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Sicurezza in città, ai sindaci nuovi strumenti contro vandali e spacciatori. Gianmoena: "Oltre alle norme indispensabile investire in cultura"

I sindaci potranno espellere dalla città vandali e spacciatori per un periodo che va da 1 a 5 anni. In Trentino, intanto, prende corpo il protocollo d'intesa tra Provincia, Comuni e Commissariato del Governo per mettere in collegamento tutte le videocamere presenti sul territorio

Di G.Fin - 13 febbraio 2017 - 06:59

TRENTO. Dare maggiore potere ai sindaci senza “farli diventare degli sceriffi” attraverso un patto strategico tra Stato e poteri locali.

 

Il nuovo decreto legge, approvato dal Consiglio dei ministri su proposta del titolare degli Interni Marco Minniti, cerca di dare nuovi strumenti ai primi cittadini che si trovano sempre più in difficoltà nel rispondere alle esigenze di sicurezza richieste dai cittadini.

 

Il provvedimento è stato accolto positivamente dall'Arci e anche in Trentino i giudizi sembrano essere positivi a patto che “accanto a queste norme si portino avanti gli interventi di tipo culturale”. A dirlo è il presidente del Consorzio dei Comuni Trentini, Paride Gianmoena che sottolinea anche i tanti interventi che si stanno sviluppando per una maggiore collaborazione tra comuni e forze dell'ordine.

 

“Queste nuove norme contenute del decreto – ha spiegato Gianmoena – devono prima di tutto essere lette all'interno di un quadro che già esiste. Sono un di più, certamente importante, ma che non può prescindere dall'investire in cultura e quindi nel cercare di creare posti di lavoro, nel cercare di migliorare l'approccio che i giovani hanno nella transizione tra scuola e lavoro. Nell'educazione alla sicurezza del cittadino. Tanti strumenti di tipo culturale che possono essere migliorati e di cui la politica deve occuparsi”.

 

A comporre il nuovo decreto sono 18 articoli. I 'vandali' che deturpano zone di pregio delle città non potranno più frequentarle per un periodo di 12 mesi. Per chi spaccia droga in luoghi di intrattenimento o discoteche, l'allontanamento può essere da un periodo che va da 1 a 5 anni.

 

Il provvedimento prevede anche la nascita di un “comitato metropolitano”, presieduto da sindaco e prefetto, che svolge attività di analisi sulla sicurezza urbana nel territorio di riferimento. Si prevede poi che enti pubblici e soggetti privati possano concorrere, anche finanziariamente, all'attuazione delle politiche integrate di sicurezza urbana.

 

 

Per migliorare la vivibilità è stata introdotta la possibilità da parte dei comuni di imporre sanzioni amministrative da 300 a 900 euro e l’allontanamento fino a 48 ore per chi danneggia il decoro cittadino ma anche la libera accessibilità, la fruizione di infrastrutture, luoghi di pregio artistico, storico o interessato da flussi turistici. Questo anche per chi abusa con gli alcolici o le droghe e fa accattonaggio molesto.

 

Sempre nell'ottica di avere città più pulite, accanto a tutto questo, il giudice ha anche la possibilità di disporre il ripristino o la ripulitura dei luoghi o risarcimento, per chi deturpa o imbratta beni immobili o mezzi di trasporto pubblici o privati.

 

“Ritengo che tutte queste misure – ha spiegato il presidente del Consorzio dei Comuni – vadano nella direzione di ripristinare la legalità nelle aree urbane. Questa è la strada giusta tenendo però sempre a mente che alcune misure sono l'estrema ratio”.

 

Le norme e le sanzioni non sono tutto. Paride Gianmoena, infatti, sottolinea l'importanza dei protocolli che sono stati già firmati in Trentino e che puntano ad un migliore coordinamento tra i tutti i comuni trentini e le forze dell'ordine.

 

“Chiaro che la dimensione del Trentino, sia geografica che di popolazione, è simile all'Alto Adige e ha delle conseguenze. I sindaci – ha spiegato il presidente del Consorzio dei Comuni - hanno richieste diverse rispetto a quelle che ricevono i primi cittadini delle città metropolitane. Quello che noi chiediamo è che ci sia un coordinamento più forte tra la Polizia municipale, che è incardinata sui comuni, e le altre Forze di polizia. In questa direzione si sta già lavorando molto con la regia del Commissario del governo e il Questore”.

 

A prendere corpo, in questi mesi, è anche il protocollo d'intesa firmato tra la Provincia e i Comuni e che ha visto l'istituzione di un tavolo al cui interno ci sono anche Trentino Network e Trentino Trasporti.

 

“L'idea sulla quale si sta lavorando – ha chiarito Paride Gianmoena – è quella di mettere in relazione e far comunicare tutte le telecamere che sono montate sul territorio trentino in modo tale che anche i vari sistemi di controllo riescano a parlarsi tra di loro. La Provincia ha già stanziato le risorse e il coordinamento del lavoro è affidato al Commissariato”. 

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