ma sappiamo tutti perfettamente che la situazione è cambiata e serve immediatamente intervenire perché sono moltissimi oggi quelli che praticano lo scialpinismo e saranno ancora di più nei prossimi anni”.

 

L'unica strada ad oggi percorribile, afferma Bassetti, “è gestire questo fenomeno prima che i conflitti tra i vari portatori di interesse creino distanze incolmabili”.

 

Ognuno, quindi, deve fare la propria parte. “Le varie pratiche sportive – continua Bassetti – hanno il diritto di coesistere. Detto questo, però, la politica deve attivarsi per arrivare alla formulazione dei regolamenti per lo scialpinismo e solo allora gli interessati possono sedersi tutti assieme ad un tavolo e trovare le varie modalità per gestire il fenomeno in maniera condivisa. E' interesse di tutti”.

 

A criticare l'assenza di un regolamento per la pratica dello scialpinismo è anche il consigliere provinciale del M5S, Filippo Degasperi.

 

“Lo scialpinismo – ha spiegato il consigliere - ha un impatto ambientale quasi nullo e garantisce un altissimo valore aggiunto, sia in termini di valorizzazione delle professioni della montagna che in termini di apprezzamento del nostro territorio. La Giunta provinciale pare però non rendersene conto, appagata probabilmente dai milioni di euro pubblici spesi per acquistare tonnellate di ferraglia sulle nostre montagne”.

 

Per quanto riguarda la legge del 2012, continua Degasperi, “il termine previsto dalla legge per l'adozione del regolamento (60 giorni) è trascorso da 4 anni e pare che nulla si sia mosso. Non dimentichiamo l'ordine del giorno n. 346/XIV che, 4 anni fa, prevedeva l'immediato avvio di un tavolo di confronto tra esercenti funiviari, professionisti della montagna e federazioni sportive per favorire la pratica dello scialpinismo e la coesistenza con gli altri sport”.

 

Nel 2014, in aggiunta a tutto questo, era stata presentata una mozione che ribadiva la necessità di applicare la norma per permettere "finalmente la pratica sicura dello scialpinismo".

 

“A quanto ci risulta – conclude Degasperi - pare che si sia sempre immobili al punto di partenza. E' certo che la pratica vada regolamentata ma è inaccettabile che a 4 anni dall'approvazione di una legge che indica specifici obblighi chi aveva il dovere di provvedere non l'abbia ancora fatto”.

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