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"Se fosse un trafficante di uomini?": i dubbi sull'affidamento di un minore straniero a un 18enne

Lo studio Canestrini solleva perplessità su un provvedimento di affido rilasciato dalla Questura di Bolzano con l'avvallo della Procura

Di Donatello Baldo - 13 ottobre 2016 - 13:53

BOLZANO. Durante un controllo di polizia, un minorenne somalo non accompagnato è stato trovato davanti alla stazione dei treni di Bolzano. Accogliere un minore è un dovere dello stato, un obbligo che non può assolutamente essere ignorato. Gli agenti infatti lo portano in Questura per l'identificazione e per il successivo affidamento presso una struttura di accoglienza. Ma – si legge nel verbale di affido – da parte delle strutture ricettive non arriva nessun “riscontro positivo”, non c'è posto. Viene quindi avvisato il Pubblico Ministero di turno presso il Tribunale dei Minori, la dottoressa Antonella Fava e “il minore viene affidato a sedicente cittadino del Gambia”, maggiorenne da soli tre mesi.

 

Una vicenda molto strana: un minorenne somalo viene affidato ad un 18enne del Gambia. Così, senza nessun apparente approfondimento, senza verifiche accurate, senza sapere dove poi andrà questo minorenne. Tra i due che rapporti ci sono? Presumibilmente nessun rapporto di parentela. E allora perché l'affido a questo “sedicente cittadino del Gambia”?


A porre questi interrogativi un post che campeggia sulla pagina Facebook dello studio Canestrini: “Un minore non accompagnato, somalo, portatore di diritti previsti da fonti internazionali e nazionali (il diritto alla protezione, alla salute, all'istruzione, all'unità familiare, alla tutela dello sfruttamento, .) a causa delle carenze delle strutture pubbliche, sentito il parere del PM Tribunale Minori, la Polizia lo affida ... ad un cittadino gambiano”. Ma la domanda che si fa lo studio Canestrini è questa: “Che cosa ci faceva il cittadino del Gambia con il ragazzino?”. Un dubbio atroce: “Forse lo Stato Italiano ha affidato questo minorenne ad un passeur, a un trafficante di uomini”.

 

Alla dottoressa Antonella Fava, quel giorno di turno presso la Procura di Bolzano, è stato sottoposto il provvedimento: “Chieda in Questura – afferma al telefono – sono loro che si occupano di queste cose, non dipendono dalla Procura”. Faccio presente che nel verbale si legge che l'affido è stato sottoposto alla sua autorità, che sulla questione degli affidi le procure c'entrano eccome (le ricordo che sull'affidamento di Ruby Rubacuori all'igienista dentale di Silvio Berlusconi Nicole Minetti si fece addirittura un processo). Insomma, si sono fatte verifiche sull'affidabilità del soggetto a cui è stato affidato questo minore? “Non parlo di questo al telefono”, afferma la dottoressa Fava, ma nemmeno di persona perché non accetta alcun appuntamento.

 

Sentiamo la Questura di Bolzano, ufficio immigrazione. “Noi in questi casi ci limitiamo a verificare l'identità, a verificare che il soggetto sia effettivamente minorenne e che, in questo caso, abbia diritto alla tutela e all'accoglienza”. Perché, lo ricordiamo, un minore straniero non accompagnato dev'essere immediatamente preso in carico dai servizi sociali e tolto dalla strada e comunque da una situazione di pericolo e abbandono. “Ma le verifiche e le decisioni in merito – specifica la dottoressa Bacca della Polizia bolzanina – sono di competenza della Procura per i minori". La portavoce della Questura bolzanina non conosce il caso specifico e su questo non può darci delucidazioni. Ma la stessa Questura, sempre nella persona della dottoressa Bacca, ci raggiunge telefonicamente per specificare quanto segue: "Abbiamo seguito anche in questo caso specifico le direttive del Tribunale dei minori: abbiamo affidato un quasi maggiorenne a un maggiorenne". Pur sempre un minorenne a un appena maggiorenne che, secondo la Questura e secondo il Pm, era in grado di svolgere appieno la tutela su questo soggetto minore.

 

Sta di fatto che un minore è stato affidato a un suo coetaneo, un ragazzo a cui, a tutti gli effetti di legge, è affidato il minore. “Questo ragazzo potrebbe tranquillamente passare la frontiera, portare quel minore chissà dove – spiega l'avvocato Nicola Canestrini – e davanti a un controllo di polizia non dovrebbe fare altro che mostrare il verbale di affidamento rilasciato dalla Questura di Bolzano sentita la Pm della Procura”. Il legale è incredulo: “Ma quali requisiti potrà mai avere un ragazzino di 18 anni per potersi veder affidato un minore a cui lo Stato dovrebbe garantire la massima accoglienza e la massima protezione dai rischi di sfruttamento e violenza?”

 

I minori soli che arrivano in Italia senza alcuna figura adulta di riferimento – afferma Save the Children – sono i soggetti più vulnerabili, in quanto a rischio di violenza e sfruttamento se non adeguatamente protetti”. 

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