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Scuola nel caos: il Consiglio di Stato dà ragione ai precari. Pronto il commissariamento della Provincia

Delsa comunica che ieri il tribunale ha dato torto al dipartimento istruzione della Provincia e già predisposto che se entro 30 giorni non verranno inseriti i 168 ricorrenti nelle graduatorie arriverà da Verona il commissario. Si rischia lo stravolgimento delle graduatorie e la rivoluzione degli insegnanti in molte classi del Trentino

Pubblicato il - 04 novembre 2016 - 12:27

TRENTO. Commissariamento dell'ufficio scolastico provinciale. Il Consiglio di Stato ha dato ragione agli insegnanti precari abilitatisi con il vecchio sistema (il diploma magistrale ante 2002) e ha disposto che se entro 30 giorni la Provincia non adempirà all'ordinanza cautelare già emessa il 5 agosto 2016 (la numero 3377) che disponeva l'inserimento con riserva dei 164 insegnanti ricorrenti nella graduatoria per titoli trentina si procederà al commissariamento dell'ufficio scolastico guidato da Livia Ferrario. Cosa vuol dire? Che il mondo della scuola trentina è letteralmente scosso dalle fondamenta che provocherà cambi di cattedre a cascata e, potenzialmente, rivoluzionerà le classi di moltissime scuole. Anche perché questi insegnanti hanno in media un'anzianità di servizio (tra supplenze e altro) di 8 anni mentre nell'attuale quarta fascia ce ne sono molti con anche meno di 2 anni di anzianità. Il che vuol dire che il loro inserimento a pettine potrebbe provocare una vera rivoluzione nelle graduatorie.

 

"Il consiglio di Stato Italiano aveva disposto, infatti, l'inserimento con riserva degli insegnanti di scuola primaria rappresentati dal sindacato Delsa - spiegano i rappresentanti sindacali - nella fascia aggiuntiva delle Gpt trentine, al fine della stipula di contratti a tempo determinato e indeterminato per l'anno scolastico in corso. L'ufficio scolastico provinciale trentino, attualmente guidato dalla dott.ssa Livia Ferrario, non aveva dato seguito all'ordinanza. I 164 ricorrenti, rappresentati dal Sindacato Autonomo Trentino Delsa, si erano rivolti al giudice più di due anni fa, lamentando l’esclusione dalle graduatorie pur essendo in possesso di regolare abilitazione al pari degli attuali laureati in Scienze della Formazione Primaria (cui la quarta fascia veniva riservata). Nella giornata di ieri, 3 novembre 2016,  i giudici di Palazzo Spada hanno imposto un termine di 30 giorni al termine del quale, se non verrà data esecuzione puntuale e dettagliata all’ordinanza del 5 agosto 2016, interverrà in via sostitutiva il sovrintendente dell'ufficio scolastico regionale di Verona in veste di Commissario Ad Acta. Quest’ultimo solleverà dagli incarichi i dirigenti dell’ufficio provinciale per poi dar dovuto seguito a quanto stabilito dal Consiglio di Stato".

 

"L’istanza di esecuzione diramata nella giornata di ieri dalla sezione n. 6 del Consiglio di Stato, presieduta dal consigliere Roberto Giovagnoli - prosegue Delsa - scandisce nel dettaglio le fasi per l’esecuzione dell’ordinanza e non lascia spazio ad interpretazioni: “La Provincia avrebbe dovuto dapprima inserire i ricorrenti nella fascia aggiuntiva e successivamente, tenendo conto della loro posizione, procedere alla stipula dei contratti a tempo determinato e indeterminato previa individuazione dei beneficiari". Continua poi: "L'assegnazione di incarichi a tempo determinato o indeterminato per l'attuale anno scolastico deve tener conto della presenza dei ricorrenti nella graduatoria per titoli e della posizione dagli stessi ricoperta (...)

 

In altri termini parrebbe tutto da rifare poiché le nomine effettuate dagli uffici scolastici, attingendo ad una graduatoria non opportunamente integrata, sarebbero illegittime e dovrebbero quindi essere nuovamente riformulate.

 

"Il termine dato ieri è perentorio - aggiunge Delsa - se entro 30 giorni non verrà data esecuzione puntuale e dettagliata all’ordinanza del 5 agosto 2016, con cui il Consiglio di Stato, disponeva in via cautelare l’inserimento dei ricorrenti, interverrà in via sostitutiva il sovrintendente dell'ufficio scolastico regionale di Verona in veste di commissario. Quest’ultimo solleverà dagli incarichi i dirigenti dell’ufficio scolastico regionale per poi dar dovuto seguito a quanto stabilito dal Consiglio di Stato. Le conseguenze sul sistema scolastico trentino saranno l’ annullamento degli attuali contratti, stipulati con riserva il 31 agosto e il conseguente rimescolamento dei docenti di tutte le scuole trentine, con grave danno in termini di continuità scolastica non solo per le centinaia di lavoratori coinvolti, ma soprattutto per gli alunni che a dicembre potrebbero non trovare in classe più i propri maestri".

 

“In considerazione della portata del danno causato a centinaia di soggetti coinvolti sull’intero sistema scuola, ci chiediamo: cosa sarebbe avvenuto se tutto questo fosse accaduto nell’ambito di una azienda privata? A livello politico sarà effettuata una seria e doverosa valutazione sull'operato amministrativo e sulla attuale gestione del sistema scolastico  trentino?”. Si domanda il rappresentante trentino di Delsa Pericolo che aggiunge: “Pur non essendo responsabili ma vittime di questa situazione vogliamo dare margine di trattativa politica sulla vicenda, individuando soluzioni che siano di buon senso e capaci di contemperare agli interessi del sistema scolastico e dei ricorrenti. Questo al fine di contenere i danni che inevitabilmente si produrranno su scuole, alunni e docenti.” 

 

E poi rischia di aprirsi anche la voragine ricorsi. Questi insegnanti, infatti, per una scelta della Provincia non avrebbero potuto ricoprire per due anni incarichi, a questo punto parrebbe legittimi, per via del loro titolo ritenuto in Trentino non abilitante. Il danno economico potrebbe non essere di poco conto se calcolato per tutti e i 168 ricorrenti. 

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